Management della Candidemia
Gestione del paziente con sospetta candidemia: tipicamente un paziente con febbre persistente nonostante trattamento con antibiotici ad ampio spettro, in cui si isola la Candida da colture respiratorie e urinarie.
Fattori di rischio
- Immunosoppressione;
- presenza di catetere venoso centrale (CVC) — fattore fortemente predisponente;
- recente abuso di sostanze;
- recente chirurgia addominale;
- insufficienza renale;
- utilizzo di IPP;
- uso cronico di steroidi;
- nutrizione parenterale totale (TPN).
Gestione iniziale
Si rimuove il catetere se presente ed è bene eseguire un esame oftalmologico (per valutare candida oculare). Poi si stratifica il paziente.
_27052025_Antifungini/media/43farmacologia-p27052025antifungini-img9.png)
Scelta terapeutica
- Paziente neutropenico, clinicamente instabile, o già trattato senza successo con azoli → si inizia subito con echinocandine o amfotericina B liposomiale.
- Negli altri casi → terapia con azoli, che sono la prima linea.
Quando arrivano le colture con lo spettro di suscettibilità, si passa all’antifungino a cui il patogeno è maggiormente suscettibile (de-escalation mirata).
🔗 Collegamenti
- Antifungini (Classi e Bersagli) — 📋 classi a disposizione
- Azoli (Antifungini) — 💊 prima linea nel paziente stabile
- Echinocandine — 💊 paziente instabile/neutropenico
- Amfotericina B — 💊 paziente instabile (formulazione liposomiale)