Carcinoma Mucoepidermoide

È il più frequente tumore maligno delle ghiandole salivari e il tumore salivare più usuale nei bambini. Deriva dall’epitelio duttale e si localizza principalmente nella parotide, ma anche in altre sedi come le ghiandole sottomandibolari, dove è il carcinoma più frequente.

Istologia

È caratterizzato da uno spiccato polimorfismo cellulare, con tre popolazioni:

  • cellule squamose;
  • cellule muco-secernenti;
  • cellule intermedie o squamoidi o chiare, che hanno un fenotipo squamoso incompleto.

Lo stroma è fibroialino, con una componente infiammatoria che esprime la reazione infiammatoria a muco e cheratina — quest’ultima legata alla differenziazione delle cellule squamose e intermedie. La componente infiammatoria può essere organizzata anche in follicoli linfatici.

L’epitelio dei grossi dotti può presentare metaplasia a cellule mucose, ed è questo il motivo della tipica differenziazione muco-secernente.

La metaplasia squamosa è un fenomeno abbastanza frequente nei tumori delle ghiandole salivari e si ritrova in forme sia benigne che maligne, per esempio nell’adenoma pleomorfo: taglia trasversalmente molti istotipi e di per sé non definisce un particolare sottotipo, anche se è maggiormente sviluppata nell’ambito del carcinoma mucoepidermoide.

Istochimica

Le cellule squamoidi o intermedie sono cellule squamose non completamente sviluppate, che in alcuni casi si presentano come cellule chiare ricche in glicogeno.

Con il colorante PAS si ottiene una colorazione diffusamente rossastra, non perché il tumore produca granuli di zimogeno, ma perché accumula una grande quantità di glicogeno: il materiale viene quindi rilasciato con il trattamento diastasico (PAS diastasi-labile).

Il nome stesso definisce la neoplasia: muco perché produce cellule mucose, epidermoide perché è caratterizzato da cellule di tipo squamoso o squamoide, che possono presentarsi anche come cellule chiare ricche in glicogeno.

Sottotipi

È un tumore aggressivo, distinto in due sottotipi:

  1. Variante di basso grado — la componente mucosa prevale nettamente. Ha una prognosi decisamente migliore e spesso l’intervento chirurgico è sufficiente per controllare la malattia.
  2. Variante di alto grado — scomparsa delle cellule mucose e prevalenza di cellule intermedie o squamose, talvolta con piccoli focolai di necrosi. Ha propensione a dare metastasi linfonodali o a distanza, con sede più frequente il polmone.

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