Caffeina

Scheda-farmaco — lo psicostimolante legale e universale citato in Sostanze d'Abuso (Definizione e Classificazione).

È anche una metilxantina, come la teofillina della farmacologia respiratoria: il meccanismo di classe sta lì, qui c’è il delta della molecola. Dati da fonti autorevoli, aggiornati al 2026-08-19.

Classe: metilxantina; antagonista non selettivo dei recettori dell’adenosina (A1, A2A) · ATC: N06BC01 · Nome commerciale (IT): Peyona (caffeina citrato EV/orale, uso neonatale) · PubChem CID 2519

Perché questa molecola

La caffeina è la sostanza psicoattiva più consumata al mondo ed è quella che rende evidente l’inconsistenza del criterio giuridico di classificazione discusso in Sostanze d’Abuso (Definizione e Classificazione): soddisfa il criterio farmacologico di sostanza d’abuso (assunta non a scopo terapeutico, agisce sul SNC, produce tolleranza e una sindrome d’astinenza codificata nel DSM-5) ed è perfettamente legale ovunque.

Il suo tratto farmacodinamico distintivo è che non stimola nulla: disinibisce. Non attiva un sistema eccitatorio, blocca un freno — l’adenosina, che si accumula durante la veglia e induce sonnolenza. È l’esempio pulito di come un antagonista possa produrre un effetto “stimolante” senza avere alcuna attività intrinseca (vedi Agonista e Antagonista).

Il terzo tratto è clinico e riguarda la sua doppia vita: la stessa molecola che si assume col caffè è un farmaco salvavita in neonatologia, prima scelta nell’apnea del pretermine. È uno dei pochi farmaci del SNC con indicazione consolidata nel neonato — un’eccezione notevole rispetto alla penuria di dati pediatrici descritta in Farmaci nell’Età Evolutiva (Criticità).

Struttura

Struttura 2D della caffeina (PubChem CID 2519). Formula C₈H₁₀N₄O₂, PM 194,19 g/mol.

È la 1,3,7-trimetilxantina: il nucleo purinico della xantina con tre gruppi metilici. La teofillina è la 1,3-dimetilxantina, la teobromina la 3,7-dimetilxantina — la posizione dei metili sposta il rapporto fra antagonismo adenosinico (prevalente nella caffeina) e inibizione delle fosfodiesterasi (prevalente nella teofillina), e con esso l’indice terapeutico.

Farmacodinamica

Catena d’azione: caffeina → antagonismo competitivo sui recettori A1 e A2A dell’adenosina → rimozione del tono inibitorio adenosinico → aumento della trasmissione dopaminergica, noradrenergica e colinergica.

flowchart TD
  A["caffeina"] -->|antagonista competitivo| B["recettori dell'adenosina<br/>A1 e A2A"]
  B --> C["rimozione del FRENO adenosinico"]
  C --> D["↑ vigilanza · ↓ sonnolenza<br/>↑ tempi di reazione"]
  C --> E["A2A disinibisce la trasmissione<br/>dopaminergica in accumbens<br/>→ rinforzo LIEVE"]
  B --> F["vasocostrizione cerebrale<br/>→ effetto sull'emicrania"]
  A -->|solo a dosi TOSSICHE| G["inibizione delle fosfodiesterasi<br/>+ rilascio di Ca2+ dal reticolo"]
  G --> H["⚠️ aritmie · convulsioni"]
  I["uso CRONICO"] -->|upregulation dei recettori A1| J["TOLLERANZA<br/>+ astinenza: cefalea, astenia,<br/>irritabilità, ↓ concentrazione"]

⚠️ Distinzione importante: alle dosi d’uso comune la caffeina agisce solo come antagonista dell’adenosina. L’inibizione delle fosfodiesterasi e il rilascio di calcio dal reticolo sarcoplasmatico — i meccanismi che si citano spesso — richiedono concentrazioni tossiche e spiegano i sintomi del sovradosaggio, non l’effetto della tazzina.

Farmacocinetica

  • Assorbimento: rapido e praticamente completo per via orale, biodisponibilità ~100%; picco in 30-60 min.
  • Distribuzione: attraversa liberamente barriera ematoencefalica, placenta e latte materno.
  • ⚠️ Metabolismo: epatico, per >90% dal CYP1A2 → paraxantina (metabolita principale, attivo), teobromina, teofillina. Il CYP1A2 è indotto dal fumo e inibito da fluvoxamina, ciprofloxacina e contraccettivi orali: la variabilità della risposta è in gran parte spiegata da qui (vedi Interazioni Farmacologiche da Induzione e Inibizione Enzimatica).
  • Emivita: ~3-5 ore nell’adulto sano; ~10 ore in gravidanza avanzata e nella donna che assume estroprogestinici; ⚠️ fino a 100 ore nel neonato pretermine, che ha il CYP1A2 immaturo — è questa la ragione per cui in neonatologia si somministra una volta al giorno.
  • Eliminazione: renale, quasi interamente come metaboliti.

Posologia e monitoraggio

Apnea del pretermine (caffeina citrato): dose di carico 20 mg/kg di caffeina citrato (= 10 mg/kg di caffeina base) seguita da 5 mg/kg/die di mantenimento. È la sola indicazione registrata di rilievo.

Da monitorare in neonatologia: frequenza cardiaca, tolleranza alimentare, accrescimento; il dosaggio plasmatico non è routinario grazie all’ampio margine terapeutico.

Riferimento per l’adulto sano (EFSA 2015): fino a 400 mg/die (≈ 4-5 tazzine di caffè espresso) e 200 mg in dose singola sono considerati privi di rischio; 200 mg/die il limite indicato in gravidanza.

Tossicità

  • Comuni: insonnia, irrequietezza, ansia, tremori, palpitazioni, dispepsia, reflusso, diuresi aumentata.
  • ⚠️ Intossicazione acuta (indicativamente >1 g; potenzialmente letale >5-10 g): vomito, agitazione, tachiaritmie sopraventricolari e ventricolari, ipokaliemia, iperglicemia, acidosi metabolica, convulsioni. ⚠️ Il rischio reale oggi viene dagli integratori e dalle polveri di caffeina pura, dove il margine d’errore di dosaggio è enorme; con le bevande è praticamente impossibile raggiungere queste dosi.
  • Astinenza (codificata nel DSM-5, esordio 12-24 h, durata 2-9 giorni): cefalea (il sintomo cardine, da vasodilatazione cerebrale di rimbalzo), astenia, sonnolenza, umore disforico, difficoltà di concentrazione, sintomi simil-influenzali.
  • Dipendenza: il rinforzo è modesto e il craving limitato; nel DSM-5 esistono l’intossicazione e l’astinenza da caffeina, ma il disturbo da uso di caffeina è collocato fra le condizioni che richiedono ulteriori studi.

⚠️ Attenzione

  • Controindicazioni: aritmie non controllate, ansia grave e disturbo di panico, insonnia severa.
  • Gruppi speciali: ⚠️ in gravidanza l’emivita raddoppia — limite EFSA 200 mg/die. Nel neonato pretermine l’emivita è di giorni, ma proprio l’ampio indice terapeutico ne fa un farmaco sicuro a quell’età. Nell’adolescente il consumo di energy drink è la prima fonte di intossicazioni.
  • ⚠️ Interazioni rilevanti:
    • Fumo → induce il CYP1A2 e dimezza l’emivita: chi smette di fumare va incontro a sintomi da caffeina a parità di consumo;
    • fluvoxamina, ciprofloxacina, estroprogestinici → inibiscono il CYP1A2 e aumentano l’esposizione;
    • teofillina → stessa via metabolica e stessa classe: l’associazione somma tossicità e il rischio aritmico;
    • clozapina e altri substrati del CYP1A2 → competizione metabolica.
  • Antidoto: nessuno. Nel sovradosaggio grave: benzodiazepine per le convulsioni, β-bloccanti per le tachiaritmie, correzione del potassio, carbone attivo.

Posto in terapia

Prima scelta nell’apnea della prematurità, dove ha ridotto displasia broncopolmonare e migliorato l’esito neurologico a distanza. Componente di alcune associazioni analgesiche per l’emicrania (potenzia l’analgesia e sfrutta la vasocostrizione cerebrale). Per il resto è, farmacologicamente, una sostanza d’abuso legale: tolleranza e astinenza documentate, potenziale di dipendenza basso.

🔗 Compare in

Fonti: PubChem CID 2519 (struttura, formula); EMA SmPC di Peyona e DailyMed SPL di Cafcit per posologia neonatale ed emivita nel pretermine; EFSA Scientific Opinion on the safety of caffeine (2015) per le soglie di 400 e 200 mg/die; DSM-5-TR per intossicazione e astinenza da caffeina; sbobina 35 per il taglio didattico. Consultate il 2026-08-19.