Teofillina

Scheda-farmaco — singola molecola delle classi Fosfodiesterasi e loro Inibitori e Inibitori delle Fosfodiesterasi nell'Asma e BPCO (Teofillina, Roflumilast). Il meccanismo di classe sta nelle note madri: qui trovi ciò che distingue questa molecola. Dati da fonti autorevoli, aggiornati al 2026-08-09.

Classe: metilxantina, inibitore non selettivo delle fosfodiesterasi e antagonista dei recettori dell’adenosina · ATC: R03DA04 · Nomi commerciali (IT): Theo-Dur, Aminomal (aminofillina = teofillina + etilendiammina, più idrosolubile, per uso e.v.) · PubChem CID 2153

Perché questa molecola

È la prova storica che inibire la PDE broncodilata: si usava molto prima che si sapesse cosa fosse una fosfodiesterasi selettiva, e la sua sorte spiega perché il sildenafil rappresentò una svolta. Il suo tratto distintivo è tutto farmacocinetico e tossicologico: broncodilata moltissimo, ma è aspecifica — inibisce le PDE di ogni tessuto — e ha un indice terapeutico strettissimo. Concentrazione efficace e concentrazione tossica quasi si toccano: è per questo che è uno dei pochi farmaci che richiedono il monitoraggio terapeutico (TDM), ed è per questo che è stata progressivamente abbandonata a favore dei β2-agonisti. Gli inibitori selettivi in “-last” (roflumilast, cilomilast) nacquero proprio per evitarne gli effetti avversi — ma si rivelarono più antinfiammatori che broncodilatatori.

Struttura

Struttura 2D della teofillina (PubChem CID 2153). Formula C₇H₈N₄O₂, PM 180,16 g/mol. È l’1,3-dimetilxantina, chimicamente imparentata con caffeina e teobromina — da cui il nome, che rimanda alle foglie di tè.

Farmacodinamica

Tre meccanismi concorrenti, di cui il primo è quello che interessa il cluster:

  1. Inibizione non selettiva delle fosfodiesterasi → ↑ cAMP e ↑ cGMP nel muscolo liscio bronchiale → inattivazione della MLCK e attivazione della MLCP → broncodilatazione (vedi Contrazione del Muscolo Liscio (MLCK e MLCP)). Il vantaggio concettuale è che aggira il recettore β2: non lo desensibilizza.
  2. Antagonismo dei recettori dell’adenosina (A1, A2) → contribuisce alla broncodilatazione e spiega buona parte degli effetti extrapolmonari (stimolazione del SNC, tachicardia, diuresi).
  3. A basse dosi, attivazione dell’HDAC2 → ripristina la sensibilità ai glucocorticoidi nella BPCO (vedi Meccanismo d’Azione Molecolare dei Glucocorticoidi nelle Vie Aeree). È un effetto non broncodilatatore e a concentrazioni sub-terapeutiche.
flowchart TD
  A["TEOFILLINA"] --> B["inibizione NON selettiva delle PDE (tutti i tessuti)"]
  A --> C["antagonismo dei recettori dell'adenosina"]
  A --> D["basse dosi: attivazione di HDAC2"]
  B --> E["↑ cAMP / ↑ cGMP nel muscolo liscio bronchiale"]
  E --> F["MLCK inattivata + MLCP attivata → broncodilatazione"]
  B --> G["↑ cAMP nel cuore e nel SNC"]
  C --> G
  G --> H["⚠️ aritmie, tachicardia, convulsioni"]
  D --> I["ripristino della risposta ai glucocorticoidi nella BPCO"]

Farmacocinetica

Il punto critico della molecola.

  • Indice terapeutico stretto: finestra 10–20 µg/mL; sopra i 20 µg/mL compaiono nausea e vomito, sopra i 35 µg/mL aritmie e convulsioni. La tossicità grave può presentarsi senza sintomi premonitori.
  • Cinetica non lineare nella parte alta della finestra: piccoli aumenti di dose producono aumenti sproporzionati della concentrazione.
  • Metabolismo epatico via CYP1A2 (e in parte CYP3A4) → è un bersaglio classico di interazioni.
  • Emivita estremamente variabile: ~8 h nell’adulto sano, ridotta nei fumatori (il fumo induce il CYP1A2 → servono dosi maggiori, e smettere di fumare può far salire la teofillinemia in zona tossica), allungata nell’anziano, nello scompenso cardiaco, nell’epatopatia e in corso di febbre.
  • Aminofillina (sale con etilendiammina): forma idrosolubile per via endovenosa, da infondere lentamente.

Posologia e monitoraggio

Dosaggio individualizzato sulla concentrazione plasmatica, non sul peso: è uno dei farmaci da TDM (come fenitoina, lidocaina e metotrexato). Si parte basso e si titola. Formulazioni a rilascio prolungato per l’uso cronico, 1–2 somministrazioni/die. Dosaggio ematico da ricontrollare a ogni variazione di dose, all’inizio o alla sospensione di un farmaco interferente, e a ogni cambiamento delle abitudini di fumo.

Tossicità

  • Frequenti anche in range terapeutico: nausea, vomito, cefalea, insonnia, nervosismo, tremori, reflusso gastroesofageo (rilascia lo sfintere esofageo inferiore), diuresi.
  • Cardiovascolari: tachicardia, palpitazioni, aritmie, ipotensione. Sono gli effetti che ne hanno decretato l’abbandono: l’infusione lenta praticata in passato è stata dismessa perché può essere mortale.
  • Neurologici da sovradosaggio: agitazione, convulsioni resistenti al trattamento — possono essere la prima manifestazione dell’intossicazione, senza vomito che le preceda.
  • Ipopotassiemia e iperglicemia nell’intossicazione acuta.

⚠️ Attenzione

  • Interazioni (via CYP1A2) — la vera insidia:
  • Cautela/controindicazioni relative: aritmie e cardiopatia ischemica, epilessia, ipertiroidismo, ulcera peptica, epatopatia grave.
  • Gruppi speciali: anziano (clearance ridotta, alto rischio di tossicità), neonato e lattante (metabolismo immaturo), gravidanza e allattamento (passa nel latte, irritabilità del neonato). In corso di febbre o scompenso acuto, la clearance cala: rivalutare la dose.
  • Antidoto: non esiste. Nell’intossicazione grave si ricorre a carbone attivo a dosi ripetute e, nei casi estremi, all’emodialisi.

Posto in terapia

Oggi farmaco di terza linea, riservato ai casi gravi di asma e BPCO non controllati da β2-agonisti, antimuscarinici e corticosteroidi inalatori. Il rapporto beneficio/rischio, un tempo accettabile in mancanza di alternative, è stato ribaltato dai broncodilatatori inalatori: agiscono dove serve e non richiedono di misurare nulla nel sangue.

🔗 Compare in

Fonti: PubChem CID 2153 (struttura, formula, PM); EMA SmPC e DailyMed SPL per finestra terapeutica, posologia, interazioni CYP1A2 e avvertenze; FDA per la gestione del sovradosaggio. Consultate il 2026-08-09.