Screening del Carcinoma Polmonare

Nonostante gli sforzi, la prognosi resta infausta e il miglioramento diagnostico-terapeutico dopo la scoperta clinica incide per <10%. Ci si chiede se uno screening possa intercettare la malattia prima della diffusione metastatica e ridurne la mortalità (vero indice di efficacia di una prevenzione). Lo screening si rivolge ai soggetti sani a rischio (es. fumatori), non ai malati: i test devono essere poco costosi e poco fastidiosi.

Anni ‘80 — RX torace e citologia dell’escreato

Tre grandi studi americani (John Hopkins, Memorial Sloan-Kettering, Mayo Clinic, ~30.000 soggetti) usarono citologia dell’espettorato (ogni 4 mesi) e radiografia del torace (annuale). Apparentemente si diagnosticavano più tumori, oltre il 50% resecabili, con aumento della sopravvivenza a 5 anni; ma il tasso di morte standardizzato per età NON differiva dai controlli. Limite biologico: la citologia dell’escreato intercetta cellule esfoliate dai grossi bronchi (carcinoma squamoso), mentre l’adenocarcinoma periferico difficilmente esfolia nell’albero bronchiale.

Anni ‘90 — TC spirale

La TC spirale (rapida, senza mezzo di contrasto, accurata) consente di individuare qualsiasi neoformazione polmonare, con risoluzione < 5 mm. Maggior sensibilità ma minor specificità: la maggior parte dei noduli scoperti non è neoplastica, ma legata a patologie fibro-infiammatorie (il polmone è a contatto con l’ambiente esterno). Cardine dell’approccio è la dimensione del nodulo.

Inizio 2000 — affiancamento della PET

Alla TC spirale è stata affiancata la PET con fluorodesossiglucosio, che individua le lesioni metabolicamente attive sfruttando l’Effetto Warburg (risoluzione ~5 mm). Limite: anche infiammazioni croniche/granulomatose captano. Per le lesioni sospette serve la valutazione bioptica, spesso nella stessa procedura chirurgica.

Risultati finali

Pur con risultati apparentemente straordinari (aumento di sopravvivenza, resecabilità), lo screening non abbatte la mortalità, per effetto dei bias di lead time e length time. Studi su TC spirale (Istituto Tumori di Milano + Mayo Clinic + Moffitt) mostrano che mortalità, diagnosi avanzate e morti non differiscono tra braccio di screening e controllo, sia in Italia sia negli USA → sovradiagnosi e aumento delle resezioni chirurgiche (obbligo legale di resezione una volta diagnosticato un nodulo). I tumori intervallati (tra una TC e l’altra) sono spesso già metastatici.

Conclusioni

  • I modelli americani stimano una riduzione della mortalità di solo ~5% anche potenziando totalmente la TC spirale a basso dosaggio.
  • Basterebbe smettere di fumare per ridurre la mortalità del ~90%.
  • Studi europei (es. NELSON, Olanda) confermano: lo screening del cancro polmonare non dovrebbe essere implementato in Europa (a differenza del Pap test, che abbatte realmente la mortalità per carcinoma della cervice).
  • Possibile utilità futura: biomarcatori umorali nel sangue (mutazioni, microRNA) di forme precocissime, ma dati ancora eterogenei e non riproducibili.

➔ L’evidenza attuale non mostra benefici dello screening con TC spirale a basso dosaggio; la migliore prevenzione resta la disassuefazione dal fumo.

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