Atorvastatina
Scheda-farmaco — singola molecola della classe Statine. Il meccanismo di classe (inibizione dell'HMG-CoA reduttasi) sta nella nota madre: qui trovi ciò che distingue questa molecola. Dati da fonti autorevoli, aggiornati al 2026-08-13.
Classe: statina di sintesi, ad alta intensità · ATC: C10AA05 · Nomi commerciali (IT): Torvast, Totalip, Xarator · PubChem CID 60823
Perché questa molecola
È una delle due statine su cui si appoggia l’80% della terapia (l’altra è la Rosuvastatina), e la molecola con la massa di evidenze cliniche più ampia. Il suo tratto distintivo è di essere molto lipofila e fortemente metabolizzata dal CYP3A4: è questo, e non l’efficacia, a separarla dalla rosuvastatina — ne fa la statina più esposta alle interazioni farmacologiche della coppia di riferimento. Ha inoltre metaboliti attivi (orto- e para-idrossilati) che prolungano l’effetto ben oltre l’emivita della molecola madre, permettendo la somministrazione a qualunque ora del giorno — a differenza della Simvastatina.
Struttura
Struttura 2D dell’atorvastatina (PubChem CID 60823). Formula C₃₃H₃₅FN₂O₅, PM 558,6 g/mol.
Farmacodinamica
Inibitore competitivo reversibile dell’HMG-CoA reduttasi: blocca la conversione di HMG-CoA in acido mevalonico, il passaggio limitante della sintesi endogena del colesterolo. La deprivazione di colesterolo intracellulare fa aumentare l’espressione dei recettori per le LDL sull’epatocita, che diventa avido di LDL circolanti — è questo, e non il blocco enzimatico in sé, ad abbassare il colesterolo-LDL plasmatico (dettagli in Statine).
Alle dosi di 40–80 mg è una statina ad alta intensità: riduzione dell’LDL-colesterolo >50%.
Farmacocinetica
- Assorbimento rapido, Cmax a 1–2 h (il docente indica 2–3 h per entrambe le statine di riferimento).
- Biodisponibilità ~12%: assorbimento buono ma effetto di primo passaggio epatico intenso — il fegato è però l’organo bersaglio, quindi la bassa biodisponibilità sistemica non è un difetto.
- Molto lipofila → distribuzione tissutale ampia (anche muscolare: è una delle ragioni della mialgia).
- Legame proteico >98%.
- Metabolismo: CYP3A4, intenso, con formazione di metaboliti attivi che rendono conto di circa il 70% dell’attività inibitoria circolante.
- Emivita ~14 h, ma la durata dell’inibizione enzimatica arriva a 20–30 h grazie ai metaboliti → una somministrazione al giorno, a qualunque ora.
- Eliminazione biliare/fecale; escrezione urinaria trascurabile (<2%) → non richiede aggiustamento nell’insufficienza renale.
Posologia e monitoraggio
Orale, 10–80 mg una volta al giorno, indipendentemente dai pasti e dall’ora. Si parte da 10–20 mg e si titola sul target di LDL. Da controllare: transaminasi al basale (e se compaiono sintomi), profilo lipidico dopo 4–12 settimane, CK solo se compare dolore muscolare — non di routine.
Tossicità
Profilo di classe: cefalea, alterazioni del gusto, insonnia; mialgia come reazione avversa caratteristica, che può progredire a miopatia con miolisi e, raramente, a rabdomiolisi con mioglobinuria e insufficienza renale acuta. Inoltre: rialzo delle transaminasi (di norma transitorio e dose-dipendente) e un modesto aumento del rischio di diabete di nuova insorgenza.
⚠️ Attenzione
- Controindicazioni: gravidanza e allattamento (il colesterolo è indispensabile alla steroidogenesi e allo sviluppo fetale), epatopatia attiva o rialzo persistente e inspiegato delle transaminasi.
- Interazioni — è il punto critico di questa molecola. Tutto ciò che inibisce il CYP3A4 ne aumenta le concentrazioni e con esse il rischio di miopatia:
- Macrolidi — Claritromicina ed eritromicina (l’azitromicina no): inibitori potenti.
- Azoli antifungini (itraconazolo, ketoconazolo) e inibitori delle proteasi dell’HIV.
- Ciclosporina — inibisce sia il CYP3A4 sia il trasportatore epatico OATP1B1: associazione da evitare.
- Verapamil e Diltiazem (Calcio-antagonisti Cardioselettivi) e Amiodarone — inibitori moderati, richiedono cautela sulla dose.
- Succo di pompelmo — inibitore del CYP3A4 intestinale.
- Gemfibrozil — non agisce sul CYP3A4 ma sulla glucuronidazione e sull’OATP1B1: è l’associazione con il rischio di rabdomiolisi più alto in assoluto (col fenofibrato il rischio è molto minore).
- Rifampicina — al contrario, è un induttore: riduce l’efficacia della statina.
- Sequestranti degli Acidi Biliari — ne riducono l’assorbimento se assunti insieme: distanziare le somministrazioni.
- La logica delle interazioni è in Citocromi P450. Se il paziente assume più di uno di questi farmaci, la Rosuvastatina è l’alternativa razionale.
Posto in terapia
Prima linea nell’ipercolesterolemia e in prevenzione cardiovascolare primaria e secondaria; spesso in associazione fissa con l’Ezetimibe nella stessa compressa. È la statina più prescritta in Italia.
🔗 Compare in
- Statine — una delle due molecole di ultima generazione su cui si concentra la terapia.
Fonti: PubChem CID 60823 (struttura, formula, ATC C10AA05); EMA SmPC, DailyMed SPL e FDA Label per farmacocinetica, posologia, controindicazioni e interazioni. Consultate il 2026-08-13.