Beclometasone

Scheda-farmaco — singola molecola della classe Terapia Inalatoria e Corticosteroidi Inalatori.

Il meccanismo di classe sta nelle note madri: qui trovi ciò che distingue questa molecola. Dati da fonti autorevoli, aggiornati al 2026-08-15.

Classe: corticosteroide inalatorio (ICS), profarmaco · ATC: R03BA01 (inalatorio), R01AD01 (nasale) · Nomi commerciali (IT): Clenil, QVAR, Becotide; in associazione Fostair (con formoterolo) e Trimbow (con formoterolo e glicopirronio) · PubChem CID 21700 (dipropionato)

Perché questa molecola

È il capostipite dei corticosteroidi inalatori — il farmaco che nel 1972 ha reso possibile trattare l’infiammazione bronchiale senza mettere il paziente sul cortisone per bocca — e nel programma serve a segnare il limite del principio che la nota madre presenta come tratto della classe.

Quel principio è: gli ICS sono sicuri perché il metabolismo di primo passaggio distrugge la quota deglutita. Il beclometasone è l’eccezione parziale: la nota madre lo cita già come «usato anche per os, con biodisponibilità più alta». La sua biodisponibilità orale è infatti ~40%, contro il ~1% del fluticasone e il <1% del mometasone. Non è un difetto di progettazione: è che il beclometasone non è il farmaco attivo.

Qui sta il suo secondo delta, l’unico della classe: è un profarmaco. Il beclometasone dipropionato (BDP) viene idrolizzato dalle esterasi — nel polmone, nel plasma, nell’intestino — al metabolita attivo 17-beclometasone monopropionato (17-BMP), che ha affinità per il recettore glucocorticoide ~25 volte superiore alla molecola madre. L’attivazione avviene anche per via sistemica: da lì la biodisponibilità apparente più alta.

Il terzo delta è formulativo e clinico: le formulazioni extrafini (QVAR, Fostair; particelle ~1,1 µm contro i 3-4 µm delle sospensioni tradizionali) raggiungono le piccole vie aeree periferiche, dove l’infiammazione asmatica è spesso mal controllata dai device convenzionali. Il deposito polmonare passa dal ~10-20% a oltre il 50%, e per questo la dose extrafine è circa la metà di quella tradizionale: ⚠️ le formulazioni di beclometasone non sono intercambiabili µg per µg.

Struttura

Struttura 2D del beclometasone dipropionato (PubChem CID 21700). Formula C₂₈H₃₇ClO₇, PM 521,0 g/mol. Il cloro in 9α al posto del fluoro del desametasone e i due esteri propionici in 17 e 21 sono le due modifiche che contano: il primo aumenta la potenza antinfiammatoria, i secondi rendono la molecola un profarmaco lipofilo che le esterasi convertono in 17-BMP.

Farmacodinamica

Agonista del recettore dei glucocorticoidi, con il meccanismo bronchiale descritto in Meccanismo d’Azione Molecolare dei Glucocorticoidi nelle Vie Aeree: transrepressione di NF-κB tramite reclutamento della HDAC2, deacetilazione degli istoni, spegnimento dei geni pro-infiammatori. Il beclometasone porta un solo elemento in più rispetto alla classe: deve essere attivato.

flowchart TD
  A["beclometasone dipropionato (BDP) — profarmaco"] --> B["esterasi polmonari, plasmatiche e intestinali"]
  B --> C["17-beclometasone monopropionato (17-BMP) — ATTIVO"]
  C --> D["recettore dei glucocorticoidi (affinita ~25x il BDP)"]
  D --> E["transrepressione di NF-κB via HDAC2"]
  E --> F["↓ citochine → ↓ infiammazione bronchiale"]
  D --> G["↑ trascrizione dei recettori β2"]
  G --> H["sinergia con il formoterolo associato"]
  A --> I["formulazione EXTRAFINE (~1,1 µm)"]
  I --> J["deposito nelle piccole vie aeree periferiche >50%"]
  C --> K["idrolisi a beclometasone e a metaboliti inattivi"]

L’aumento della trascrizione dei β2 è la base molecolare della sinergia con il formoterolo dell’associazione fissa (vedi Sinergia tra β2-agonisti e Corticosteroidi).

Farmacocinetica

  • Via: inalatoria (pMDI, anche extrafine in soluzione idroalcolica), nebulizzata (molto usata in pediatria) e nasale.
  • Attivazione: idrolisi rapida e quasi completa a 17-BMP — nel polmone in pochi minuti, e in parte già nel plasma.
  • Biodisponibilità orale ~40% della quota deglutita — la più alta della classe, perché l’idrolisi intestinale produce comunque metabolita attivo. Il primo passaggio epatico resta esteso (>90% del BDP), ma non azzera l’esposizione al 17-BMP.
  • Legame proteico: ~87%. Emivita: ~0,5 h il BDP, ~2,7 h il 17-BMP.
  • Metabolismo: esterasi (attivazione) e poi CYP3A4 (inattivazione). L’affinità per il CYP3A4 è minore che per fluticasone e mometasone: il rischio di interazione con gli inibitori potenti c’è, ma è meno marcato.
  • Eliminazione: prevalentemente fecale/biliare (~60%), renale ~12%.

Posologia e monitoraggio

Nell’asma dell’adulto, formulazione extrafine: 100-400 µg/die in 2 somministrazioni (dose bassa 100-200, media >200-400, alta >400). Le formulazioni non extrafine richiedono all’incirca il doppio dei microgrammi per lo stesso effetto. Pediatria: dosi dimezzate, spesso nebulizzate o con distanziatore. Da monitorare: la crescita staturale nel bambino (misurazione periodica), la candidosi orale all’ispezione del cavo, e la tecnica inalatoria, che vale più della dose. ⚠️ Va insegnato lo sciacquo della bocca dopo ogni inalazione: elimina il farmaco depositato in orofaringe e previene mughetto e disfonia.

Tossicità

  • Locali (le più frequenti): candidosi orofaringea (mughetto), disfonia da miopatia dei muscoli laringei, irritazione faringea, tosse. Si prevengono con distanziatore e sciacquo.
  • Sistemici: rari alle dosi standard, possibili alle dosi alte prolungate — soppressione dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene, riduzione della densità ossea, cataratta e glaucoma, assottigliamento cutaneo ed ecchimosi. Il beclometasone è, tra gli ICS, quello con esposizione sistemica potenzialmente maggiore proprio per la biodisponibilità orale del 17-BMP.
  • Crescita nel bambino: possibile riduzione della velocità di crescita di ~0,5-1 cm nel primo anno, con effetto sull’altezza finale piccolo. ⚠️ Va letto insieme al dato che la nota madre riporta: nel bambino asmatico non trattato l’infiammazione cronica produce TGF-β, che riduce la crescita ossea più di quanto faccia lo steroide inalatorio.
  • Broncospasmo paradosso (raro).

⚠️ Attenzione

  • Controindicazioni: ipersensibilità; infezioni respiratorie non trattate (relativa). ⚠️ Non è un farmaco d’emergenza: nell’attacco acuto non ha alcun ruolo — serve un SABA.
  • Gruppi speciali: tubercolosi polmonare attiva o latente, infezioni fungine/virali delle vie aeree → cautela; diabete, osteoporosi, glaucoma, cataratta → sorveglianza alle dosi alte; gravidanza → utilizzabile, è tra gli ICS con più esperienza clinica; pediatria → indicato da 4-6 anni secondo la formulazione, con distanziatore.
  • Interazioni rilevanti:
    • Inibitori potenti del CYP3A4 — ritonavir, cobicistat, ketoconazolo, itraconazolo, claritromicina → ↑ esposizione sistemica, con rischio di sindrome di Cushing iatrogena e soppressione surrenalica. Il rischio è inferiore rispetto a fluticasone e mometasone, ma l’associazione con ritonavir/cobicistat va comunque evitata se possibile.
    • Altri corticosteroidi (nasali, cutanei, sistemici) → l’esposizione steroidea si somma: va contata tutta.
  • Antidoto: nessuno. Nella soppressione surrenalica da uso cronico ad alte dosi ⚠️ non sospendere bruscamente: si scala gradualmente e si copre lo stress con steroide sistemico.

Posto in terapia

Asma: ICS di prima linea, da GINA Step 1 in su; nelle formulazioni extrafine in associazione con formoterolo è uno dei due schemi di riferimento della strategia MART (Fostair). BPCO: solo in associazione (Trimbow, tripla ICS/LABA/LAMA), nel paziente che riacutizza — ⚠️ mai in monoterapia nella BPCO. Molto usato nebulizzato in pediatria e per via nasale nella rinite allergica e nella rinasma (vedi Ruolo di Istamina e Leucotrieni nell’Asma). In commercio in Italia.

🔗 Compare in

Fonti: PubChem CID 21700 (struttura, formula, ATC R03BA01); EMA SmPC Clenil, Fostair e Trimbow, DailyMed SPL QVAR per posologia, attivazione a 17-BMP, biodisponibilità, tossicità e interazioni; GINA Global Strategy for Asthma Management 2024 per le dosi equivalenti e il posto in terapia; sbobina 37 per il taglio didattico. Consultate il 2026-08-15.