Sensibilizzazione Spinale

Fenomeno comune al dolore infiammatorio e al dolore neuropatico (con caratteristiche diverse): sotto l’ondata di impulsi che raggiunge il midollo spinale, il midollo stesso viene modificato, abbassa la propria soglia e lascia passare gli impulsi senza più alcun controllo.

Meccanismo

Il primum movens è l’attivazione del recettore NMDA: la massiccia liberazione di glutammato fa saltare il “tappo” di magnesio, permettendone l’attivazione (vedi Sinapsi Spinale e Recettore NMDA nel Dolore).

L’ingresso di Ca²⁺ funge da secondo messaggero e attiva chinasi che:

  • fosforilano proteine della membrana post-sinaptica modificandone l’attività — inclusi alcuni recettori oppioidi, che possono risultare parzialmente alterati e funzionare meno;
  • traslocano nel nucleo del neurone spino-talamico e ne modificano l’espressione genica (modificazioni epigenetiche), cambiando le caratteristiche del neurone.

Queste modificazioni del programma genetico sono il substrato della plasticità della via del dolore.

(a) La curva intensità dello stimolo → intensità del dolore trasla verso sinistra nel dolore cronico: la soglia scende nel campo degli stimoli non nocivi (allodinia) e gli stimoli nocivi fanno più male di prima (iperalgesia). (b) Il correlato cellulare: dopo la lesione la stessa intensità di stimolo produce una risposta sinaptica maggiore. (Wikimedia Commons, figura di Min Zhuo da Philos Trans R Soc B — PMC3843878 — CC BY 3.0.)

Significato clinico

La sensibilizzazione spinale è “l’anticamera” della cronicizzazione: nel dolore cronico secondario tutto parte da qui, il dolore comincia a persistere a livello spinale. Per questo è importante trattarla, per prevenire la cronicizzazione.

Farmaci che la intercettano

Il bersaglio è la sinapsi spinale, e ogni farmaco vi arriva da un lato diverso:

  • A monte del recettore NMDA — gli oppioidi chiudono i canali del calcio presinaptici e riducono il glutammato rilasciato; è però la stessa sensibilizzazione a fosforilare i recettori oppioidi e a renderli meno efficienti, il che spiega perché nel dolore già cronicizzato l’oppioide “rende meno”.
  • Sul recettore NMDA — la ketamina lo antagonizza direttamente ed è l’unico farmaco che aggredisce il primum movens; si usa a basse dosi nel dolore acuto perioperatorio proprio per prevenire la sensibilizzazione, non per trattarla a cose fatte.
  • Sull’ingresso di calcio presinaptico — i gabapentinoidi si legano alla subunità α2δ del canale del calcio voltaggio-dipendente.
  • Rinforzando il freno discendente — gli antidepressivi duali aumentano noradrenalina e serotonina alla sinapsi spinale (vedi Vie Discendenti Inibitorie del Dolore).

È il razionale dell’analgesia preventiva: trattare presto e a più livelli costa meno che rincorrere un midollo già modificato.

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