Eliminazione dei Farmaci

L’eliminazione è l’uscita del farmaco (e dei suoi metaboliti) dall’organismo. È la “E” dell’ADME e segue il metabolismo, che rende il farmaco più idrosolubile e quindi escretibile.

Vie di eliminazione

  • Renale — la via principale.
  • Respiratoria — per i farmaci gassosi.
  • Biliare — escrezione con le feci.
  • Latte materno — vedi sotto.

Circolo entero-epatico

I farmaci eliminati con la bile possono essere in parte riassorbiti a livello intestinale, creando il circolo entero-epatico. Meccanismo: il farmaco coniugato (reazione di fase 2) prende la via biliare e arriva nell’intestino, dove la flora batterica stacca la molecola coniugata; il farmaco torna così riassorbibile, rientra in circolo, viene di nuovo coniugato e così via. Questo aumenta l’emivita del farmaco. Ne sono soggetti gli estroprogestinici (contraccettivi): la loro efficacia dipende da questo ricircolo, perciò un antibiotico che azzera la flora intestinale lo interrompe e riduce drasticamente l’effetto del contraccettivo (interazione da comunicare alla paziente).

Latte materno

Va considerato quando si prescrivono farmaci a madri che allattano, per il rischio di tossicità nel neonato. Importante: il farmaco passato nel latte non vi resta intrappolato — durante l’escrezione renale viene richiamato in circolo ed eliminato. Non ha quindi senso il consiglio di spremere e buttare il latte per tutta la durata della terapia.

Fattori che modificano l’eliminazione

Con possibile accumulo: patologie renali (insufficienza renale); età (neonati e anziani); ostacolo al deflusso biliare (per i farmaci eliminati per via biliare).

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