Attivazione del linfocita T (calcineurina–NF-AT)

È la via di trasduzione che porta il linfocita T, dopo il riconoscimento dell’antigene, all’espansione clonale. È il bersaglio degli immunosoppressori e uno dei punti su cui agiscono i glucocorticoidi.

La via

Il TCR (T cell receptor) lega in modo specifico l’antigene: è un recettore che, una volta attivato, si autofosforila sulle tirosine. Queste sono riconosciute (tramite domini SH2/SH3) dalla fosfolipasi C-γ, che produce IP3 e diacilglicerolo. L’IP3 mobilizza il calcio dal reticolo e apre canali calcio-dipendenti per l’ingresso dall’esterno.

Il Ca²⁺ si lega alla calmodulina formando il complesso Ca²⁺-calmodulina, che attiva la fosfatasi calcineurina (Ca²⁺-calmodulina-dipendente). La calcineurina defosforila il fattore di trascrizione NF-AT (nuclear factor of activated T-cell): NF-AT è normalmente trattenuto nel citoplasma da 32-33 gruppi fosfato che mascherano il suo NLS; defosforilato, espone l’NLS e trasloca nel nucleo.

Conseguenze: espansione clonale selettiva

Nel nucleo NF-AT svolge due azioni chiave:

  • induce la trascrizione di IL-2, che agisce in modo autocrino sul recettore IL-2R dello stesso linfocita → espansione clonale;
  • induce la subunità che rende l’IL-2R ad alta affinità solo sul linfocita che ha riconosciuto l’antigene. I linfociti T vicini, con IL-2R a bassa affinità, non vengono attivati casualmente: si espande solo il clone specifico.

🔗 Collegamenti