Pergolide

Scheda-farmaco — singola molecola della classe Agonisti Dopaminergici (Parkinson).

Il meccanismo di classe sta nella nota madre: qui trovi ciò che distingue questa molecola. Dati da fonti autorevoli, aggiornati al 2026-08-19.

Classe: agonista dopaminergico derivato dell’ergot, agonista D1 e D2 · ATC: N04BC02 · Stato: ⚠️ ritirato dal commercio (USA e UE, 2007) per uso umano · PubChem CID 47811

Perché questa molecola

È l’agonista dopaminergico che va conosciuto perché non esiste più. Farmacologicamente era il migliore del gruppo ergolinico: agonista sia D1 sia D2 (a differenza della bromocriptina, che sul D1 è antagonista parziale), più potente e con emivita più lunga.

⚠️ Nel 2007 due studi pubblicati nello stesso numero del New England Journal of Medicine (Zanettini et al.; Schade et al.) quantificarono ciò che i case report suggerivano da anni: nei pazienti in terapia con pergolide o cabergolina la prevalenza di rigurgito valvolare moderato-severo era di ordini di grandezza superiore ai controlli, con un rischio relativo intorno a 7 per il pergolide. La FDA ne chiese il ritiro volontario dal mercato nel marzo 2007; l’EMA impose contestualmente restrizioni severe a tutta la classe ergolinica.

È il caso-scuola più netto della materia in cui un effetto avverso di classe, mediato da un recettore che non c’entra nulla con l’indicazione (il 5-HT2B), elimina un farmaco efficace — e in cui la stessa proprietà chimica che dà l’attività (lo scheletro ergolinico, simile a dopamina e serotonina) è ciò che lo condanna.

Struttura

Struttura 2D del pergolide (PubChem CID 47811). Formula C₁₉H₂₆N₂S, PM 314,5 g/mol.

Nucleo ergolinico con una catena metiltiometilica: più semplice della bromocriptina, ma con lo stesso scaffold — e quindi con la stessa affinità per il 5-HT2B.

Farmacodinamica

Catena d’azione: pergolide → agonismo su D1 e D2 striatali → effetto antiparkinsoniano diretto, indipendente dai neuroni residui; in parallelo agonismo 5-HT2B sui fibroblasti valvolari → attivazione mitogena → ispessimento fibrotico dei lembi valvolari → insufficienza valvolare.

flowchart TD
  P["pergolide"] --> A["agonismo D1 + D2 striatale"]
  A --> B["effetto antiparkinsoniano potente<br/>e a lunga durata"]
  P --> C["agonismo 5-HT2B<br/>su fibroblasti valvolari"]
  C --> D["attivazione mitogena e sintesi di matrice"]
  D --> E["ispessimento dei lembi valvolari"]
  E --> F["⚠️ insufficienza mitralica / aortica / tricuspidale"]
  F --> G["ritiro dal commercio (2007)"]
  H["gli agonisti NON ergolinici<br/>(pramipexolo, ropinirolo, rotigotina)"] -.->|nessuna affinità 5-HT2B| C

Lo stesso meccanismo 5-HT2B è quello della valvulopatia da fenfluramina e da benfluorex: tre farmaci di classi diverse ritirati per la stessa ragione recettoriale.

Farmacocinetica

  • Biodisponibilità orale: buona; forte legame proteico (~90%).
  • Metabolismo: epatico esteso, con almeno 10 metaboliti.
  • Emivita: ~27 h → 3 somministrazioni/die nel regime storico.
  • Eliminazione: prevalentemente renale.

Posologia e monitoraggio

Non più applicabile per uso umano. Il regime storico prevedeva 0,05 mg/die iniziali con titolazione fino a 3 mg/die in tre dosi, sempre in add-on alla levodopa. Resta in uso in medicina veterinaria (sindrome di Cushing equina).

Tossicità

  • ⚠️ Valvulopatia fibrotica — l’effetto che ne ha determinato il ritiro; spesso asintomatica fino allo stadio avanzato, il che la rendeva particolarmente insidiosa.
  • Fibrosi pleuropolmonare e retroperitoneale, versamenti pleurici.
  • Da agonismo dopaminergico: nausea, ipotensione ortostatica, discinesie, allucinazioni, ⚠️ attacchi di sonno improvvisi e ⚠️ disturbi del controllo degli impulsi.

⚠️ Attenzione

  • Stato regolatorio: ritirato; nessun paziente va iniziato. I pazienti storicamente esposti a pergolide o cabergolina restano candidati a sorveglianza ecocardiografica, perché il danno valvolare non regredisce completamente alla sospensione.
  • Lezione trasferibile: la sorveglianza post-marketing intercetta i rischi che dipendono da anni di esposizione, invisibili in studi di fase 3 lunghi mesi — stessa dinamica del rofecoxib, del nefazodone e del felbamato.

Posto in terapia

Nessuno. Va conosciuto come il farmaco che ha portato l’intera classe degli agonisti ergolinici a diventare seconda scelta, e che spiega perché le linee guida odierne partano direttamente dai non ergolinici.

🔗 Compare in

Fonti: PubChem CID 47811 (struttura, formula, ATC N04BC02); FDA Public Health Advisory e ritiro volontario (marzo 2007); Zanettini R et al., N Engl J Med 2007;356:39 e Schade R et al., N Engl J Med 2007;356:29 per il rischio valvolare; EMA referral sugli agonisti dopaminergici ergolinici; sbobina 33 per l’inquadramento didattico. Consultate il 2026-08-19.