Marcatori Immunoistochimici dell’Adenocarcinoma Prostatico

Marcatori di differenziazione prostatica

La prostata è una ghiandola tubulo-acinare/tubulo-alveolare composta, formata da unità elementari morfofunzionali (gli acini prostatici); l’adenocarcinoma nella maggior parte dei casi ne segue la differenziazione, ed è per questo detto adenocarcinoma acinare.

Gli adenocarcinomi acinari sono positivi da un punto di vista istochimico per:

  • PSA;
  • fosfatasi acida prostatica specifica (PSAP);
  • Nkx3.1, fattore di trascrizione nucleare indispensabile per la normale morfogenesi della prostata, considerato marcatore di differenziazione prostatica e molto utile perché conservato anche nelle neoplasie poco differenziate.

A livello plasmatico si possono cercare PSA o PSAP; si utilizza prevalentemente il PSA, perché la PSAP è meno specifica, essendo prodotta anche da cellule diverse da quelle delle ghiandole prostatiche. Nkx3.1 si trova invece nei nuclei delle cellule neoplastiche e si usa come marcatore immunoistochimico.

Non tutte le condizioni che determinano un aumento del PSA sono carcinomi.

Le cellule basali: il criterio di benignità

In condizioni normali le ghiandole prostatiche sono formate da:

  • cellule basali, localizzate alla periferia e prive di funzione secretoria, identificabili con citocheratine ad alto peso molecolare oppure con p63 e p40, prodotti del gene p63 che caratterizza negli epiteli le cellule basali o mioepiteliali. Parte delle cellule basali prostatiche sono infatti cellule mioepiteliali, che con la contrazione favoriscono la fuoriuscita del secreto;
  • uno strato luminale di cellule ghiandolari specifiche, che producono il secreto prostatico.

Gli adenocarcinomi della prostata, legati a proliferazione di elementi di tipo luminale, sono quindi caratterizzati da:

  • positività per marcatori specifici della differenziazione luminale o prostatica;
  • assenza delle cellule basali.

⚠️ L’assenza delle cellule basali è un criterio molto utile per essere certi che una determinata proliferazione ghiandolare sia di tipo neoplastico.

AMACR

L’AMACR (alfa-metilacil-CoA-racemasi) è una sostanza implicata nel metabolismo dei lipidi, non prodotta dalle cellule prostatiche normali ma prodotta dalle cellule neoplastiche. La sua positività, insieme all’assenza di cellule basali, è utile per identificare o confermare la diagnosi di adenocarcinoma prostatico.

Il vantaggio dell’AMACR è di essere conservato anche nelle neoplasie poco differenziate, dove anzi tende ad aumentare.

Esempi di doppia colorazione AMACR + citocheratine

Le citocheratine ad alto peso molecolare caratterizzano le cellule basali (striscia marrone di cellule): la loro presenza è indice di lesione non invasiva, e a volte appaiono discontinue ma interessa solo evidenziarne la presenza. A volte le due componenti vengono utilizzate in coppia, mescolando gli anticorpi con le citocheratine così da avere un cocktail che colora anche il citoplasma.

  • PIN di alto grado: cellule basali presenti (CK positive) con, internamente, cellule positive per AMACR in eccesso rispetto a quanto si vede in una ghiandola prostatica normale.
  • Ghiandole normali: rivestimento di cellule basali CK-positive, senza positività per AMACR.
  • Adenocarcinoma: ghiandole prive di cellule basali e positive per AMACR. Se le ghiandole AMACR-positive sono più di 5, non si fa diagnosi di ASAP ma di adenocarcinoma.
  • Neoplasia poco differenziata: la doppia colorazione documenta l’assenza delle citocheratine basali nelle cellule invasive, fortemente positive per AMACR, e la negatività per AMACR con positività per le citocheratine basali nelle cellule normali.
  • Forma meglio differenziata: intensità di AMACR minore, ma sempre con positività per AMACR e negatività per le CK basali.
  • Biopsia meno differenziata: il tumore si presenta con atteggiamento cribriforme.

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