Danno Polmonare (acuto e cronico)

Il polmone è a contatto con il mondo esterno attraverso l’aria respirata, per cui è suscettibile di danno chimico (polveri), fisico (temperature estreme) e biologico (agenti microbici).

Danno alveolare diffuso (DAD): membrane ialine lineari densamente eosinofile addossate alle pareti alveolari e, in alcuni alveoli, masse rotondeggianti di fibrina («fibrin balls»). Fonte: Wikimedia Commons (Yale Rosen from USA, CC BY-SA 2.0).

Meccanismi di difesa

  • Clearance mucociliare;
  • Immunità innata (macrofagi);
  • ricchissimo corredo linfatico, che drena sostanze e germi verso i linfonodi peribronchiali, ilari e mediastinici (sedi specializzate per la risposta immunologica).

Quando la riserva funzionale del polmone è superata, ne consegue il danno, distinto in acuto/subacuto e cronico/reiterato.

Danno acuto/subacuto

Limitato nel tempo (da minuti a qualche settimana), con un inizio e una fine (che però può coincidere con la morte). Caratterizzato da uniformità temporale delle alterazioni morfologiche (singolo evento lesivo circoscritto). Due forme descrittive:

È possibile la sovrapposizione DAD + BOOP (danno contemporaneo su alveoli e bronchioli).

Danno cronico

Si protrae nel tempo, anche a poussé successive. Può determinare fibrosi e flogosi cronica fino al polmone a nido d’ape (vedi Polmone a Nido d’Ape (Honeycombing)), che coinvolge:

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