Bromocriptina
Scheda-farmaco — singola molecola della classe Agonisti Dopaminergici (Parkinson).
Il meccanismo di classe sta nella nota madre: qui trovi ciò che distingue questa molecola. Dati da fonti autorevoli, aggiornati al 2026-08-19.
Classe: agonista dopaminergico derivato dell’ergot, agonista D2 / antagonista parziale D1 · ATC: N04BC01 (e G02CB01 per l’iperprolattinemia) · Nomi commerciali (IT): Parlodel · PubChem CID 31101
Perché questa molecola
È il capostipite degli agonisti dopaminergici (1974) e la molecola con cui si è dimostrato che il Parkinson si può trattare senza passare dalla sintesi neuronale di dopamina — che è il limite strutturale della levodopa nelle fasi avanzate, quando le cellule danneggiate non riescono più a decarbossilare il precursore. È il punto che la nota madre sottolinea: negli stadi avanzati serve un meccanismo che agisca direttamente sui recettori.
Il suo delta è di essere il rappresentante del gruppo ergolinico, e con esso della sua tossicità di classe: ⚠️ la fibrosi da ergot — valvolare cardiaca, pleuropolmonare, retroperitoneale — mediata dall’agonismo sul recettore 5-HT2B. È questa scoperta (primi anni 2000) ad aver spostato l’intera pratica clinica sugli agonisti non ergolinici, e ad aver portato al ritiro del pergolide.
Fuori dal Parkinson resta invece pienamente attuale in endocrinologia: nell’iperprolattinemia e nel prolattinoma, dove il blocco del tono dopaminergico sulle cellule lattotrope dell’ipofisi è l’effetto terapeutico e non un effetto avverso.
Struttura
Struttura 2D della bromocriptina (PubChem CID 31101). Formula C₃₂H₄₀BrN₅O₅, PM 654,6 g/mol.
È un alcaloide dell’ergot bromurato (derivato dell’ergocriptina, prodotta dalla Claviceps purpurea). Il nucleo ergolinico contiene incastonata una struttura simile sia alla dopamina sia alla serotonina — ed è precisamente questa doppia somiglianza a spiegare sia l’efficacia sia la fibrosi valvolare da 5-HT2B. Il complesso recettore D2–bromocriptina è depositato in PDB come 7JVR (struttura mostrata nella nota di classe).
Farmacodinamica
Catena d’azione: bromocriptina → agonismo diretto sui recettori D2 postsinaptici striatali → attivazione della via diretta e inibizione della indiretta → miglioramento di rigidità e bradicinesia, indipendentemente dai neuroni dopaminergici residui. In parallelo, agonismo D2 sulle cellule lattotrope ipofisarie → ↓ prolattina; e agonismo 5-HT2B sui fibroblasti valvolari → ⚠️ fibrosi.
flowchart TD B["bromocriptina"] --> C["recettore D2 striatale postsinaptico"] C --> D["effetto antiparkinsoniano<br/>senza richiedere neuroni dopaminergici integri"] B --> E["recettore D2 ipofisario (lattotrope)"] E --> F["↓ secrezione di prolattina<br/>→ indicazione endocrinologica"] B --> G["recettore 5-HT2B su fibroblasti valvolari"] G --> H["⚠️ proliferazione fibroblastica<br/>→ valvulopatia, fibrosi pleurica e retroperitoneale"] B --> I["recettore D2 nella CTZ (area postrema)"] I --> J["⚠️ nausea e vomito, ipotensione ortostatica"]
Farmacocinetica
- Biodisponibilità orale: bassa (~6%) per intenso primo passaggio epatico.
- Metabolismo: epatico, quasi interamente CYP3A4 → soggetta a forti interazioni.
- Legame proteico: ~90-96%.
- Emivita: bifasica, ~6 h (terminale fino a 15 h) → 2-3 somministrazioni/die nel Parkinson.
- Eliminazione: biliare/fecale (~85%); solo il 6% renale.
Posologia e monitoraggio
Nel Parkinson: si parte da 1,25 mg la sera ai pasti, con titolazione molto lenta fino a 10-40 mg/die in 2-3 dosi. Nell’iperprolattinemia le dosi sono molto minori (1,25-7,5 mg/die). ⚠️ Ecocardiogramma basale e periodico (ogni 6-12 mesi) per la valvulopatia, più radiografia del torace e VES/creatinina se si sospetta fibrosi sierosa.
Tossicità
- All’inizio, dose-limitanti: nausea e vomito (stimolazione della CTZ), ipotensione ortostatica anche severa alla prima dose — motivo per cui si inizia la sera e ai pasti.
- Neuropsichiche: allucinazioni, confusione, sonnolenza, ⚠️ attacchi di sonno improvvisi alla guida, ⚠️ disturbi del controllo degli impulsi.
- ⚠️ Da ergot, di classe: valvulopatia fibrotica (insufficienza mitralica/aortica/tricuspidale), fibrosi pleuropolmonare e retroperitoneale, fenomeno di Raynaud ed eritromelalgia.
- Rare: cefalea severa e crisi ipertensiva nel post-partum (indicazione per la soppressione della lattazione oggi abbandonata proprio per questo).
⚠️ Attenzione
- Controindicazioni: ipersensibilità agli alcaloidi dell’ergot; valvulopatia nota o riscontrata all’eco; ipertensione non controllata; cardiopatia ischemica grave; storia di fibrosi sierosa; ipertensione in gravidanza/post-partum.
- Gruppi speciali: anziano → maggiore rischio di confusione e ipotensione; epatopatia → ridurre.
- Interazioni rilevanti:
- ⚠️ Inibitori potenti del CYP3A4 (claritromicina, eritromicina, azoli, ritonavir) → aumentano molto i livelli, con rischio di ergotismo.
- Induttori del CYP3A4 (rifampicina, carbamazepina) → perdita di efficacia.
- Antipsicotici antagonisti D2 e Metoclopramide-simili → antagonismo reciproco.
- Triptani e altri derivati dell’ergot → vasospasmo.
- Alcol → riduce la tolleranza al farmaco.
- Antidoto: non esiste.
Posto in terapia
Nel Parkinson è oggi di impiego marginale: le linee guida preferiscono gli agonisti non ergolinici (pramipexolo, ropinirolo, rotigotina) proprio per evitare il rischio fibrotico. Resta però il capostipite storico da conoscere. La sua vita clinica attuale è endocrinologica: iperprolattinemia, prolattinoma, acromegalia. In commercio in Italia (Parlodel).
🔗 Compare in
- Agonisti Dopaminergici (Parkinson) — capostipite del gruppo dei derivati dell’ergot.
Fonti: PubChem CID 31101 (struttura, formula, ATC N04BC01); PDB 7JVR per il complesso D2R–bromocriptina; RCP Parlodel e DailyMed SPL per posologia, valvulopatia da ergot, interazioni con CYP3A4; sbobina 33 per l’inquadramento didattico. Consultate il 2026-08-19.