Acyclovir

L’acyclovir è un antierpetico, analogo nucleosidico che agisce come terminatore di catena sulla DNA polimerasi virale.

Struttura 2D dell’aciclovir (PubChem CID 135398513). Formula C₈H₁₁N₅O₃, PM 225,2 g/mol. La base è la guanina, identica a quella della guanosina; al posto del ribosio c’è una catena aperta priva del carbonio 3′ e del suo ossidrile — è lo «zucchero alterato» da cui dipende tutto il meccanismo.

Meccanismo d’azione

È un profarmaco: per essere attivo deve diventare acyclovir trifosfato (tre gruppi fosforici). La prima fosforilazione è eseguita esclusivamente dalla timidinchinasi virale, un enzima codificato dal virus. Questo garantisce la selettività:

  • in una cellula non infettata manca la timidinchinasi virale → l’acyclovir non viene fosforilato e resta inattivo;
  • in una cellula infettata il virus che replica produce la timidinchinasi virale → l’acyclovir viene trifosforilato e, incorporato dalla DNA polimerasi virale, funge da terminatore di catena.

Spettro di attività

Diretto verso HSV-1 e VZV. Il CMV non è suscettibile perché non codifica la timidinchinasi virale: esempio della specificità dell’antivirale per il singolo virus.

Il buco lasciato dal CMV è coperto dal Ganciclovir, molecola quasi identica (un solo ossidrile in più) che sfrutta un enzima diverso — la fosfotransferasi UL97, che il CMV invece possiede. Stessa strategia di selettività, chiave diversa: e il prezzo dell’allargamento di spettro è una mielotossicità che l’acyclovir non ha.

Farmacocinetica

  • Biodisponibilità orale modesta (15-30%), che diminuisce all’aumentare delle dosi: aumentare la dose riduce la disponibilità e amplifica la variabilità.
  • Non si lega alle proteine plasmatiche.
  • Buona diffusione tissutale, incluso il liquido cerebrospinale → utile nelle encefaliti.
  • Escrezione renale → adeguare il dosaggio nell’insufficienza renale.
  • Emivita breve (2-3 ore) → richiede somministrazioni ripetute.

Effetti avversi / tossicità

  • Insufficienza renale acuta da cristallizzazione nei tubuli durante l’escrezione → importante preidratare il paziente.
  • Raramente tossicità neurologiche.

Valacyclovir

Per migliorare la biodisponibilità è stato creato il valacyclovir, identico all’acyclovir con l’aggiunta di una valina, che ne migliora notevolmente l’assorbimento orale (dal 15-30% a circa il 54%, perché la valina lo fa riconoscere dal trasportatore intestinale dei peptidi PEPT1). È un esempio del fatto che molti antivirali sono “variazioni sul tema”: qui, l’acyclovir con un profilo farmacocinetico migliorato.

Molecole della famiglia

MolecolaBersaglio principaleCosa la distingue
aciclovirHSV-1, HSV-2, VZVil prototipo; biodisponibilità orale 15-30%; ev nell’encefalite erpetica
ValacyclovirHSV, VZVl’estere valilico: biodisponibilità ~54%, da 5 a 2-3 dosi/die
GanciclovirCMVun ossidrile in più, attivato da UL97; mielotossico
FoscarnetCMV, HSV/VZV resistentinon è un nucleoside e non richiede fosforilazione; nefrotossico
famciclovir / penciclovirHSV, VZVprofarmaco orale del penciclovir, emivita intracellulare più lunga
cidofovirCMVnucleotide: come il foscarnet non dipende dalle chinasi virali; nefrotossico

Meccanismi di resistenza

  • Mutazioni del gene della timidinchinasi virale che non riconosce più l’acyclovir (non lo fosforila).
  • Mutazioni della DNA polimerasi virale che, pur avvenuta la trifosforilazione, non incorpora più l’acyclovir.

Il primo meccanismo — di gran lunga il più comune — ha una conseguenza pratica che vale la pena tenere a mente: rende inutili tutti i derivati insieme, valacyclovir e famciclovir compresi, perché tutti dipendono dalla stessa chinasi virale. L’unica via d’uscita è passare a una molecola che non ha bisogno di essere fosforilata, cioè il Foscarnet (o il cidofovir): è esattamente il ragionamento che si fa davanti a un herpes resistente nell’immunodepresso.

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