CFTR

Il gene CFTR (Cystic Fibrosis Transmembrane Conductance Regulator) codifica per una proteina canale deputata al trasporto degli ioni cloro. È localizzato sul braccio lungo del cromosoma 7 (regione 7q31.2).


Struttura del Gene e della Proteina

  • Caratteristiche Geniche: È un gene di grandi dimensioni, esteso per circa 250 Kb e composto da 27 esoni. La notevole estensione genomica favorisce l’insorgenza e l’accumulo di un elevato numero di varianti mutazionali (oltre 2000 mutazioni note).
  • Struttura Proteica: La proteina matura appartiene alla superfamiglia dei trasportatori ABC (ATP-Binding Cassette) ed è formata da:
    • Due domini transmembrana a più passaggi (MSD, Membrane Spanning Domains), che costituiscono il poro del canale per il passaggio del cloro.
    • Due domini di legame dei nucleotidi (NBD1 e NBD2, Nucleotide Binding Domains), deputati al legame e all’idrolisi dell’ATP per regolare l’apertura e la chiusura del canale.
    • Un dominio regolatorio (R), contenente molteplici siti di fosforilazione da parte della proteina chinasi A (PKA).


Meccanismo di Funzionamento e Regolazione Ionica

La cellula epiteliale presenta normalmente due vie di trasporto per lo ione cloro (): una secondaria calcio-mediata e una principale cAMP-dipendente operata dal canale CFTR.

  1. Attivazione: Il legame di un ligando recettoriale induce la produzione di cAMP, che attiva la PKA. Questa fosforila il dominio R di CFTR. Successivamente, l’idrolisi dell’ATP nei domini NBD determina l’apertura conformazionale del canale.
  2. Flusso di Cloro: Il cloro fuoriesce dalla cellula seguendo il gradiente elettrochimico verso il lume della ghiandola o dell’epitelio.
  3. Regolazione del Sodio (): In condizioni fisiologiche a livello respiratorio, il CFTR attivo down-regola i canali epiteliali del sodio (ENaC), limitando l’ingresso di sodio nella cellula e mantenendo neutro il gradiente elettrico della membrana epiteliale.


Classificazione Funzionale delle Mutazioni

Le mutazioni a carico di CFTR sono classificate in 6 classi distinte in base al meccanismo molecolare di disfunzione proteica. Questa classificazione correla la patogenesi molecolare alla severità clinica.

ClasseDifetto MolecolareConseguenza sulla ProteinaSeverità ClinicaEsempio
IAssenza di sintesiMancanza completa del trascritto o presenza di codoni di stop prematuri (es. mutazioni nonsense). Proteina non prodotta.Grave (Severe)-
IIDifetto di processamento e foldingLa proteina non subisce le corrette modificazioni post-traduzionali (es. glicosilazione nel Golgi) e viene degradata precocemente nel reticolo endoplasmatico.Grave (Severe)
IIIDifetto di gating (regolazione)La proteina raggiunge la membrana cellulare ma presenta un’alterata risposta conformazionale al cAMP/ATP, rimanendo preferenzialmente chiusa.Grave (Severe)Mutazioni in NBD1
IVDifetto di conduttanzaIl canale raggiunge la membrana e si apre, ma il poro ha una ridotta conduttività elettrica agli ioni cloro.Lieve (Mild)R117H
VRidotta produzioneMutazioni di splicing o promoter che determinano una forte riduzione quantitativa dell’mRNA corretto. I pochi canali formati funzionano normalmente.Lieve (Mild)Splicing introne 8
VIInstabilità di membranaLa proteina è strutturalmente integra ma presenta un’elevata velocità di turnover e degradazione sulla superficie apicale.Lieve (Mild)-

NOTE

La mutazione consiste nella delezione di tre nucleotidi che comporta la perdita dell’amminoacido fenilalanina in posizione 508 a livello di NBD1. Rappresenta il 70% degli alleli mutati nella popolazione caucasica ed è il prototipo delle mutazioni di Classe II, bloccando la glicosilazione a livello dell’apparato di Golgi.


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