Fluticasone

Scheda-farmaco — singola molecola della classe Terapia Inalatoria e Corticosteroidi Inalatori.

Il meccanismo di classe sta nella nota madre: qui trovi ciò che distingue questa molecola. Dati da fonti autorevoli, aggiornati al 2026-08-13.

Classe: corticosteroide inalatorio (ICS), estere fluorurato · ATC: R03BA05 (inalatorio), R01AD08 (nasale), D07AC17 (topico) · Nomi commerciali (IT): Flixotide, Fluspiral, Seretide (+salmeterolo), Relvar Ellipta (furoato + vilanterolo), Avamys / Flixonase (nasale) · PubChem CID 5311101 (propionato)

Perché questa molecola

È l’ICS di riferimento, quello su cui sono stati fatti gli studi citati in Terapia Inalatoria e Corticosteroidi Inalatori, e il suo delta è interamente farmacocinetico: ha la biodisponibilità orale più bassa della classe, inferiore all’1%. La quota di farmaco che — inevitabilmente — viene deglutita anziché inalata è distrutta quasi per intero dal metabolismo di primo passaggio epatico (CYP3A4) prima di raggiungere il circolo.

È il meccanismo che rende possibile l’intera strategia inalatoria: massima concentrazione locale, esposizione sistemica trascurabile. Solo la frazione che si deposita davvero nel polmone conta come dose sistemica, perché quella sì bypassa il fegato. A questo si somma un’alta lipofilia e un’affinità per il GR fra le più elevate della classe, che ne prolungano la permanenza nel tessuto bronchiale.

Il rovescio di quella dipendenza dal CYP3A4 è la sua peculiarità tossicologica, ed è il motivo principale per cui questa molecola merita una scheda: se il CYP3A4 viene bloccato da un inibitore potente, il fluticasone non viene più distrutto e il farmaco «senza effetti sistemici» diventa capace di provocare una sindrome di Cushing iatrogena conclamata con soppressione surrenalica (vedi Attenzione).

Esiste in due esteri: il propionato (2 somministrazioni/die) e il furoato, più recente, con affinità recettoriale e permanenza polmonare maggiori che consentono la monosomministrazione giornaliera.

Struttura

Struttura 2D del fluticasone propionato (PubChem CID 5311101). Formula C₂₂H₂₇F₃O₄S, PM 444,5 g/mol.

Porta tre atomi di fluoro e, al posto della catena laterale in C17 degli steroidi sistemici, un estere tioico (carbotioato): è questa la modifica chiave, perché la funzione tioestere è il punto su cui il fegato agisce, producendo un metabolita acido carbossilico ~2000 volte meno affine per il recettore. La molecola è cioè disegnata per autodistruggersi al primo passaggio.

Farmacodinamica

Catena d’azione: fluticasone inalato → si deposita sull’epitelio bronchiale → lega il recettore GR delle cellule delle vie aeree → traslocazione nucleare → transrepressione di NF-κB e AP-1 con reclutamento di HDAC2 → deacetilazione degli istoni e spegnimento dei geni proinfiammatori → ↓ eosinofili, ↓ citochine, ↓ iperreattività bronchiale; in parallelo transattivazione dei recettori β2, che sostiene la sinergia con i LABA.

flowchart TD
  A["fluticasone inalato"] --> B["deposito sull'epitelio bronchiale"]
  A --> C["quota deglutita"]
  C --> D["primo passaggio CYP3A4 → metabolita inattivo"]
  D --> E["biodisponibilità orale <1% → pochi effetti sistemici"]
  B --> F["recettore GR nelle cellule delle vie aeree"]
  F --> G["TRANSREPRESSIONE: NF-κB, AP-1 + reclutamento HDAC2"]
  G --> H["↓ citochine, ↓ eosinofili, ↓ iperreattività"]
  F --> I["TRANSATTIVAZIONE: ↑ recettori β2"]
  I --> J["sinergia con i LABA"]

Il meccanismo molecolare completo nelle vie aeree — HDAC2, resistenza steroidea del fumatore — sta in Meccanismo d’Azione Molecolare dei Glucocorticoidi nelle Vie Aeree; la sinergia con i β2-agonisti in Sinergia tra β2-agonisti e Corticosteroidi.

Farmacocinetica

  • Biodisponibilità orale: <1% (propionato) — il dato che definisce la molecola.
  • Biodisponibilità sistemica complessiva: ~10-30% della dose nominale, quasi interamente dalla quota polmonare assorbita, che non subisce primo passaggio.
  • Legame proteico: ~90%.
  • Metabolismo: epatico, quasi esclusivamente CYP3A4 → metabolita acido carbossilico praticamente inattivo.
  • Emivita terminale ~8 h (propionato); il furoato ha permanenza polmonare più lunga → 1 somministrazione/die.
  • Eliminazione: prevalentemente fecale come metaboliti.

Posologia e monitoraggio

Asma (propionato): 100-1000 µg/die in due somministrazioni, secondo lo step di gravità; il furoato 92-184 µg una volta al giorno, in associazione fissa con vilanterolo. Nasale: 50 µg per narice/die nella rinite allergica. Si noti la scala: per via inalatoria si somministrano microgrammi, per via orale milligrammi — differenza di tre ordini di grandezza rispetto al prednisone. Da monitorare: tecnica inalatoria e aderenza (la causa più comune di «fallimento» è l’uso scorretto del device); crescita staturale nel bambino in trattamento prolungato; controllo oculistico nei trattamenti ad alte dosi protratti.

Tossicità

Locali, le più frequenti: candidosi orofaringea, disfonia e raucedine per deposito su faringe e corde vocali, tosse irritativa. Si prevengono con il risciacquo del cavo orale dopo ogni inalazione e con il distanziatore, che riduce il deposito orofaringeo. Sistemiche: alle dosi abituali sono minime. Ad alte dosi e a lungo termine sono descritti modesta soppressione dell’asse, riduzione della densità minerale ossea, cataratta e glaucoma, ecchimosi cutanee. Nel bambino il rallentamento della crescita è modesto e in parte compensato: come ricordato in Terapia Inalatoria e Corticosteroidi Inalatori, i bambini trattati crescono più di quelli lasciati con l’infiammazione attiva, perché lo stato infiammatorio cronico produce TGF-β che riduce la crescita ossea. Nella BPCO l’uso di ICS ad alte dosi si associa a un aumento del rischio di polmonite, effetto di classe da tenere presente nella scelta terapeutica.

⚠️ Attenzione

  • Controindicazioni: ipersensibilità nota; infezioni respiratorie non trattate (TBC polmonare attiva) da valutare. Non è un farmaco di rescue: non va usato per l’attacco acuto, che richiede un SABA.
  • ⚠️ Interazione critica — inibitori potenti del CYP3A4. Ritonavir, cobicistat, itraconazolo, ketoconazolo, claritromicina bloccano l’unica via che distrugge il farmaco: sono documentati casi di sindrome di Cushing iatrogena e soppressione surrenalica in pazienti in terapia antiretrovirale o antifungina che assumevano fluticasone inalatorio o nasale a dosi normali. L’associazione con ritonavir/cobicistat va evitata, o si sceglie un ICS meno CYP3A4-dipendente. È il paradosso di questa molecola: la stessa proprietà che la rende sicura la rende vulnerabile.
  • Gruppi speciali: gravidanza — gli ICS sono considerati compatibili e l’asma non controllata è più rischiosa del farmaco; pediatria → usare il distanziatore e sorvegliare la crescita; anziano con BPCO → valutare il rischio di polmonite.
  • Altre interazioni rilevanti: induttori del CYP3A4 (rifampicina, carbamazepina) → riduzione dell’effetto, poco rilevante nella pratica data la sede topica d’azione.
  • ⚠️ Sospensione: il passaggio da corticosteroide sistemico a inalatorio va fatto gradualmente: l’ICS non copre l’asse soppresso dalla terapia orale precedente.

Posto in terapia

È il cardine della terapia di fondo dell’asma a tutti gli step, da solo nelle forme lievi-moderate e in associazione fissa con un LABA (salmeterolo, vilanterolo) nelle forme che non si controllano — associazione che sfrutta la sinergia bidirezionale descritta in Sinergia tra β2-agonisti e Corticosteroidi. Nella BPCO ha un ruolo più selettivo, riservato ai pazienti con riacutizzazioni frequenti o fenotipo eosinofilo, per il rischio di polmonite. Nella rinite allergica la formulazione nasale è di prima linea. In commercio in Italia in tutte le formulazioni.

🔗 Compare in

Fonti: PubChem CID 5311101 (struttura, formula, ATC R03BA05); EMA/AIFA SmPC Flixotide e Relvar Ellipta, DailyMed SPL per posologia, farmacocinetica e tossicità; avvertenze regolatorie EMA/MHRA/FDA sull’interazione con ritonavir e cobicistat; sbobina 31 per il taglio didattico. Consultate il 2026-08-13.