Criteri di Malignità dei Tumori Salivari

Sono i parametri che il patologo usa per separare le forme benigne da quelle maligne, indipendentemente dall’istotipo. I tumori benigni sono tipicamente nettamente capsulati, in quanto non hanno invasività.

  • Crescita infiltrativa — perdita dei limiti netti della lesione e infiltrazione dei tessuti circostanti, compresi i tessuti molli.
  • Invasione perineurale — elemento costante nel carcinoma adenoide-cistico e spiccato nell’adenocarcinoma polimorfo di basso grado.
  • Invasione vascolare.
  • Attività mitotica — le mitosi devono essere assenti, basse od occasionali nelle forme benigne.
  • Necrosi — nei tumori delle ghiandole salivari è indicativa di malignità: deve essere sempre assente, a meno che non esista una ragione plausibile che la giustifichi.

Micrografia a basso ingrandimento di carcinoma dei dotti salivari (SDC), simile al carcinoma duttale della mammella con necrosi di tipo comedonico. Colorazione EE. Fonte: Wikimedia Commons (Nephron, CC BY-SA 3.0).

Trappole diagnostiche

  • Dopo citologia agoaspirativa un adenoma pleomorfo può presentare un certo grado di mitosi: è il tipico tumore che il patologo inesperto scambia per maligno.
  • L’apoplessia del tumore di Warthin, spontanea o indotta dall’agoaspirazione, può conferire aspetti pseudoinfiltrativi.
  • La fuoriuscita extracapsulare dell’adenoma pleomorfo per danneggiamento della capsula non è un segno di malignità.
  • Multifocalità e bilateralità non definiscono la malignità di un tumore salivare: il tumore di Warthin è frequentemente multicentrico e bilaterale ed è del tutto benigno.
  • Tumori del tutto benigni possono presentare aderenza alla cute e simulare la malignità.
  • La metaplasia squamosa e le altre modificazioni oncoplastiche tagliano trasversalmente istotipi benigni e maligni e non sono di per sé criteri di malignità.

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