Cellule Mesenchimali nella Graft-versus-Host Disease

Le cellule staminali mesenchimali hanno un’azione immunomodulatoria e sono state impiegate nella graft-versus-host disease (GvHD), grave complicanza del trapianto di midollo, di cui esistono forme steroide-resistenti.

Caso clinico e origine

Nel 2004 Katarina Le Blanc, giovane ematologa svedese, durante il dottorato al Karolinska Institutet, propose per prima di infondere cellule mesenchimali — prelevate dal midollo della madre — in un bambino morente di GvHD, per ottenere un effetto immunosoppressivo. Ottenne una risposta clinica importante e un significativo prolungamento della sopravvivenza. Da qui uno studio clinico che ha autorizzato l’uso di mesenchimali a scopo immunosoppressivo. Oggi la terapia è controversa, ma in alcuni casi ancora usata.

Requisiti di produzione

Sono veri e propri farmaci: vanno prodotti in un’officina con caratteristiche adeguate e controlli di qualità che ne certifichino sicurezza, identificazione del prodotto ed efficacia. Non possono essere prodotti in modo “casalingo” o di sola ricerca.

Caso “Metodo Stamina”: un ricercatore proponeva, per patologie rare senza cura, un trattamento con mesenchimali prodotte senza adeguata qualità farmacologica; per questo la produzione è stata sospesa e mai approvata.

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