Valore Predittivo di ER e PgR (Ormonoterapia vs Chemioterapia)
Il livello di espressione di ER e PgR è predittivo della risposta terapeutica: più alto è il livello di espressione,
- migliore sarà la risposta alla terapia ormonale (Tamoxifen o inibitore delle aromatasi);
- minore sarà l’efficienza della chemioterapia.
Evoluzione storica
Molti anni fa il carcinoma della mammella veniva curato esclusivamente con la chemioterapia. Documentata la presenza dei recettori progestinici, si passò alla chemioterapia seguita da ormonoterapia di mantenimento, inizialmente per 5 anni e poi per periodi più lunghi.
Dalla metà degli anni ‘90 studi importanti — condotti soprattutto a Milano, presso l’istituto di oncologia — hanno dimostrato che la chemioterapia è efficace solo quando l’ormonoterapia non lo è.

Quando i recettori estro-progestinici sono assenti, la chemioterapia (CMF) dà un vantaggio rispetto all’ormonoterapia (Tamoxifen). Quando invece i recettori sono presenti, tra i due trattamenti non c’è alcuna differenza.
Perché si preferisce comunque l’ormonoterapia
La chemioterapia agisce in una finestra di tempo limitata, i due o tre mesi in cui viene somministrata. L’ormonoterapia esplica invece la sua azione benefica per molti mesi o anni, riducendo anche il rischio di ripresa di malattia e di seconde neoplasie.

Il beneficio è funzione del livello di espressione dei recettori: il dato è riportato per il recettore estrogenico, ma vale allo stesso modo per quello progestinico.
🔗 Collegamenti
- Recettori degli Estrogeni (ER) nel Carcinoma della Mammella — ⬆️ marcatore predittivo
- Recettori del Progesterone (PgR) nel Carcinoma della Mammella — ⬆️ marcatore predittivo
- Terapia Ormonale del Carcinoma della Mammella — 💊 farmaci impiegati
- Fattori Prognostici e Predittivi — 🔗 differenza tra fattore prognostico e predittivo