Indinavir
Scheda-farmaco — singola molecola della classe Terapia Antiretrovirale (HIV), dove è
citata come inibitore della proteasi virale. Il meccanismo di classe sta nella nota madre: qui trovi ciò che distingue questa molecola. Dati da fonti autorevoli, aggiornati al 2026-08-14.
Classe: PI — inibitore della proteasi di HIV (peptidomimetico) · ATC: J05AE02 · Nomi commerciali: Crixivan · PubChem CID 5362440
Perché questa molecola
Compare nel programma fuori dal suo cluster: è uno degli esempi di inibitore potente del CYP3A4 che obbligano a dimezzare la dose della colchicina. Vale la pena conoscerlo perché è il caso in cui l’interazione conta più del farmaco: l’indinavir è di fatto obsoleto come antiretrovirale, ma resta nelle liste degli inibitori enzimatici che rendono tossici altri farmaci.
Ha inoltre un delta tossicologico che si incrocia in modo curioso con l’argomento di questo cluster: è il farmaco che precipita esso stesso nelle vie urinarie, dando nefrolitiasi nel 12,4% dei pazienti — cristalli non di urato ma di indinavir. Ed è la ragione per cui il suo foglietto illustrativo prescrive un’idratazione obbligatoria, esattamente come si fa con gli uricosurici.
Struttura
Struttura 2D dell’indinavir (PubChem CID 5362440). Formula C₃₆H₄₇N₅O₄, PM 613,8 g/mol. È un peptidomimetico: la porzione centrale con l’idrossietilene imita lo stato di transizione del legame peptidico che la proteasi virale dovrebbe tagliare, e vi si incastra senza poter essere scissa. La molecola è basica (piperazina e piridina) e la sua solubilità dipende dal pH: è alta in ambiente acido e crolla nelle urine a pH neutro-alcalino — da qui la cristalluria.
Farmacodinamica
Catena d’azione: indinavir → si lega al sito attivo della proteasi di HIV-1 → le poliproteine Gag e Gag-Pol non vengono clivate → i virioni prodotti restano immaturi e non infettanti. Agisce quindi a valle dell’integrazione, sulle cellule già infettate — al contrario degli inibitori della trascrittasi inversa.
flowchart TD A["indinavir"] -->|inibizione competitiva| B["proteasi di HIV-1"] B --> C["poliproteine Gag e Gag-Pol non clivate"] C --> D["virioni immaturi, non infettanti"] A -->|inibizione potente| E["CYP3A4 epatico e intestinale"] E --> F["colchicina: metabolismo bloccato -> tossicita' midollare e GI"] E --> G["statine, ergot, midazolam, amiodarone: livelli aumentati"] A --> H["scarsa solubilita' a pH urinario neutro"] H --> I["cristalluria e nefrolitiasi nel 12,4% dei pazienti"] I --> L["idratazione >= 1,5 L/die obbligatoria"] A --> M["inibizione della UGT1A1"] M --> N["iperbilirubinemia indiretta asintomatica nel ~14%"]
Il livello meccanicistico della classe sta in Terapia Antiretrovirale (HIV). Qui interessa soprattutto il ramo CYP3A4: è quello che lo fa comparire nella nota sulla colchicina.
Farmacocinetica
- Assorbimento: rapido a stomaco vuoto — 1 ora prima o 2 ore dopo il pasto. Un pasto ricco di calorie, grassi e proteine ne riduce l’assorbimento fino all’84%: è uno dei vincoli alimentari più rigidi della farmacologia antiretrovirale, e una delle ragioni del suo abbandono.
- Emivita: 1,8 ± 0,4 h — brevissima, da cui la somministrazione ogni 8 ore.
- Legame proteico: ~60%.
- Metabolismo: epatico via CYP3A4, di cui è al tempo stesso substrato e inibitore potente.
- Eliminazione: prevalentemente biliare/fecale; ~11% urinaria come farmaco immodificato.
- Boosting: l’associazione con ritonavir ne innalza le concentrazioni e permette la somministrazione ogni 12 ore, con l’aggiunta però delle interazioni del ritonavir stesso.
Posologia e monitoraggio
Orale, 800 mg (due capsule da 400 mg) ogni 8 ore, a intervalli rigorosamente regolari, a stomaco vuoto o con un pasto leggero e povero di grassi. Obbligatoria l’assunzione di almeno 1,5 litri di liquidi nelle 24 ore per ridurre il rischio di calcolosi. In presenza di insufficienza epatica lieve-moderata la dose si riduce a 600 mg ogni 8 ore.
Monitoraggio: funzione renale ed esame urine (cristalluria), bilirubina, transaminasi, glicemia e assetto lipidico.
Tossicità
- Nefrolitiasi/urolitiasi da cristalli di indinavir — 12,4% negli adulti (fino al 34% in alcuni studi) e 29% in età pediatrica. Si manifesta con colica renale ed ematuria; si gestisce con idratazione e sospensione temporanea.
- Iperbilirubinemia indiretta asintomatica — ~14%, da inibizione della UGT1A1; benigna, ma va distinta da un danno epatico.
- Effetti “retinoido-simili”: alopecia, cute e labbra secche, paronichia, unghie incarnite.
- Lipodistrofia, dislipidemia, insulino-resistenza — effetti di classe dei PI.
- Nausea, diarrea, cefalea, astenia.
⚠️ Attenzione
- Controindicazioni: ipersensibilità; co-somministrazione con farmaci a stretto indice terapeutico metabolizzati dal CYP3A4 — alfuzosina, amiodarone, derivati dell’ergot, cisapride, pimozide, sildenafil per l’ipertensione polmonare, midazolam e triazolam per via orale.
- Gruppi speciali: insufficienza epatica → riduzione di dose; gravidanza → concentrazioni plasmatiche marcatamente ridotte, non raccomandato; emofilia → segnalato aumento del sanguinamento con i PI.
- Interazioni rilevanti:
- Colchicina → è l’interazione per cui l’indinavir compare in questo cluster: come inibitore potente del CYP3A4 impone la riduzione di almeno il 50% della dose di colchicina, che è anche substrato della glicoproteina P. Nell’insufficienza renale o epatica l’associazione va evitata.
- Statine (simvastatina, lovastatina) → rischio di rabdomiolisi: da evitare.
- Rifampicina → potente induttore del CYP3A4, azzera le concentrazioni di indinavir: controindicata.
- Inibitori di pompa protonica e antiacidi → l’aumento del pH gastrico ne riduce l’assorbimento.
- Ritonavir → boosting voluto (vedi sopra).
Posto in terapia
Non è più un farmaco in uso: le linee guida DHHS non lo includono fra i regimi raccomandati né alternativi, superato dagli inibitori dell’integrasi come il dolutegravir e da PI a barriera genetica più alta come il darunavir. Sopravvive nel programma per due motivi didattici: è l’esempio di come i vincoli di assunzione (ogni 8 ore, a digiuno, con 1,5 L di acqua) abbiano affossato un farmaco efficace, e compare stabilmente nelle liste degli inibitori del CYP3A4 che rendono tossici altri farmaci — la colchicina in primo luogo.
🔗 Compare in
- Colchicina — citato fra gli inibitori potenti del CYP3A4 che impongono la riduzione di dose.
- Terapia Antiretrovirale (HIV) — inibitore della proteasi di HIV-1.
Fonti: PubChem CID 5362440 (struttura, formula, ATC J05AE02); DailyMed SPL Crixivan per posologia (800 mg ogni 8 h a stomaco vuoto), idratazione ≥ 1,5 L/24 h, emivita 1,8 ± 0,4 h, ruolo di substrato e inibitore del CYP3A4, incidenza di nefrolitiasi (12,4% adulti, 29% pediatrico) e iperbilirubinemia indiretta (~14%), farmaci controindicati; DHHS Guidelines for the Use of Antiretroviral Agents in Adults and Adolescents with HIV per il posto in terapia. Consultate il 2026-08-14.