Interazione FANS-Aspirina
Quando un FANS reversibile (es. ibuprofene) viene assunto da un paziente in terapia antitrombotica con aspirina, può annullarne l’effetto cardioprotettivo. È un’interazione farmacodinamica diretta antagonista.
Meccanismo molecolare
La COX-1 piastrinica lavora come dimero: una subunità ha funzione regolatoria, l’altra catalitica. L’acido arachidonico, liberato dalla fosfolipasi, entra in un canale dell’enzima la cui apertura sta a livello dei lipidi di membrana, raggiunge il sito catalitico e viene convertito in PGG2/PGH2 (intermedi instabili). Nelle piastrine la sola isomerasi presente è la trombossano sintasi → producono solo trombossano; nell’endotelio c’è la prostaciclina sintasi.
- Aspirina: percorre il canale fino al fondo e, raggiunta la serina in posizione 529, forma un legame covalente trasferendole il gruppo acetile → inibizione irreversibile della COX-1. Tutte le COX-1 di quella piastrina vengono inattivate in modo permanente (vedi Aspirina come Antiaggregante).
- Ibuprofene: entra nel canale e si porta vicino al sito catalitico, bloccandolo per ingombro sterico (steric hindrance). Il legame è reversibile: dopo un certo tempo si stacca, ma finché è presente impedisce all’aspirina di entrare.
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Conseguenza clinica e ordine di somministrazione
Se il paziente assume prima il FANS e poi l’aspirina, quest’ultima non riesce a entrare nel canale: è come non averla assunta, e quel giorno la terapia antitrombotica salta. Se invece assume prima l’aspirina e poi (dopo ~30 min - 2 ore) l’ibuprofene, l’aspirina ha già inibito tutto irreversibilmente e l’ibuprofene non crea problemi (fermo restando l’uso di due FANS sullo stomaco). L’aspirina lavora rapidamente: già a livello portale, in ~20 minuti, inibisce gran parte delle nuove piastrine in circolo.
Il limite dello steady-state
Lo sfasamento temporale funziona solo per somministrazioni singole o sporadiche. Con l’uso continuativo l’ibuprofene raggiunge lo steady-state dopo 4-5 emivite (per l’ibuprofene, emivita 4-5 ore → già al 4° giorno), restando sempre presente in concentrazione sufficiente a interferire. Bastano 40-50 mg di ibuprofene (ben al di sotto della dose di un Moment) per inibire l’azione dell’aspirina.
Lo steady-state si raggiunge sempre a 4-5 emivite: un farmaco con emivita 24 h in ~5 giorni, uno con emivita 6 h in poco più di un giorno.
FANS che interferiscono e alternative
Interferiscono con l’aspirina (da evitare nel paziente in terapia): ibuprofene, naprossene, nimesulide, piroxicam, dipirone (novalgina), celecoxib. Il ketorolac a concentrazioni elevate non solo non lascia recuperare l’aggregazione ma inibisce esso stesso la COX-1 — comunque non più usabile per linee guida.
Non interferiscono (utilizzabili nel paziente in aspirina): paracetamolo (non antinfiammatorio), etoricoxib (non inibisce la COX-1, riportato in scheda tecnica) e ketoprofene (inibitore non potentissimo della COX-2, utile nel paziente cardiovascolare compromesso). Attenzione: etoricoxib e diclofenac inibiscono molto la COX-2 → sbilanciano il paziente, usare al massimo 4-5 giorni.
Nel paziente in aspirina con dolore acuto si può usare il diclofenac per 3-4 giorni (unico utilizzabile, dato che non si dà il ketorolac per la gastrolesività), non oltre perché abbatte troppo la prostaciclina.
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Classificazione dell’interazione
L’ibuprofene nel soggetto in aspirina fa interazione farmacodinamica diretta antagonista: diretta perché agisce sullo stesso bersaglio (COX-1 piastrinica), antagonista perché riduce l’azione dell’aspirina.
🔗 Collegamenti
- Aspirina come Antiaggregante — 🔗 inibizione irreversibile su Ser529
- Tossicità Cardiovascolare dei FANS e Equilibrio Prostaciclina-Trombossano — 🔗 perché solo l’aspirina è antitrombotica
- Emivita dei FANS — 🔗 steady-state e durata dell’interferenza
- Ciclossigenasi e Sintesi dei Prostanoidi — ⬆️ trombossano sintasi piastrinica