Pramipexolo
Scheda-farmaco — singola molecola della classe Agonisti Dopaminergici (Parkinson).
Il meccanismo di classe sta nella nota madre: qui trovi ciò che distingue questa molecola. Dati da fonti autorevoli, aggiornati al 2026-08-19.
Classe: agonista dopaminergico non ergolinico, preferenziale per i recettori D3 · ATC: N04BC05 · Nomi commerciali (IT): Sifrol, Mirapexin, pramipexolo generico · PubChem CID 119570
Perché questa molecola
È il non ergolinico di riferimento, e il suo delta è duplice.
Il primo è farmacocinetico e riguarda l’eliminazione: a differenza di tutti gli altri agonisti, il pramipexolo non è metabolizzato — viene escreto immodificato per via renale attraverso i trasportatori cationici organici. Non tocca i CYP, non ha interazioni metaboliche, e l’unico parametro che governa la dose è la clearance della creatinina. È il caso-scuola dell’agonista dopaminergico “pulito” nel paziente politrattato — e, specularmente, quello in cui l’insufficienza renale non riconosciuta produce accumulo e allucinazioni.
Il secondo è clinico e sfavorevole: la sua preferenza per il recettore D3, particolarmente espresso nel sistema mesolimbico, è ritenuta responsabile del segnale più forte della classe per i ⚠️ disturbi del controllo degli impulsi — gioco d’azzardo patologico, ipersessualità, shopping e alimentazione compulsivi, punding. Negli studi la prevalenza arriva al 13-17% nei trattati con agonisti, contro il 5-7% con la sola levodopa, e il pramipexolo è la molecola più spesso implicata. Il paziente non lo riferisce spontaneamente: va chiesto, e va detto ai familiari.
Lo stesso profilo D3 mesolimbico gli dà però anche un effetto antidepressivo documentato, che ne fa la scelta preferenziale nel parkinsoniano depresso.
Struttura
Struttura 2D del pramipexolo (PubChem CID 119570). Formula C₁₀H₁₇N₃S, PM 211,33 g/mol.
Un amminobenzotiazolo — nessuna parentela strutturale con l’ergot, e quindi nessuna affinità per il 5-HT2B: da qui l’assenza del rischio di valvulopatia che affligge bromocriptina, pergolide e cabergolina.
Farmacodinamica
Catena d’azione: pramipexolo → agonismo pieno sui recettori della famiglia D2, con affinità preferenziale per il D3 → attivazione diretta dello striato (effetto motorio) e del sistema mesolimbico (effetto sull’umore, ⚠️ e sugli impulsi).
flowchart TD P["pramipexolo"] --> A["recettori D2/D3 striatali"] A --> B["effetto antiparkinsoniano diretto,<br/>indipendente dai neuroni residui"] P --> C["recettori D3 mesolimbici<br/>(nucleus accumbens)"] C --> D["effetto antidepressivo documentato"] C --> E["⚠️ disturbi del controllo degli impulsi<br/>(gioco, ipersessualità, shopping, punding)"] P --> F["recettori D2 nell'area postrema"] F --> G["⚠️ nausea, ipotensione ortostatica"] P --> H["nessuna affinità 5-HT2B"] H --> I["nessun rischio di valvulopatia fibrotica"]
Farmacocinetica
- Biodisponibilità orale: >90%, non influenzata dal cibo.
- Profarmaco: no.
- Metabolismo: ⚠️ assente — nessun coinvolgimento dei CYP.
- Legame proteico: <20%.
- Emivita: 8-12 h (fino a 12-14 h nell’anziano) → 3 somministrazioni/die nella formulazione a rilascio immediato, 1/die in quella a rilascio prolungato.
- Eliminazione: ⚠️ renale, ~90% immodificato, tramite secrezione tubulare attiva (OCT2).
Posologia e monitoraggio
Orale, con titolazione settimanale obbligatoria: 0,264 mg/die (base) iniziali fino a 1,05-3,15 mg/die. Le formulazioni a rilascio immediato e prolungato sono intercambiabili sulla dose giornaliera totale. ⚠️ Dose da ridurre in base alla clearance della creatinina — è l’unico aggiustamento che conta. Nessun TDM. La sospensione deve essere graduale: quella brusca può dare una sindrome da sospensione dei dopaminoagonisti (ansia, disforia, dolore, craving) che non risponde alla levodopa.
Tossicità
- Comuni: nausea, ipotensione ortostatica, capogiro, sonnolenza, cefalea, stipsi, edemi periferici.
- ⚠️ Attacchi di sonno improvvisi, anche senza sonnolenza prodromica: rilevanti per la guida, e da segnalare esplicitamente al paziente.
- ⚠️ Disturbi del controllo degli impulsi — il rischio distintivo di questa molecola.
- Neuropsichiche: allucinazioni visive e confusione, soprattutto nell’anziano e nel paziente con deterioramento cognitivo.
- Discinesie quando associato alla levodopa.
⚠️ Attenzione
- Controindicazioni: ipersensibilità.
- Gruppi speciali: ⚠️ insufficienza renale → riduzione di dose e allungamento degli intervalli; anziano con decadimento cognitivo → rischio elevato di allucinazioni, spesso preferibile evitare gli agonisti; guida e uso di macchinari da valutare.
- Interazioni rilevanti:
- Cimetidina, amantadina, chinidina, ranitidina → competono per la secrezione tubulare cationica → ↑ livelli di pramipexolo.
- Antipsicotici antagonisti D2 e metoclopramide → annullano l’effetto.
- Sedativi e alcol → sommano sonnolenza e attacchi di sonno.
- Nessuna interazione da CYP: è il suo vantaggio.
- Antidoto: non esiste.
Posto in terapia
Prima scelta fra gli agonisti dopaminergici, in monoterapia nel Parkinson iniziale (soprattutto nel paziente giovane, per posticipare la levodopa e le sue discinesie) e in add-on nelle fasi avanzate per ridurre le fluttuazioni on/off. Ha inoltre indicazione registrata nella sindrome delle gambe senza riposo a dosi molto inferiori. In commercio in Italia, anche generico.
🔗 Compare in
- Agonisti Dopaminergici (Parkinson) — il non ergolinico di riferimento, preferenziale per il D3.
- Strategia Terapeutica del Parkinson — opzione delle fasi iniziali e add-on nelle avanzate.
Fonti: PubChem CID 119570 (struttura, formula, ATC N04BC05); EMA SmPC Sifrol/Mirapexin e DailyMed SPL per posologia, aggiustamento renale, attacchi di sonno e disturbi del controllo degli impulsi; Weintraub D et al., Arch Neurol 2010;67:589 (studio DOMINION) per la prevalenza degli ICD; sbobina 33 per l’inquadramento didattico. Consultate il 2026-08-19.