Rosuvastatina

Scheda-farmaco — singola molecola della classe Statine. Il meccanismo di classe (inibizione dell'HMG-CoA reduttasi) sta nella nota madre: qui trovi ciò che distingue questa molecola. Dati da fonti autorevoli, aggiornati al 2026-08-13.

Classe: statina di sintesi, ad alta intensità — l’ultima arrivata · ATC: C10AA07 · Nomi commerciali (IT): Crestor, Provisacor, Simestat · PubChem CID 446157

Perché questa molecola

È la statina più recente e più potente a parità di milligrammi — il docente la indica come probabilmente la più efficace. Ma il suo vero delta rispetto all’Atorvastatina non è la potenza: è il metabolismo. La rosuvastatina è idrofila e viene metabolizzata pochissimo (solo ~10%, e prevalentemente da CYP2C9 e CYP2C19, non da CYP3A4): ha quindi molte meno interazioni farmacologiche. È la scelta razionale nel paziente politrattato.

Il rovescio della medaglia: essendo idrofila non entra nell’epatocita per diffusione, ma dipende dai trasportatori OATP1B1 (ingresso) e BCRP (efflusso) — e lì si concentrano le sue poche, ma rilevanti, interazioni e la sua variabilità genetica.

Struttura

Struttura 2D della rosuvastatina (PubChem CID 446157). Formula C₂₂H₂₈FN₃O₆S, PM 481,5 g/mol.

Farmacodinamica

Inibitore competitivo reversibile dell’HMG-CoA reduttasi, con affinità per l’enzima superiore a quella delle altre statine — da cui la maggiore riduzione dell’LDL-colesterolo a parità di dose (fino al 60% con i dosaggi alti, secondo il docente, insieme a un aumento dell’HDL oltre il 30%). Il meccanismo a valle — deprivazione di colesterolo epatico → aumento dei recettori per le LDL → captazione delle LDL circolanti — è quello di classe, descritto in Statine.

Farmacocinetica

  • Cmax a 3–5 h (il docente indica 2–3 h per entrambe).
  • Biodisponibilità ~20%, la più alta della coppia di riferimento.
  • Idrofila → distribuzione tissutale limitata, captazione epatica attiva via OATP1B1: buona selettività per il fegato e minore esposizione del muscolo scheletrico.
  • Legame proteico ~88%.
  • Metabolismo minimo (~10%): CYP2C9 e in parte CYP2C19; non un substrato rilevante del CYP3A4 → poche interazioni metaboliche. Il metabolita N-desmetilato è attivo ma poco rappresentato.
  • Emivita ~19 h → una somministrazione al giorno, a qualunque ora.
  • Eliminazione: ~90% fecale come farmaco immodificato, ~10% renale.

Posologia e monitoraggio

Orale, 5–40 mg una volta al giorno, indipendentemente dai pasti. Si parte da 5–10 mg. Il dosaggio da 40 mg è riservato all’ipercolesterolemia grave non responsiva, mai come dose iniziale. Da controllare: transaminasi al basale, profilo lipidico a 4 settimane dall’avvio o dal cambio di dose, CK solo se compare dolore muscolare. Con i 40 mg si sorveglia anche la funzione renale (proteinuria).

Tossicità

Profilo di classe: mialgia → miopatia → rabdomiolisi (rara), cefalea, disturbi gastrointestinali, rialzo delle transaminasi, modesto aumento del rischio di diabete di nuova insorgenza. Delta proprio: ai dosaggi alti (40 mg) si osservano proteinuria di origine tubulare ed ematuria dose-dipendenti, di regola transitorie — un effetto che le altre statine non condividono.

⚠️ Attenzione

  • Controindicazioni: gravidanza e allattamento, epatopatia attiva; il dosaggio da 40 mg è controindicato in presenza di fattori predisponenti alla miopatia.
  • Gruppi speciali:
    • Insufficienza renale grave (ClCr <30 mL/min): dose massima 10 mg, i 40 mg sono controindicati.
    • Pazienti di origine asiatica: esposizione plasmatica circa doppia → si parte da 5 mg.
    • Polimorfismi di SLCO1B1 (il gene di OATP1B1): riducono la captazione epatica, aumentano l’esposizione sistemica e il rischio di miopatia — vale per tutte le statine ma qui in modo particolare, perché la molecola dipende interamente dal trasportatore.
  • Interazioni — poche ma serie, e quasi tutte sui trasportatori, non sui citocromi:
    • Ciclosporina — inibisce OATP1B1: esposizione fino a 7 volte maggiore. Associazione da evitare.
    • Gemfibrozil — stesso meccanismo, rischio di rabdomiolisi: se indispensabile, dose massima 10 mg.
    • Inibitori delle proteasi dell’HIV (associazioni con ritonavir) — richiedono limiti di dose.
    • Warfarin — potenzia l’effetto anticoagulante (↑ INR): ricontrollare l’INR all’avvio e a ogni cambio di dose.
    • Antiacidi con alluminio/magnesio e Sequestranti degli Acidi Biliari — riducono l’assorbimento: distanziare le somministrazioni di almeno 2–4 h.
    • Non risente in modo significativo di Claritromicina, azoli, Verapamil e Diltiazem (Calcio-antagonisti Cardioselettivi) e succo di pompelmo — è esattamente qui che si vede il vantaggio sull’Atorvastatina (vedi Citocromi P450).

Posto in terapia

Prima linea nell’ipercolesterolemia, soprattutto quando serve una riduzione ampia dell’LDL o quando il paziente assume molti altri farmaci. Disponibile anche in associazione fissa con l’Ezetimibe nella stessa compressa.

🔗 Compare in

  • Statine — la statina di ultima generazione, la più potente della classe.

Fonti: PubChem CID 446157 (struttura, formula, ATC C10AA07); EMA SmPC, DailyMed SPL e FDA Label per farmacocinetica, posologia, gruppi speciali e interazioni. Consultate il 2026-08-13.