Adenoma Pleomorfo

L’adenoma pleomorfo è il più frequente tumore delle ghiandole salivari ed è di tipo benigno. La localizzazione tipica è la parotide, sebbene possa localizzarsi anche nelle ghiandole salivari del palato molle. In passato veniva chiamato tumore misto benigno.

Derivazione

È un tipico tumore derivato dai dotti intercalari, interposti tra l’acino, i dotti striati e l’insieme delle strutture duttali in senso lato. In questi dotti sono presenti cellule progenitrici in grado di differenziarsi in altre tipologie cellulari, in particolare in senso epiteliale e mioepiteliale: l’adenoma pleomorfo è il tumore in cui questa doppia differenziazione è espressa.

Il termine pleomorfo sottolinea l’ampia variabilità di aspetti morfologici che la malattia può assumere.

Aspetto macroscopico

Si presenta come un nodulo circoscritto capsulato, di colore bianco-giallastro, spesso traslucido sulla superficie di taglio. L’aspetto traslucido è legato alla presenza della componente mesenchimale, che spesso ha una differenziazione di tipo cartilagineo, oppure a un aspetto edematoso: sono le cosiddette aree mixocondroidi, che conferiscono questo aspetto macroscopico molto caratteristico.

⚠️ Indicazioni del docente

Possono essere presenti punti extracapsulari, che non vanno interpretati come segno di malignità ma come danneggiamento della capsula. Quando si manipolano gli adenomi pleomorfi bisogna stare attenti a non romperli: dato il contenuto molle e gelatinoso, si rischia una fuoriuscita del tumore con propagazione verso le strutture limitrofe. Questa è la base delle cosiddette “recidive” dell’adenoma pleomorfo, talvolta molto fastidiose e non facilmente gestibili proprio perché la rottura determina una fuoriuscita disordinata. La lesione è di per sé del tutto benigna, ma dopo rottura la sua gestione può diventare difficile e comportare, in caso di recidive, sacrifici tissutali importanti.

Metastasi dell’adenoma pleomorfo

In una percentuale di casi inferiore all’1% l’adenoma pleomorfo può dare origine a metastasi a distanza, che non sono lo spillover delle contaminazioni traumatiche adiacenti ma vere e proprie metastasi, a localizzazione ossea, polmonare o epatica. La loro composizione è virtualmente identica a quella dell’adenoma pleomorfo parotideo: è questo il motivo per cui è stato abbandonato il termine tumore misto benigno.

Non si conosce la ragione di questa propensione a metastatizzare, tanto più che la prognosi rimane particolarmente buona anche in presenza di metastasi — a meno che non nasca un vero e proprio carcinoma ex adenoma pleomorfo, condizione del tutto diversa.

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