Inibitori dell’Acetilcolinesterasi

Farmaci che inibiscono l’acetilcolinesterasi, l’enzima che idrolizza l’acetilcolina nelle sinapsi colinergiche e nella placca neuromuscolare. Inibendolo si aumenta la quantità di acetilcolina disponibile, prolungando la stimolazione dei recettori rimasti — strategia alternativa rispetto agli agonisti diretti.

Crystal Structure of Recombinant Human Acetylcholinesterase in Complex with Donepezil (RCSB PDB, entry 4EY7, diffrazione a raggi X). Il donepezil è l’inibitore usato nella malattia di Alzheimer: l’immagine mostra il farmaco alloggiato nella gola del sito attivo dell’enzima umano.

Le due variabili che classificano la classe

Tutti questi farmaci fanno la stessa cosa; a distinguerli sono due sole domande, e da esse discende ogni indicazione.

  1. Il legame con l’enzima è reversibile o irreversibile? I carbammati (piridostigmina, neostigmina, fisostigmina) carbamilano la serina del sito attivo, ma il legame si idrolizza spontaneamente in minuti-ore: sono reversibili, e sono i farmaci. Gli organofosfati fosforilano la stessa serina con un legame che, dopo l’aging, diventa permanente: sono irreversibili, e sono i veleni.
  2. La molecola entra nel cervello? Gli ammonî quaternari (piridostigmina, neostigmina, edrofonio) hanno carica permanente e restano in periferia → agiscono sulla placca neuromuscolare, servono nella miastenia. Le amine terziarie (fisostigmina, donepezil, rivastigmina, galantamina) attraversano la barriera ematoencefalica → agiscono nel SNC, servono nell’Alzheimer e nell’intossicazione anticolinergica centrale.

Applicazioni

  • Miastenia grave: la distruzione autoimmune dei recettori dell’acetilcolina riduce la trasmissione colinergica alla placca; aumentando l’acetilcolina nella sinapsi si stimolano più a lungo i recettori residui. Il farmaco di prima linea è la Piridostigmina (quaternaria, durata 3–6 ore); la diagnosi si è storicamente avvalsa del test all’Edrofonio. È una terapia sintomatica: non tocca l’autoimmunità, che resta affidata a corticosteroidi e immunosoppressori.
  • Malattia di Alzheimer: è documentata una riduzione dell’innervazione colinergica (soprattutto muscarinica, in parte nicotinica); ciò che manca è l’acetilcolina. Usati nelle fasi iniziali (non severe) possono dare qualche beneficio. Non sono privi di effetti avversi, ma a dosaggi contenuti non destano particolare preoccupazione. Qui servono molecole che entrino nel SNC: donepezil, rivastigmina e galantamina, trattate in Trattamento Farmacologico dell’Alzheimer.
  • Reversal del blocco neuromuscolare: in anestesia, per antagonizzare i curari non depolarizzanti come la Tubocurarina a fine intervento — si usa soprattutto la neostigmina, sempre associata a un antimuscarinico che ne prevenga la bradicardia.
  • Antidoto della sindrome anticolinergica: la Fisostigmina, unica amina terziaria del gruppo classico, rovescia il delirio da intossicazione con atropina, antistaminici o piante come lo stramonio.
  • Usi tossici/storici: impiegati in agricoltura (insetticidi) e come armi di distruzione di massa (gas nervini) — vedi sotto.

⚠️ Organofosfati e gas nervini: gli inibitori irreversibili

Gli organofosfati — insetticidi come paration, malation e clorpirifos, e gli agenti nervini militari sarin, tabun, soman e VX — inibiscono lo stesso enzima, ma fosforilando irreversibilmente la serina del sito attivo. L’acetilcolina si accumula ovunque contemporaneamente, e il quadro è una crisi colinergica su tre fronti:

FronteSegniTrattamento
Muscarinicobroncorrea, broncospasmo, miosi puntiforme, salivazione, lacrimazione, vomito, diarrea, bradicardiaAtropina a dosi elevate e ripetute
Nicotinicofascicolazioni, crampi, debolezza, paralisi dei muscoli respiratoriPralidossima (riattiva l’enzima) + ventilazione
Centraleagitazione, convulsioni, coma, depressione del centro del respirobenzodiazepine + supporto ventilatorio

Il punto da non confondere: l’atropina blocca i recettori muscarinici e salva la vita tamponando i sintomi, ma non fa nulla per l’enzima né per la componente nicotinica. È la Pralidossima — un’ossima riattivatrice — a staccare il fosforo dall’enzima e rimetterlo in funzione. I due farmaci si danno insieme, perché coprono metà problema ciascuno.

L' aging: perché la pralidossima va data subito

Dopo la fosforilazione, il complesso enzima-organofosfato perde spontaneamente un gruppo alchilico (aging) e il legame diventa definitivamente irrecuperabile: da quel momento nessuna ossima funziona più e occorre attendere la sintesi di enzima nuovo, cioè settimane. La velocità dipende dall’agente — minuti per il soman, ore per molti insetticidi. È il motivo per cui nell’intossicazione da organofosfati il fattore prognostico decisivo è il tempo.

Carbammati: stessa crisi, gestione diversa

Anche gli insetticidi carbammici (e il sovradosaggio di piridostigmina o neostigmina) danno crisi colinergica, ma l’inibizione è spontaneamente reversibile in poche ore. Lì basta l’atropina: la pralidossima non è indicata, e alcune evidenze suggeriscono che possa peggiorare il quadro.

Molecole della classe

MolecolaStruttura e accesso al SNCPerché si usa
Piridostigminacarbammato quaternario — non entra nel SNCprima linea nella miastenia grave; durata 3–6 h
Neostigmina (Procinetico)carbammato quaternarioreversal dei curari in anestesia; ileo paralitico
Edrofonioquaternario, nessun carbammatouso diagnostico: test al Tensilon, durata ~10 minuti
Fisostigminacarbammato terziario — entra nel SNCantidoto della sindrome anticolinergica centrale
donepezilterziario, emivita ~70 hAlzheimer, 1 volta/die — vedi Trattamento Farmacologico dell’Alzheimer
rivastigminaterziaria, inibisce anche la butirrilcolinesterasiAlzheimer e demenza di Parkinson; cerotto transdermico
galantaminaterziaria, anche modulatore nicotinico allostericoAlzheimer lieve-moderato
paration, malationorganofosfati — insetticidinessun uso terapeutico: sono veleni
sarin, soman, VXorganofosfati — agenti nerviniarmi chimiche; aging rapidissimo
Pralidossimaossima quaternaria — non è un inibitoreriattiva l’enzima fosforilato: l’antidoto causale

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