Streptochinasi

Scheda-farmaco — singola molecola citata in Agenti Trombolitici e Fibrinolitici. Il meccanismo di classe sta nella nota madre: qui trovi ciò che distingue questa molecola. Dati da fonti autorevoli, aggiornati al 2026-08-13.

Classe: trombolitico non fibrino-specifico, proteina batterica · ATC: B01AD01 · Nome commerciale: Streptase

Perché questa molecola

È il capostipite dei trombolitici — il primo farmaco che abbia mai sciolto un trombo coronarico in un paziente vivo, e quello che ha dimostrato (studio GISSI-1, 1986) che la trombolisi nell’infarto salva vite. Nel cluster serve però soprattutto come contro-esempio: è tutto ciò che i fibrino-specifici non sono.

Il suo delta è duplice e insolito. Primo: non è un enzima. Non taglia nulla — è una proteina batterica priva di attività proteasica che si limita a trasformare il plasminogeno umano in un attivatore di se stesso. Secondo: essendo di origine streptococcica, è antigenica, e questo la rende non ri-somministrabile e potenzialmente inefficace in chi ha avuto un’infezione streptococcica recente.

Struttura

Complesso fra il dominio catalitico della plasmina umana e la streptochinasi — PDB 1BML, “Complex of the catalytic domain of human plasmin and streptokinase”. Si vede l’abbraccio della proteina batterica attorno alla proteasi umana: è questo legame — non un taglio — a generare l’attivatore.

Proteina di 414 amminoacidi (~47 kDa) prodotta dagli streptococchi β-emolitici di gruppo C, dove serve al batterio per sciogliere le barriere di fibrina dell’ospite e diffondere nei tessuti.

Farmacodinamica

Meccanismo unico fra i trombolitici, e la ragione per cui merita una scheda:

flowchart TD
  A["STREPTOCHINASI (nessuna attività enzimatica propria)"] --> B["legame 1:1 con una molecola di plasminogeno"]
  B --> C["complesso streptochinasi–plasminogeno<br/>= NUOVO attivatore, con sito attivo smascherato"]
  C -->|"agisce su ALTRE molecole di plasminogeno"| D["PLASMINA in tutto il plasma"]
  D --> E["lisi della fibrina del trombo"]
  D --> F["⚠️ degradazione anche del FIBRINOGENO circolante,<br/>del fattore V e del fattore VIII"]
  F --> G["STATO LITICO SISTEMICO → emorragie"]
  H["anticorpi anti-streptococcici preesistenti"] -.->|"neutralizzano il farmaco"| A

Perché non è fibrino-specifica. Il complesso streptochinasi-plasminogeno attiva il plasminogeno ovunque, non solo sul coagulo: consuma il fibrinogeno circolante, il fattore V e il fattore VIII. Ne risulta uno stato litico sistemico con ipofibrinogenemia marcata, che è la causa del suo maggior rischio emorragico rispetto ad alteplase e tenecteplase.

Farmacocinetica

  • Solo endovenosa, in infusione.
  • Emivita bifasica: ~18 minuti la fase rapida (neutralizzazione da parte degli anticorpi), ~83 minuti la terminale.
  • Effetto sulla coagulazione molto più lungo del farmaco: l’ipofibrinogenemia persiste 24–36 ore dopo la fine dell’infusione.
  • Eliminazione per catabolismo proteico e clearance dei complessi immuni.

Posologia e monitoraggio

  • Infarto miocardico: 1,5 milioni di UI in 60 minuti e.v.
  • Embolia polmonare / trombosi venosa profonda: 250 000 UI di carico in 30 min, poi 100 000 UI/h per 24–72 ore.
  • Monitoraggio: pressione arteriosa durante tutta l’infusione (l’ipotensione è frequente), ECG, fibrinogeno, emocromo, PTT.
  • Non richiede aggiustamento renale o epatico.

Tossicità

  • Sanguinamento, più frequente che con i fibrino-specifici per lo stato litico sistemico.
  • ⚠️ Ipotensione nel 10–50 % dei pazienti, durante l’infusione: mediata da bradichinina generata dall’attivazione della plasmina. Si gestisce rallentando l’infusione e con fluidi — non è una reazione allergica.
  • Reazioni allergiche: febbre, brividi, rash, orticaria nel 1,7–18 %; anafilassi vera nello 0,1 %.
  • Aritmie da riperfusione.
  • Sindrome di Guillain-Barré e malattia da siero, segnalate raramente.
  • Emorragia intracranica meno frequente che con l’alteplase (~0,3–0,5 %), unico vantaggio di sicurezza della molecola.

⚠️ Attenzione

  • ⚠️ Non ri-somministrabile. Dopo una somministrazione (o dopo un’infezione streptococcica recente) il titolo di anticorpi neutralizzanti resta elevato per almeno 6 mesi, spesso anni. Una seconda dose sarebbe inefficace (neutralizzata) e pericolosa (anafilassi). Se serve di nuovo un trombolitico, si usa alteplase o tenecteplase. È il dato clinico più importante della molecola — e la ragione principale del suo abbandono.
  • Controindicazioni: le stesse degli altri trombolitici (emorragia intracranica, ictus recente, chirurgia o trauma maggiore recenti, sanguinamento attivo, dissezione aortica, ipertensione grave non controllata), più: pregressa somministrazione di streptochinasi o anistreplasi, e infezione streptococcica recente.
  • Interazioni: additive con anticoagulanti e antiaggreganti.
  • Antidoto: acido tranexamico; nell’emorragia maggiore crioprecipitato o plasma fresco congelato per ripristinare il fibrinogeno consumato — necessario più spesso che con i fibrino-specifici.

Posto in terapia

In larga parte abbandonata nei paesi ad alto reddito, sostituita da alteplase e tenecteplase: più efficace la riperfusione, meno emorragie sistemiche, nessuna antigenicità, somministrazione più semplice. Resta in uso in contesti a risorse limitate, dove il costo molto inferiore è determinante e l’OMS la include ancora fra i farmaci essenziali.

Nel cluster il suo valore è didattico: è la molecola che mostra cosa succede quando un trombolitico non è fibrino-specifico, e perché l’origine batterica di un farmaco proteico ne limiti l’uso a una sola volta nella vita.

🔗 Compare in

Fonti: PDB 1BML (struttura del complesso plasmina–streptochinasi); EMA SmPC Streptase e DailyMed SPL (posologia, controindicazioni, ri-somministrazione); StatPearls “Streptokinase” (meccanismo non enzimatico, stato litico sistemico, ipotensione da bradichinina, anticorpi neutralizzanti); trial GISSI-1 (Lancet 1986). Consultate il 2026-08-13.