Insulina Glargine
Scheda-farmaco — singola molecola della classe Insuline (Terapia Sostitutiva). Il meccanismo di classe sta nella nota madre: qui trovi ciò che distingue questa molecola. Dati da fonti autorevoli, aggiornati al 2026-08-14.
Classe: analogo dell’insulina umana ad azione prolungata (basale) · ATC: A10AE04 · Nomi commerciali (IT): Lantus e Abasaglar (U100), Toujeo (U300); biosimilari disponibili · PubChem CID 118984454
Perché questa molecola
È stata la prima insulina basale senza picco (2000) e per quindici anni lo standard mondiale della terapia sostitutiva. Il meccanismo con cui ottiene la durata è completamente diverso da quello dell’insulina detemir: non lega l’albumina, precipita nel sottocute.
Le modifiche sono due: la Asn(A21) è sostituita da glicina (per stabilizzare la molecola in ambiente acido) e due arginine sono aggiunte in B31-B32. Le due cariche positive extra spostano il punto isoelettrico da 5,4 a ~6,7, cioè molto vicino al pH fisiologico. Nel flacone, a pH 4, la glargine è perfettamente solubile e limpida; appena iniettata nel sottocute a pH 7,4 si trova al proprio punto isoelettrico e precipita in microcristalli amorfi. Da quel deposito i monomeri si ridissolvono lentamente e in modo costante: ne risulta un profilo piatto, senza picco, di ~24 ore.
È la spiegazione molecolare esatta della frase della nota madre — “assorbite molto lentamente dal sito di iniezione” — e ha due conseguenze pratiche immediate: la soluzione acida brucia leggermente all’iniezione e non può essere miscelata con nessun’altra insulina (il pH neutro dell’altra la farebbe precipitare in siringa).
La formulazione U300 (Toujeo) concentra la stessa molecola tre volte: il deposito sottocutaneo ha un volume minore, quindi una superficie di scambio ridotta, e il rilascio si allunga oltre le 24-36 ore con un profilo ancora più piatto e meno ipoglicemie notturne rispetto alla U100.
Struttura
Struttura cristallografica dell’insulina glargine — PDB 4IYD. Le due catene A e B; le modifiche Gly(A21) e la coda di due arginine in B31-B32 spostano il punto isoelettrico verso il pH fisiologico, che è ciò che ne determina la precipitazione nel sottocute. Formula C₂₆₇H₄₀₄N₇₂O₇₈S₆, PM 6063 g/mol (PubChem CID 118984454).
Farmacodinamica
Catena d’azione: insulina glargine (soluzione a pH 4, limpida) → iniettata nel sottocute a pH 7,4 raggiunge il proprio punto isoelettrico (~6,7) → precipita in microcristalli → il deposito si ridissolve lentamente liberando monomeri a velocità costante → legame al recettore dell’insulina → soppressione della produzione epatica di glucosio durante la notte e negli intervalli interprandiali → glicemia basale stabile.
flowchart TD A["insulina glargine: Asn(A21)->Gly + due arginine in B31-B32"] --> B["punto isoelettrico spostato da 5,4 a ~6,7"] B --> C["soluzione limpida e stabile a pH 4 nel flacone"] C --> D["iniettata nel sottocute a pH 7,4"] D --> E["precipitazione in microcristalli amorfi"] E --> F["ridissoluzione lenta e costante dei monomeri"] F --> G["profilo piatto, senza picco, ~24 h"] G --> H["recettore dell'insulina"] H --> I["produzione epatica di glucosio soppressa"] I --> L["glicemia a digiuno e notturna controllata"] C --> M["pH acido: bruciore all'iniezione, nessuna miscelazione possibile"] A --> N["formulazione U300: deposito piu piccolo, minor superficie"] N --> O["rilascio 24-36 h, profilo ancora piu piatto, meno ipoglicemie notturne"]
L’affinità per il recettore dell’insulina è sostanzialmente quella dell’ormone umano. Livello meccanicistico completo in Insuline (Terapia Sostitutiva).
Farmacocinetica
- Somministrazione: sottocutanea soltanto — mai endovena (a pH ematico precipiterebbe) e non nei microinfusori.
- Onset: 1-2 ore.
- Picco: assente.
- Durata: ~24 ore (U100); oltre 24-36 ore (U300).
- Emivita: ~12 h (U100), ~19 h (U300).
- Metabolismo: nel sottocute viene rapidamente convertita nei metaboliti M1 (21A-Gly-insulina) e M2, e il M1 è la forma effettivamente responsabile dell’attività in circolo.
- Steady state: raggiunto in 2-4 giorni (fino a 5 per la U300): l’effetto di un aggiustamento di dose non va giudicato prima.
Posologia e monitoraggio
Sottocutanea, una volta al giorno alla stessa ora — la sera nella pratica corrente, ma l’orario può essere qualsiasi purché costante. Si titola sulla glicemia a digiuno, con incrementi di 2 unità ogni 3 giorni fino al target, fermandosi se compaiono ipoglicemie notturne. Nel DM2 è spesso il primo passo dell’insulinizzazione (basal-only, in aggiunta agli orali); nel DM1 fa parte dello schema basale-bolo con un analogo rapido.
Attenzione al passaggio U100 → U300: non è equipotente unità per unità, serve in genere un aumento della dose del 10-20%; e le penne non sono intercambiabili — errori di conversione fra le due concentrazioni sono una causa nota di ipoglicemia grave.
Tossicità
- Ipoglicemia — evento avverso principale, prevalentemente notturna e a digiuno; meno frequente con la U300 che con la U100.
- Aumento di peso.
- Dolore o bruciore nel sito di iniezione — specifico della glargine, dovuto al pH acido della soluzione.
- Lipoipertrofia nei siti ripetuti, con assorbimento erratico.
- Reazioni locali, raramente allergia sistemica.
- Ipokaliemia da shift intracellulare del potassio.
- Edema insulinico e disturbi refrattivi transitori all’inizio della terapia intensiva.
⚠️ Attenzione
- Controindicazioni: ipoglicemia in atto; ipersensibilità.
- Errore da evitare — non miscelare mai la glargine con altre insuline nella stessa siringa: il pH neutro dell’altra ne provoca la precipitazione immediata e altera in modo imprevedibile il profilo d’azione di entrambe. È l’errore pratico più importante della molecola.
- Gruppi speciali: insufficienza renale ed epatica → il fabbisogno insulinico si riduce, la dose va abbassata (errore frequente: aumentarla); gravidanza → utilizzabile, con esperienza crescente, anche se detemir e NPH hanno dati più consolidati; bambino → autorizzata dai 2 anni (U100) e dai 6 anni (U300); anziano → preferire la U300 per il minor rischio di ipoglicemia notturna.
- Interazioni rilevanti:
- Potenziano l’ipoglicemia: altri ipoglicemizzanti, ACE-inibitori, alcol, salicilati, MAO-inibitori, octreotide, fibrati.
- Aumentano il fabbisogno: corticosteroidi, tiazidici, β2-agonisti, antipsicotici atipici, estro-progestinici, ormoni tiroidei, simpaticomimetici.
- Beta-bloccanti non selettivi → potenziano l’ipoglicemia e ne mascherano i sintomi adrenergici.
- Pioglitazone + insulina → rischio aumentato di ritenzione idrica e scompenso cardiaco.
- Antidoto dell’ipoglicemia: glucosio orale (regola del 15) o ev al 33%; glucagone im/sc/nasale a domicilio. Data la durata d’azione lunga, l’ipoglicemia da glargine richiede osservazione prolungata: può recidivare a ore di distanza.
Posto in terapia
È l’insulina basale più prescritta al mondo e, nella pratica italiana, il punto di partenza dell’insulinizzazione del DM2 (una sola iniezione serale in aggiunta agli orali) oltre che la componente basale dello schema basale-bolo nel DM1. La U300 l’ha modernizzata riducendo le ipoglicemie notturne, e la disponibilità di biosimilari ne ha abbattuto il costo. Il confronto aperto è con degludec, che offre una durata ancora maggiore e una maggiore flessibilità di orario.
🔗 Compare in
- Insuline (Terapia Sostitutiva) — analogo basale che precipita nel sottocute, prima insulina senza picco.
Fonti: PubChem CID 118984454 (formula, PM, ATC A10AE04); PDB 4IYD (struttura cristallografica dell’insulina glargine); EMA SmPC di Lantus, Abasaglar e Toujeo e DailyMed SPL per profilo cinetico, metabolita M1, conversione U100/U300 e interazioni. Consultate il 2026-08-14.