Rotigotina
Scheda-farmaco — singola molecola della classe Agonisti Dopaminergici (Parkinson).
Il meccanismo di classe sta nella nota madre: qui trovi ciò che distingue questa molecola. Dati da fonti autorevoli, aggiornati al 2026-08-19.
Classe: agonista dopaminergico non ergolinico, prevalente sui recettori D3, in cerotto transdermico · ATC: N04BC09 · Nomi commerciali (IT): Neupro · PubChem CID 59227
Perché questa molecola
Il suo delta non è farmacodinamico ma di formulazione, ed è quello che la nota madre sottolinea: è il primo agonista dopaminergico in mono-somministrazione giornaliera, con copertura di 24 ore garantita da un cerotto transdermico applicato una volta al giorno.
Questo risolve due problemi in una mossa. Primo, la disfagia e la gastroparesi del parkinsoniano avanzato, che rendono l’assorbimento orale irregolare — con il cerotto lo stomaco è fuori gioco, e il farmaco resta somministrabile anche nel paziente a digiuno, in fase perioperatoria o incapace di deglutire. Secondo, e concettualmente più importante, realizza la stimolazione dopaminergica continua: il rilascio transdermico produce livelli plasmatici piatti, senza i picchi e le valli delle compresse — che sono ciò che, secondo l’ipotesi prevalente, induce le discinesie a lungo termine.
⚠️ La nota madre aggiunge un’osservazione metodologica da non perdere: la rotigotina è un agonista prevalente sui D3, funziona bene, ma da questo non si può dedurre che il D3 sia il recettore dominante nella patologia. È un buon esempio di come l’efficacia di un farmaco non dimostri da sola l’ipotesi fisiopatologica su cui è stato costruito.
Struttura
Struttura 2D della rotigotina (PubChem CID 59227). Formula C₁₉H₂₅NOS, PM 315,5 g/mol.
Un derivato amminotetralinico con un anello tiofenico: non ergolinico, quindi senza affinità 5-HT2B e senza rischio di valvulopatia. La sua lipofilia è la proprietà che rende possibile la formulazione transdermica — un farmaco più polare non attraverserebbe lo strato corneo in quantità utile.
Farmacodinamica
Catena d’azione: cerotto → rilascio costante attraverso la cute → livelli plasmatici piatti per 24 h → agonismo sui recettori D1, D2 e D3 (prevalenza D3) striatali → stimolazione dopaminergica continua.
flowchart TD A["cerotto transdermico<br/>(1 applicazione/24 h)"] --> B["rilascio costante attraverso lo strato corneo"] B --> C["livelli plasmatici piatti,<br/>senza picchi né valli"] C --> D["agonismo D3 > D2 > D1 striatale"] D --> E["stimolazione dopaminergica CONTINUA"] E --> F["controllo motorio stabile, ↓ oscillazioni"] A --> G["bypass di stomaco e intestino"] G --> H["utilizzabile in disfagia, gastroparesi,<br/>digiuno perioperatorio"] D --> I["⚠️ nausea, sonnolenza, ICD (come la classe)"] A --> J["⚠️ reazioni cutanee nel sito<br/>→ rotazione obbligatoria"]
Farmacocinetica
- Via: ⚠️ transdermica. La biodisponibilità orale è trascurabile (primo passaggio ~ totale), il che è precisamente la ragione della formulazione.
- Biodisponibilità transdermica: ~37% della dose nominale del cerotto.
- Metabolismo: epatico esteso — coniugazione e N-dealchilazione via CYP multipli, nessuno dominante → poche interazioni.
- Legame proteico: ~90%.
- Emivita: 5-7 h dopo rimozione, ma irrilevante: il profilo è governato dal cerotto → 1 applicazione/die.
- Eliminazione: renale, come metaboliti inattivi.
Posologia e monitoraggio
Cerotto da applicare una volta al giorno, alla stessa ora, su cute integra, pulita e non irritata, ruotando il sito e non riutilizzando la stessa sede per 14 giorni.
- Parkinson iniziale: 2 mg/24 h, titolando di 2 mg/settimana fino a 8 mg/24 h.
- Fasi avanzate: fino a 16 mg/24 h. ⚠️ Il cerotto va rimosso prima di RM o cardioversione: alcune formulazioni contengono alluminio nel backing e possono causare ustioni. Sospensione graduale (riduzione di 2 mg ogni due giorni).
Tossicità
- ⚠️ Reazioni cutanee nel sito di applicazione — eritema, prurito, dermatite: sono l’effetto avverso caratteristico e la causa più frequente di sospensione (fino al 35% in alcuni studi). Si contengono ruotando i siti.
- Comuni di classe: nausea (meno che con gli orali, per l’assenza del picco), sonnolenza, capogiro, cefalea, edemi periferici, ipotensione ortostatica.
- ⚠️ Attacchi di sonno improvvisi e ⚠️ disturbi del controllo degli impulsi, come per tutta la classe.
- Allucinazioni e discinesie nelle fasi avanzate in associazione alla levodopa.
⚠️ Attenzione
- Controindicazioni: ipersensibilità; ⚠️ risonanza magnetica o cardioversione con il cerotto applicato.
- Gruppi speciali: insufficienza epatica grave → cautela; nessun aggiustamento renale, nemmeno in dialisi (vantaggio non trascurabile); ⚠️ il calore esterno (fonti di calore, febbre alta, sauna, esposizione solare diretta sul cerotto) aumenta l’assorbimento e può causare sovradosaggio.
- Interazioni rilevanti:
- Antipsicotici antagonisti D2 e metoclopramide → annullano l’effetto.
- Sedativi e alcol → sommano sonnolenza e attacchi di sonno.
- Interazioni metaboliche scarse: nessun CYP dominante.
- Antidoto: non esiste; in caso di sovradosaggio si rimuove il cerotto, e i livelli calano nell’arco di poche ore.
Posto in terapia
Monoterapia nel Parkinson iniziale e add-on nelle fasi avanzate con fluttuazioni; è la scelta obbligata quando la via orale non è praticabile (disfagia, digiuno, gastroparesi) e quella preferita quando si vuole una copertura notturna stabile per l’acinesia mattutina. Ha inoltre indicazione nella sindrome delle gambe senza riposo. In commercio in Italia (Neupro).
🔗 Compare in
- Agonisti Dopaminergici (Parkinson) — il primo agonista in mono-somministrazione giornaliera, per via transdermica.
Fonti: PubChem CID 59227 (struttura, formula, ATC N04BC09); EMA SmPC Neupro e DailyMed SPL per posologia, rotazione dei siti, avvertenza su RM/cardioversione ed esposizione al calore; sbobina 33 per l’inquadramento didattico. Consultate il 2026-08-19.