Aripiprazolo

Scheda-farmaco — singola molecola della classe Antipsicotici di Seconda e Terza Generazione.

Il meccanismo di classe sta nella nota madre: qui trovi ciò che distingue questa molecola. Dati da fonti autorevoli, aggiornati al 2026-08-04.

Classe: antipsicotico di terza generazione, agonista parziale D2 · ATC: N05AX12 · Nomi commerciali (IT): Abilify, Abilify Maintena (LAI), aripiprazolo generico · PubChem CID 60795

Perché questa molecola

È il capostipite degli agonisti parziali D2 (approvato nel 2002) e la dimostrazione clinica che il concetto funziona: un farmaco che si comporta da antagonista dove la dopamina è in eccesso e da agonista dove è carente. Il corso lo usa insieme alla cariprazina come esempio del comportamento “plastico” dell’agonista parziale.

Il delta rispetto agli atipici di seconda generazione è un profilo metabolico favorevole — poco aumento di peso, poco impatto su glicemia e lipidi — e soprattutto l’assenza di iperprolattinemia: essendo agonista parziale, nella via tuberoinfundibolare (dove il tono dopaminergico è tonicamente inibitorio sulla prolattina) sostituisce la dopamina invece di rimuoverla. Anzi, l’aripiprazolo abbassa la prolattina, e viene usato proprio per correggere l’iperprolattinemia indotta da altri antipsicotici.

Il rovescio caratteristico è l’acatisia: irrequietezza motoria interna, spesso soggettivamente insopportabile, e la principale causa di sospensione. È l’effetto avverso “firma” della classe.

Struttura

Struttura 2D dell’aripiprazolo (PubChem CID 60795). Formula C₂₃H₂₇Cl₂N₃O, PM 448,4 g/mol.

Derivato chinolinonico con una catena butilossilica che collega il nucleo a una diclorofenil-piperazina — quest’ultima è il farmacoforo che riconosce il recettore D2. L’elevata rigidità conformazionale è ciò che gli permette di stabilizzare il recettore in uno stato intermedio tra attivo e inattivo, cioè l’agonismo parziale.

Farmacodinamica

Catena d’azione: aripiprazolo → agonismo parziale D2 (attività intrinseca ~25-30% dell’agonista pieno) + agonismo parziale 5-HT1A + antagonismo 5-HT2A → normalizzazione bidirezionale del tono dopaminergico via per via.

flowchart TD
  A["aripiprazolo"] -->|agonista PARZIALE| B["recettore D2"]
  A -->|agonista parziale| C["recettore 5-HT1A"]
  A -->|antagonista| D["recettore 5-HT2A"]
  B --> E["via MESOLIMBICA<br/>(iperdopaminergia)"]
  B --> F["via NIGROSTRIATALE<br/>(tono normale)"]
  B --> G["via TUBEROINFUNDIBOLARE"]
  B --> H["via MESOCORTICALE<br/>(ipodopaminergia)"]
  E -->|compete con dopamina abbondante:<br/>si comporta da ANTAGONISTA| I["↓ sintomi positivi"]
  F -->|sostituisce il tono: si comporta da AGONISTA| J["NESSUN sintomo extrapiramidale"]
  G -->|mantiene l'inibizione sulla prolattina| K["NESSUNA iperprolattinemia"]
  H -->|AGONISTA: aggiunge tono| L["possibile beneficio su sintomi negativi"]
  C --> M["effetto ansiolitico e antidepressivo"]
  D --> N["↓ ulteriore rischio extrapiramidale"]
  B --> O["⚠️ ACATISIA (effetto firma)"]

Il principio farmacodinamico è sviluppato in Agonista Parziale; le quattro vie in Vie Dopaminergiche.

Farmacocinetica

  • Biodisponibilità orale: ~87%, non influenzata dal cibo.
  • Metabolismo: epatico via CYP2D6 e CYP3A4 a deidro-aripiprazolo, metabolita attivo con affinità simile alla molecola madre.
  • ⚠️ Polimorfismo CYP2D6: nei metabolizzatori lenti (~7-10% dei caucasici) l’esposizione aumenta di ~80% → la scheda tecnica prescrive di dimezzare la dose.
  • Emivita: ~75 ore (94 h nei metabolizzatori lenti); il metabolita ~94 h → 1 somministrazione/die, ma steady state solo dopo ~2 settimane: gli aggiustamenti vanno valutati con pazienza.
  • Formulazione depot (LAI): intramuscolare mensile, per i pazienti con problemi di aderenza.
  • Eliminazione: prevalentemente fecale (~55%), renale ~25%.

Posologia e monitoraggio

Orale, 1 volta/die: 10-15 mg nella schizofrenia (range 10-30 mg), 15-30 mg nella mania bipolare, 2-15 mg come potenziamento nella depressione resistente, 2-10 mg nell’irritabilità dell’autismo. Da monitorare: acatisia (chiedere attivamente al paziente — spesso non la riferisce spontaneamente o la descrive come “ansia”), peso e circonferenza addominale, glicemia e profilo lipidico basali e periodici, ECG, comportamenti compulsivi (vedi sotto).

Tossicità

  • ⚠️ Acatisia (fino al 25%): l’effetto più caratteristico e la prima causa di sospensione. Dose-dipendente, spesso gestibile riducendo la dose o con propranololo/benzodiazepine a breve termine.
  • Insonnia, agitazione, ansia — profilo “attivante”, opposto alla sedazione degli antipsicotici classici. La somministrazione va fatta al mattino.
  • Nausea, vomito, cefalea, stipsi, astenia.
  • Metabolici: modesti — è il suo vantaggio principale. Aumento di peso limitato rispetto a olanzapina e clozapina.
  • ⚠️ Disturbi del controllo degli impulsi: gioco d’azzardo patologico, iperfagia, ipersessualità, shopping compulsivo. Effetto raro ma con impatto devastante sulla vita del paziente, legato all’agonismo D2/D3 in regioni mesolimbiche. È oggetto di una specifica warning EMA: va cercato attivamente e comunicato a paziente e familiari.
  • Rari: sindrome neurolettica maligna, discinesia tardiva (molto meno frequente che con i tipici), allungamento del QT (modesto), convulsioni.

⚠️ Attenzione

  • Controindicazioni: ipersensibilità nota. ⚠️ Avvertenza di classe: aumento della mortalità nei pazienti anziani con psicosi correlata a demenza — uso non autorizzato in quell’indicazione.
  • Gruppi speciali: insufficienza epatica severa → cautela; renale → nessun aggiustamento; gravidanza → i dati non indicano teratogenicità, ma è descritta sindrome extrapiramidale/da astinenza neonatale nel terzo trimestre; anziano → iniziare a dose ridotta.
  • Interazioni rilevanti:
    • Inibitori del CYP2D6 (fluoxetina, paroxetina, chinidina) o del CYP3A4 (ketoconazolo, claritromicina, ritonavir) → dimezzare la dose.
    • Induttori del CYP3A4 (carbamazepina, rifampicina, fenobarbital, iperico) → raddoppiare la dose, altrimenti perdita di efficacia.
    • Alcol → depressione additiva del SNC.
    • Antipertensivi → potenziamento dell’ipotensione ortostatica (blocco α1).
  • Antidoto: non esiste; gestione di supporto, carbone attivo, monitoraggio ECG. Non dializzabile (alto legame proteico).

Posto in terapia

Schizofrenia (acuta e mantenimento), disturbo bipolare (episodio maniacale e mantenimento), potenziamento nella depressione maggiore resistente agli antidepressivi, irritabilità e aggressività nel disturbo dello spettro autistico e nella sindrome di Tourette. È spesso la scelta preferita nel giovane al primo episodio, dove il profilo metabolico e la prolattina contano molto sull’orizzonte di decenni di terapia. In commercio in Italia, anche come generico e in formulazione depot.

🔗 Compare in

Fonti: PubChem CID 60795 (struttura, formula, ATC N05AX12); EMA SmPC Abilify e DailyMed SPL per posologia, aggiustamenti CYP, tossicità e warning sui disturbi del controllo degli impulsi; sbobina 12 per il taglio didattico. Consultate il 2026-08-04.