Clearance

La clearance misura la capacità depurativa dell’organismo nei confronti di un farmaco, cioè l’efficienza con cui esso viene eliminato. Si distingue in clearance d’organo e clearance totale.

  • Clearance d’organo — la capacità di un singolo organo di depurare il sangue da una determinata sostanza (es. clearance epatica, clearance renale).
  • Clearance totale — la somma delle clearance dei diversi organi; rappresenta la capacità depurativa dell’intero organismo: Cl_tot = Cl_epatica + Cl_renale + Cl_altre.

Come si calcola e a cosa serve

Dimensionalmente è un volume di sangue depurato nell’unità di tempo (mL/min o L/h) — non una quantità di farmaco. Si ricava dai due soli dati misurabili della farmacocinetica:

ed è legata agli altri parametri dalle due relazioni che vale la pena sapere a memoria:

Da qui il ruolo clinico: la clearance decide la dose di mantenimento (quanto farmaco somministrare per unità di tempo per tenere costante la concentrazione), mentre il Vd decide la dose di carico. Insieme determinano l’emivita — che quindi non è una proprietà primaria del farmaco, ma il risultato di due processi indipendenti.

Esempi clinici

FarmacoClearance prevalenteConseguenza pratica
Aminoglicosidirenale, quasi esclusivadose da ricalcolare sull’eGFR; TDM obbligatorio (vedi Nefrotossicità da Aminoglicosidi)
Litiorenale, compete col sodiodisidratazione, diuretici tiazidici e FANS ne riducono la clearance → tossicità
Digitale (Digossina)mista, prevalentemente renaleaccumulo nell’anziano e nell’insufficienza renale
Propranololoepatica, ad alta estrazionedipende dal flusso ematico epatico più che dall’attività enzimatica
Ciclosporinaepatica (CYP3A4), a bassa estrazionedipende dall’attività enzimatica → travolta da induttori e inibitori
Doxiciclinabiliare/intestinalel’unica tetraciclina usabile nell’insufficienza renale

Distinzione utile: per i farmaci ad alta estrazione epatica (propranololo) la clearance è limitata dal flusso, quindi cambia con lo scompenso cardiaco o la cirrosi; per quelli a bassa estrazione (ciclosporina, warfarin) è limitata dagli enzimi, quindi cambia con induttori e inibitori. È la ragione per cui due farmaci “epatici” si comportano in modo opposto nello stesso paziente.

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