Lacosamide

Scheda-farmaco — singola molecola della classe Farmaci Antiepilettici sui Canali Voltaggio-dipendenti.

Il meccanismo di classe sta nella nota madre: qui trovi ciò che distingue questa molecola. Dati da fonti autorevoli, aggiornati al 2026-08-19.

Classe: amminoacido funzionalizzato, potenziatore dell’inattivazione lenta del canale del Na⁺ · ATC: N03AX18 · Nomi commerciali (IT): Vimpat, lacosamide generica · PubChem CID 219078

Perché questa molecola

Tutti gli altri bloccanti del sodio — carbamazepina, fenitoina, lamotrigina — agiscono sull’inattivazione rapida del canale, quella che si instaura in millisecondi dopo ogni potenziale d’azione. La lacosamide è l’unica che sposta l’equilibrio verso l’inattivazione lenta, uno stato che si accumula in secondi e solo nei neuroni che scaricano ripetutamente e a lungo.

La conseguenza è clinicamente rilevante: la lacosamide non rallenta la conduzione del neurone normale, che non resta mai depolarizzato abbastanza a lungo da entrare in inattivazione lenta; agisce quasi solo sul tessuto in scarica patologica. Questa selettività di stato è ciò che le dà il profilo neurologico più pulito della classe — niente diplopia da picco, poca sedazione — e la rende il bloccante del sodio meglio tollerato in associazione agli altri, perché non ne somma il meccanismo.

Il secondo delta è pratico: esiste in formulazione endovenosa bioequivalente 1:1 all’orale, infondibile in 15 minuti, il che ne ha fatto una delle opzioni di seconda linea nello stato epilettico dopo le benzodiazepine.

Struttura

Struttura 2D della lacosamide (PubChem CID 219078). Formula C₁₃H₁₈N₂O₃, PM 250,29 g/mol.

È un amminoacido funzionalizzato (derivato della D-serina): chimicamente non ha nulla in comune con le altre classi di antiepilettici, il che è coerente con il bersaglio insolito.

Farmacodinamica

Catena d’azione: lacosamide → si lega al canale del Na⁺ nello stato inattivo lento e ne stabilizza la conformazione → cresce la quota di canali indisponibili nei neuroni che scaricano ad alta frequenza → si spegne la scarica ripetitiva sostenuta senza toccare il singolo potenziale d’azione.

flowchart TD
  A["canale Na⁺ chiuso (a riposo)"] --> B["aperto: influsso di Na⁺"]
  B --> C["inattivazione RAPIDA (ms)"]
  C -->|bersaglio di carbamazepina,<br/>fenitoina, lamotrigina| A
  B --> D["scarica ripetitiva prolungata"]
  D --> E["inattivazione LENTA (s)"]
  L["lacosamide"] -->|stabilizza questo stato| E
  E --> F["canali non disponibili solo<br/>nel neurone in scarica patologica"]
  F --> G["crisi interrotta,<br/>conduzione fisiologica preservata"]

Farmacocinetica

  • Biodisponibilità orale: ~100%, non influenzata dal cibo → il passaggio orale↔endovena è 1:1 senza ricalcolo.
  • Profarmaco: no.
  • Metabolismo: parziale, via CYP2C19 (a O-desmetil-lacosamide, inattivo); non è né induttore né inibitore significativo → profilo di interazioni molto pulito.
  • Legame proteico: <15%.
  • Emivita: ~13 h → 2 somministrazioni/die.
  • Eliminazione: renale, ~40% immodificata → dose massima ridotta se clearance ≤30 mL/min; è dializzabile (dopo emodialisi serve un supplemento).

Posologia e monitoraggio

Orale o EV. Si inizia con 50 mg × 2/die, salendo di 100 mg/die a settimana fino a 200-400 mg/die in due dosi. Nell’emergenza si usa una dose di carico EV (200-400 mg in 15 minuti). Nessun TDM di routine. ⚠️ ECG basale raccomandato nel cardiopatico, nell’anziano e in chi assume altri farmaci che allungano il PR.

Tossicità

Comuni e dose-dipendenti: capogiro (il più frequente e il più limitante), diplopia, atassia, cefalea, nausea, visione offuscata. Peculiare della molecola: ⚠️ allungamento dose-dipendente dell’intervallo PR, con rischio di blocco atrioventricolare di primo o secondo grado; segnalate fibrillazione/flutter atriali. Rare: reazioni cutanee gravi, DRESS, agranulocitosi.

⚠️ Attenzione

  • Controindicazioni: blocco AV di 2° o 3° grado noto.
  • Gruppi speciali: insufficienza renale severa o epatopatia → dose massima ridotta; anziano → cautela per il PR; ammessa dai 2 anni (crisi parziali) e dai 4 anni (tonico-cloniche generalizzate primarie).
  • Interazioni rilevanti:
    • Farmaci che allungano il PR (β-bloccanti, verapamil, diltiazem, digossina) → effetto additivo sulla conduzione AV. È l’interazione che conta.
    • Induttori potenti (rifampicina, carbamazepina, fenitoina) → riducono modestamente l’esposizione (~15-20%).
    • Non interferisce con i contraccettivi orali — vantaggio non banale rispetto a carbamazepina e topiramato.
  • Antidoto: non esiste; nel sovradosaggio è utile l’emodialisi.

Posto in terapia

Mono- o politerapia delle crisi ad esordio focale dai 2 anni, e add-on nelle tonico-cloniche generalizzate primarie. Nella pratica è una delle scelte preferite quando servono un farmaco senza interazioni (paziente oncologico, trapiantato, politrattato) o una via endovenosa rapida. In commercio in Italia, anche generico.

🔗 Compare in

Fonti: PubChem CID 219078 (struttura, formula, ATC N03AX18); EMA SmPC Vimpat e DailyMed SPL per posologia, bioequivalenza orale/EV, allungamento del PR, interazioni; sbobina 29 per l’inquadramento didattico. Consultate il 2026-08-19.