Rifampicina

Scheda-farmaco — antibiotico antitubercolare, ma nel cluster di farmacocinetica è **il

perpetrator per antonomasia**: il farmaco che si studia per capire l’induzione enzimatica. Dati da fonti autorevoli, aggiornati al 2026-08-07.

Classe: rifamicina (ansamicina), inibitore della RNA-polimerasi DNA-dipendente batterica · ATC: J04AB02 · Nomi commerciali (IT): Rifadin, Rifampicina Sandoz; in associazione: Rifater, Rimactazid · PubChem CID 135398735

Perché questa molecola

Nel cluster ADME la rifampicina è il farmaco che si impara non per quello che cura, ma per quello che fa agli altri farmaci. È il più potente induttore enzimatico di uso clinico, e agisce su due livelli contemporaneamente:

  1. Enzimi — attivando il recettore nucleare PXR induce la trascrizione di CYP3A4, 2C9, 2C19, 2B6 e delle UGT;
  2. Trasportatori — induce anche la P-glicoproteina intestinale, riducendo l’assorbimento dei suoi substrati (es. digossina).

È per questo che il corso la usa come esempio: nell’analisi di un’interazione non basta guardare i citocromi, bisogna guardare anche i sistemi di trasporto — e la rifampicina è la molecola che lo dimostra. Il suo effetto è graduale (rilevabile in 1-2 giorni, massimo dopo ~1 settimana) e, avendo emivita breve, induce più rapidamente del fenobarbital, il cui effetto però si protrae più a lungo.

Il terzo delta è didatticamente prezioso: le sue interazioni sono fallimenti terapeutici, non tossicità. Rifampicina + ciclosporina nel trapiantato = rigetto; rifampicina + contraccettivo = gravidanza; rifampicina + warfarin = trombosi. È il prototipo della reazione avversa di tipo F.

Struttura

Struttura 2D della rifampicina (PubChem CID 135398735). Formula C₄₃H₅₈N₄O₁₂, PM 822,9 g/mol.

Ansamicina: un nucleo aromatico policiclico chiuso da un lungo “ponte” alifatico (l’ansa). Il gruppo cromoforo naftochinonico è responsabile del colore rosso-arancio intenso della molecola — che è anche il suo segno clinico più riconoscibile, perché colora tutti i fluidi corporei.

Farmacodinamica

Catena d’azione (antibatterica): rifampicina → si lega alla subunità β della RNA-polimerasi batterica (gene rpoB) → blocca l’inizio della trascrizione → nessun mRNA → morte del batterio. Battericida, attiva anche sui bacilli quiescenti intracellulari, il che la rende indispensabile nella tubercolosi.

flowchart TD
  A["rifampicina"] --> B["subunità β della RNA-polimerasi batterica (rpoB)"]
  B --> C["blocco dell'inizio della trascrizione"]
  C --> D["EFFETTO BATTERICIDA<br/>anche sui bacilli quiescenti"]
  A --> E["attivazione del recettore nucleare PXR (uomo)"]
  E --> F["↑ trascrizione CYP3A4, 2C9, 2C19, 2B6, UGT"]
  E --> G["↑ P-glicoproteina intestinale"]
  F --> H["↑ metabolismo dei farmaci co-somministrati"]
  G --> I["↓ assorbimento dei substrati P-gp"]
  H --> L["⚠️ FALLIMENTO TERAPEUTICO<br/>(rigetto, gravidanza, trombosi)"]
  I --> L
  M["mutazione di rpoB"] --> N["⚠️ resistenza → TB multiresistente (MDR-TB)"]

Il meccanismo dell’induzione è sviluppato in Interazioni Farmacologiche da Induzione e Inibizione Enzimatica.

Farmacocinetica

  • Biodisponibilità orale: buona, ma il cibo la riduce → si assume a stomaco vuoto, 1 ora prima o 2 ore dopo i pasti.
  • Distribuzione: eccellente in tutti i tessuti e nei fluidi, attraversa la BEE (utile nella meningite tubercolare) e penetra nei macrofagi e nelle lesioni caseose — è questo che la rende insostituibile.
  • Metabolismo: epatico, deacetilazione; il metabolita resta attivo. ⚠️ Autoinduzione: induce il proprio metabolismo, per cui l’emivita si accorcia nelle prime 1-2 settimane di terapia (da ~3-4 h a ~2 h).
  • Emivita: 2-5 h → 1 somministrazione/die.
  • Eliminazione: prevalentemente biliare con circolo entero-epatico; quota renale minore. Non richiede aggiustamento renale.

Posologia e monitoraggio

Orale, 1 volta/die a digiuno: 10 mg/kg (max 600 mg/die) nella tubercolosi, sempre in associazione ad altri antitubercolari; 600 mg/die in associazione nelle infezioni stafilococciche su protesi; 600 mg × 2/die per 2 giorni nella profilassi dei contatti di meningite meningococcica. Da monitorare: transaminasi e bilirubina (basali e periodiche), emocromo, funzione renale. ⚠️ Mai in monoterapia in un’infezione attiva: la resistenza da mutazione di rpoB emerge in pochi giorni.

Tossicità

  • Colorazione rosso-arancio di urine, sudore, lacrime, saliva e feci. Innocua ma va spiegata al paziente, altrimenti sospende il farmaco; colora in modo permanente le lenti a contatto morbide.
  • Epatotossicità: aumento delle transaminasi, epatite (rischio moltiplicato in associazione con l’isoniazide).
  • Sindrome simil-influenzale con febbre, brividi e mialgie — tipica della somministrazione intermittente, non di quella quotidiana.
  • Disturbi gastrointestinali, rash, prurito.
  • Rare ma gravi: anemia emolitica immunomediata, trombocitopenia, insufficienza renale acuta da nefrite interstiziale (più frequenti nei regimi intermittenti).

⚠️ Attenzione

  • Controindicazioni: ipersensibilità alle rifamicine, ittero e insufficienza epatica grave, associazione con molti antiretrovirali (vedi sotto).
  • ⚠️ Interazioni rilevanti — sono la ragione per cui questa scheda esiste. Tutte per perdita di efficacia del farmaco co-somministrato:
Farmaco vittimaConseguenza
Ciclosporina, tacrolimus, Glucocorticoidi⚠️ rigetto del trapianto — l’esempio del corso
Contraccettivi Ormonali Estro-progestinici⚠️ fallimento contraccettivo — l’unica interazione antibiotico-pillola realmente dimostrata; serve un metodo di barriera
Warfarincrollo dell’INR → trombosi
Antiretrovirali (inibitori delle proteasi, molti NNRTI)fallimento virologico → nella coinfezione TB-HIV si usa rifabutina
Anticoagulanti Orali Diretti (DOAC), Digitale (Digossina)doppio meccanismo: induzione enzimatica + induzione della P-gp
Statine, antidiabetici orali, Aripiprazolo, metadoneperdita di efficacia; col metadone, sindrome d’astinenza
  • Gruppi speciali: insufficienza epatica → controindicata se grave; renale → nessun aggiustamento; gravidanza → utilizzabile (il beneficio nella TB attiva supera il rischio), con vitamina K nell’ultimo mese; allattamento → compatibile.
  • Resistenza: mutazioni del gene rpoB, base della definizione di TB multiresistente (MDR-TB). È il motivo delle terapie di associazione e dell’osservazione diretta dell’assunzione (DOT).
  • Antidoto: non esiste; nel sovradosaggio (“red man syndrome” da rifampicina, distinta da quella della vancomicina) si fa lavanda gastrica e supporto.

Posto in terapia

Cardine della terapia della tubercolosi (schema RIPE: rifampicina, isoniazide, pirazinamide, etambutolo) e della lebbra. Fuori dalla micobatteriologia: infezioni stafilococciche su materiale protesico (in associazione, per la capacità di penetrare il biofilm), profilassi dei contatti di meningite meningococcica e da H. influenzae tipo b, brucellosi. Mai in monoterapia nelle infezioni attive. In commercio in Italia.

🔗 Compare in

Fonti: PubChem CID 135398735 (struttura, formula, ATC J04AB02); EMA SmPC Rifadin e DailyMed SPL per posologia, tossicità e interazioni; WHO Consolidated Guidelines on Tuberculosis Treatment 2022; sbobina 10 per il taglio didattico sulle interazioni. Consultate il 2026-08-07.