Cariprazina

Scheda-farmaco — singola molecola della classe Antipsicotici di Seconda e Terza Generazione.

Il meccanismo di classe sta nella nota madre: qui trovi ciò che distingue questa molecola. Dati da fonti autorevoli, aggiornati al 2026-08-04.

Classe: antipsicotico di terza generazione, agonista parziale D3-preferenziale · ATC: N05AX15 · Nomi commerciali (IT): Reagila · PubChem CID 11154555

Perché questa molecola

È l’agonista parziale D2 con una torsione in più: a differenza dell’aripiprazolo, ha un’affinità per il recettore D3 circa 6-10 volte superiore che per il D2 — ed è l’unico antipsicotico in commercio a mantenere questa preferenza in vivo, cioè a occupare i recettori D3 anche in presenza della dopamina endogena (che normalmente li satura). Il D3 è espresso soprattutto nelle aree limbiche e corticali implicate in motivazione, cognizione e affettività.

La conseguenza clinica rivendicata è l’efficacia sui sintomi negativi predominanti della schizofrenia — apatia, anedonia, appiattimento affettivo, ritiro sociale — che sono il vero problema irrisolto della terapia antipsicotica e su cui le altre molecole fanno poco o nulla. È l’unico antipsicotico con uno studio registrativo dedicato a questa popolazione (Németh et al., Lancet 2017) e con l’indicazione riconosciuta.

Il secondo delta è farmacocinetico ed è il più insolito di tutta la psicofarmacologia: i metaboliti attivi hanno un’emivita di 1-3 settimane, con steady state che si raggiunge in oltre un mese. Il farmaco “perdona” le dosi saltate meglio di qualunque altro, ma un effetto avverso comparso in titolazione impiega settimane a risolversi dopo la sospensione.

Struttura

Struttura 2D della cariprazina (PubChem CID 11154555). Formula C₂₁H₃₂Cl₂N₄O, PM 427,4 g/mol.

Come l’aripiprazolo porta il farmacoforo diclorofenil-piperazinico, ma legato a un nucleo cicloesilico con una dimetil-urea: è questa porzione a conferire la selettività per il D3, il cui sito di legame ha una tasca secondaria più ampia di quella del D2.

Farmacodinamica

Catena d’azione: cariprazina → agonismo parziale D3 > D2 → normalizzazione del tono dopaminergico con azione preferenziale sulle aree limbico-corticali → effetto sui sintomi positivi e negativi; agonismo parziale 5-HT1A e antagonismo 5-HT2B → componente antidepressiva.

flowchart TD
  A["cariprazina"] -->|agonista parziale, affinità 6-10×| B["recettore D3<br/>(aree limbiche e corticali)"]
  A -->|agonista parziale| C["recettore D2"]
  A -->|agonista parziale| D["5-HT1A"]
  A -->|antagonista| E["5-HT2B"]
  B --> F["modulazione di motivazione,<br/>cognizione, affettività"]
  F --> G["effetto sui SINTOMI NEGATIVI"]
  C --> H["via mesolimbica: antagonismo funzionale"]
  H --> I["↓ sintomi positivi"]
  C --> J["via nigrostriatale: agonismo funzionale"]
  J --> K["scarsi sintomi extrapiramidali"]
  D --> L["componente antidepressiva e ansiolitica"]
  A --> M["metaboliti attivi DCAR e DDCAR"]
  M --> N["⚠️ emivita 1-3 SETTIMANE<br/>steady state > 1 mese"]
  C --> O["⚠️ acatisia, insonnia"]

Il principio dell’agonismo parziale è in Agonista Parziale; i sottotipi recettoriali in Recettori della Dopamina.

Farmacocinetica

  • Biodisponibilità orale: buona, non influenzata dal cibo.
  • Metabolismo: epatico via CYP3A4 (marginalmente 2D6) a desmetil-cariprazina (DCAR) e didesmetil-cariprazina (DDCAR), entrambi attivi e con affinità sovrapponibile alla molecola madre.
  • ⚠️ Emivita: cariprazina 2-4 giorni; DDCAR 1-3 settimane. L’esposizione totale è dominata dal metabolita → steady state dopo 3-6 settimane. Ogni valutazione di efficacia o di effetto avverso va fatta su queste scale temporali, non su giorni.
  • Eliminazione: renale e fecale come metaboliti.

Posologia e monitoraggio

Orale, 1 volta/die, indipendentemente dai pasti. Si parte da 1,5 mg/die; range 1,5-6 mg/die nella schizofrenia (dosi più basse, 1,5-3 mg, per i sintomi negativi predominanti). ⚠️ La titolazione va fatta lentamente e gli aumenti valutati a distanza di settimane, per la cinetica dei metaboliti. Da monitorare: acatisia e sintomi extrapiramidali, peso, glicemia e lipidi, pressione, ECG, sintomi oculari (vedi sotto).

Tossicità

  • ⚠️ Acatisia e irrequietezza (fino al 15-20%): come per l’aripiprazolo, è l’effetto avverso dominante e la prima causa di sospensione. Compare tipicamente nelle prime settimane.
  • Insonnia, ansia, cefalea, nausea, stipsi — profilo attivante, somministrazione al mattino.
  • Sintomi extrapiramidali (parkinsonismo, tremore) più frequenti che con l’aripiprazolo, ma nettamente meno che con i tipici.
  • Metabolici: modesti — aumento di peso limitato, impatto contenuto su glicemia e lipidi. Non causa iperprolattinemia (anzi la riduce).
  • ⚠️ Alterazioni oculari: negli studi preclinici sull’animale sono state osservate opacità del cristallino e degenerazione retinica. Non confermate nell’uomo, ma la scheda tecnica raccomanda di valutare i disturbi visivi e considerare un controllo oftalmologico.
  • Rari: sindrome neurolettica maligna, discinesia tardiva, convulsioni, disturbi del controllo degli impulsi (come per l’aripiprazolo).

⚠️ Attenzione

  • Controindicazioni: ipersensibilità; uso concomitante di potenti induttori o inibitori del CYP3A4 (vedi sotto — è una controindicazione formale, non una semplice cautela). ⚠️ Avvertenza di classe: aumento della mortalità nell’anziano con psicosi correlata a demenza.
  • ⚠️ La cinetica lunga ha una conseguenza pratica sottovalutata: dopo la sospensione il farmaco resta in circolo per settimane. Un effetto avverso non scompare in pochi giorni, e nella donna in età fertile la contraccezione va mantenuta a lungo dopo la sospensione.
  • Gruppi speciali: insufficienza epatica o renale severa → non raccomandata (dati insufficienti); gravidanza → sconsigliata, con l’avvertenza sulla persistenza; anziano → dati limitati oltre i 65 anni.
  • Interazioni rilevanti:
    • ⚠️ Inibitori potenti del CYP3A4 (ketoconazolo, itraconazolo, claritromicina, ritonavir) → accumulo: dimezzare la dose o evitare.
    • ⚠️ Induttori del CYP3A4 (carbamazepina, rifampicina, fenobarbital, iperico) → perdita di efficacia: associazione non raccomandata.
    • Alcol e depressori del SNC → additività.
    • Antipertensivi → ipotensione ortostatica.
  • Antidoto: non esiste; supporto, ECG, e osservazione prolungata proprio per la lunga emivita. Non dializzabile.

Posto in terapia

Schizofrenia nell’adulto, con la posizione distintiva di prima scelta quando predominano i sintomi negativi — l’unica indicazione di questo tipo riconosciuta in Europa. Negli Stati Uniti ha anche l’indicazione per la depressione bipolare e come potenziamento nella depressione maggiore. In commercio in Italia.

🔗 Compare in

Fonti: PubChem CID 11154555 (struttura, formula, ATC N05AX15); EMA SmPC Reagila e DailyMed SPL per posologia, cinetica dei metaboliti, controindicazioni e interazioni; Németh G. et al., Lancet 2017 (studio sui sintomi negativi predominanti); sbobina 12 per il taglio didattico. Consultate il 2026-08-04.