Amiodarone

Antiaritmico di classe 3 (vedi Antiaritmici di Classe 3 (Bloccanti dei Canali del Potassio)), molto efficace ma molto tossico: per questo l’uso è contenuto e richiede assoluta sicurezza ed elevato regime di controllo clinico.

Meccanismo d’azione (farmaco “pleiotropico”)

È definito un farmaco “sporco” per l’azione su bersagli multipli: oltre al blocco dei canali del potassio, sviluppa azioni β-bloccanti e Ca²⁺-bloccanti a livello del nodo del seno e del sistema di conduzione, e una modesta azione sui canali del sodio (poco evidente). Agisce quindi su recettori β1 cardiaci e su canali del calcio, potassio e sodio, tutti con effetto bloccante.

Farmacocinetica

La lunga azione e la tossicità derivano dal profilo farmacocinetico:

  • Volume di distribuzione estremamente ampio — raggiunge tutti i tessuti, in particolare il tessuto adiposo.
  • Lunga emivita.
  • Metabolizzato dal citocromo P450-2C8 in desetilamiodarone, metabolita attivo.

Ne risulta un’azione farmacologica molto prolungata.

Effetti avversi

  • Disfunzione tiroidea: l’amiodarone è ricco di iodio; captato dalla tiroide può causare ipotiroidismo (danno strutturale e ipofunzione dei tireociti) o ipertiroidismo.
  • Tossicità gastrointestinale ed epatica.
  • Neurologici: atassia, tremori, debolezza muscolare.
  • Microdepositi corneali.
  • Fotosensibilizzazione e, nel trattamento cronico, colorazione grigiastra della pelle con desquamazione.
  • Calo ponderale.
  • Fibrosi polmonare (fino al 10% dei pazienti).

🔗 Collegamenti