Agonisti Dopaminergici (Parkinson)
Farmaci che attivano direttamente i recettori della dopamina (strategia di sostituzione), senza dipendere dalla sintesi cellulare di dopamina. Storicamente distinti in due gruppi:
- Gruppo 1 — derivati dell’Ergot (alcaloide di origine vegetale): bromocriptina, pergolide, cabergolina.
- Gruppo 2 — non derivati dell’Ergot: ropinirolo, pramipexolo, apomorfina, rotigotina.
Indicazioni
- In monoterapia o associati a basse dosi di L-DOPA (Levodopa) negli stadi iniziali, quando non serve un farmaco molto potente.
- Negli stadi avanzati, in associazione alla L-DOPA: dare L-DOPA significa sfruttare il meccanismo sintetico della cellula, ma in fase avanzata le cellule danneggiate funzionano male, per cui può servire un meccanismo che agisca direttamente sui recettori. Aiutano anche a ridurre le fluttuazioni on/off.
Vie di somministrazione
Non sempre orali, soprattutto perché nel Parkinson può esserci difficoltà alla deglutizione: esistono formulazioni sottocutanee (apomorfina s.c.) o transdermiche (cerotto).
Rotigotina
Agonista sintetico prevalente dei recettori D3. Non è ancora noto quale recettore dopaminergico sia maggiormente implicato nella patologia: pur funzionando bene, non se ne può dedurre un ruolo prevalente del D3. È il primo agonista dopaminergico in mono-somministrazione giornaliera (copertura di 24 h).
🔗 Collegamenti
- Strategia Terapeutica del Parkinson — 📋 fa parte di
- L-DOPA (Levodopa) — 🔄 confronto (sostituzione vs replacement)
- Recettori della Dopamina — 🔗 bersaglio