Trapianto di Cellule Staminali Emopoietiche

Prima terapia cellulare della storia (primo trapianto ~70 anni fa; cellule descritte dagli inizi del ‘900): ha coniato il termine di medicina sperimentale ed è il precursore della terapia cellulare. È una forma di Medicina Rigenerativa applicata al ripristino dell’ematopoiesi.

Le staminali emopoietiche possiedono le caratteristiche delle Cellule Staminali (autorinnovamento, proliferazione, differenziamento). La loro nicchia è il midollo osseo, verso cui fanno homing per tutta la vita.

Fonti delle cellule

  • Prelievo di midollo osseo.
  • Aferesi periferica: si usano farmaci che ne inducono proliferazione e mobilizzazione — un fattore di crescita (che ne stimola la proliferazione) e un inibitore di CXCR-4 (che blocca i segnali chemiotattici di richiamo al midollo). Le cellule, immobilizzate nel sangue periferico, si prelevano con un semplice prelievo.
  • Cordone ombelicale: usato soprattutto in ambito pediatrico perché le cellule sono poche. Prima dell’uso si attende che il donatore (il bambino) sia cresciuto e risulti sano. Le cellule del proprio cordone non sono eleggibili per il bambino stesso (non provengono da donatore “sano” certificato), quindi sono usabili soprattutto per altri bambini.

Indicazioni

  • Trapianto di midollo: usato nei tumori ematologici. Dopo ablazione midollare con chemio/radioterapia (che uccide i cloni leucemici) si ripristinano le staminali da donatore — non quelle del paziente, che portano le mutazioni.
  • Aferesi periferica autologa: nei pazienti che necessitano di terapia ablativa chemioterapica per un tumore non ematologico. Le cellule autologhe si prelevano prima della chemioterapia e si reinfondono dopo, riducendo il periodo di immunosoppressione.

Tipo di donatore

  • Autologo: il paziente stesso.
  • Allogenico: un’altra persona.
  • Singenico: un soggetto geneticamente identico (gemello). I primi trapianti furono singenici.

Nel trapianto allogenico il rischio è il rigetto (le cellule estranee sono riconosciute dalle cellule NK). Nonostante ciò, nelle malattie ematologiche si preferisce l’allogenico: il singenico mostra una più alta probabilità di recidiva, perché l’allogenico sviluppa l’effetto graft-versus-leukemia (le cellule del donatore attaccano il clone neoplastico residuo), che il singenico non ha.

Graft-versus-Host Disease (GvHD)

Complicanza grave del trapianto allogenico: le cellule immunitarie del donatore attaccano i tessuti del ricevente. Causa diarrea, disidratazione, immunosoppressione e può essere letale; ne esistono forme steroide-resistenti. Trattamento sperimentale: vedi Cellule Mesenchimali nella Graft-versus-Host Disease.

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