Corteccia Associativa e Funzioni Cognitive

Aree primarie e corteccia associativa

Tutta l’attività neurologica cosciente, sensitiva o motoria, è supportata da circuiti anatomici che coinvolgono la corteccia cerebrale, dove si trovano:

  • aree motorie (servono a cambiare ciò che succede nell’ambiente): area 4, strisciolina davanti alla scissura di Rolando; area 6 supplementare motoria, sulla superficie mesiale; area 8 dell’oculomozione;
  • aree sensitive (servono ad analizzare cosa accade nell’ambiente e dentro di noi):
    • sensibilità somatoestesica (tattile, termica, dolorifica, chinestesica, vibratoria), raccolta dall’area 3-1-2, una sola circonvoluzione parietale parallela all’area 4;
    • sensibilità speciali: visiva (area 17, V1, circondata dalle aree 18-19 in una piccola zona del lobo occipitale), uditiva (area di Heschl, piccola zona del lobo temporale), olfattoria (bulbi olfattori).

Nel loro insieme aree motorie e sensitive sono piccolissime rispetto al manto corticale. Il resto è corteccia associativa: mette in relazione le aree sensitive con quelle motorie, così che la risposta motoria sia adeguata a ciò che succede nell’ambiente. È ciò che rende la persona intelligente (si comporta, agisce e pensa nel modo più adeguato alla situazione per realizzare un fine). Oltre al sistema motorio e sensitivo esiste quindi un terzo sistema, il sistema cognitivo, fatto di strutture prevalentemente corticali.

Neurologia generale e neuropsicologia

  • Neurologia generale: segni e sintomi delle malattie che alterano il sistema motorio e sensitivo (neurologo generale).
  • Neuropsicologia: segni e sintomi da coinvolgimento della corteccia associativa e disturbi che ne derivano (neuropsicologo).

In natura la distinzione non è netta: quasi tutte le malattie neurologiche coinvolgono, almeno in parte, la corteccia associativa.

Caratteristiche delle aree associative

  • Non comunicano con la periferia: né direttamente né indirettamente con muscoli e organi di senso.
  • Comunicano solo con il SNC: soprattutto con la corteccia, poco con i centri sottocorticali.
  • Nella corteccia non si connettono con le aree motorie e sensitive primarie, ma solo con aree motorie e sensitive di ordine superiore, che elaborano stimoli complessi.

Funzioni cognitive

Le funzioni della corteccia associativa sono cognitive: memoria, linguaggio, attenzione, orientamento spaziale. Si conoscono le zone la cui lesione dà un deficit, ma non cosa siano queste funzioni in termini fisiologici. Sono quindi descritte da modelli cognitivi teorici che non corrispondono all’anatomia. Esempio: la memoria è descritta come registrazione di un evento, conservazione e richiamo; il disturbo di memoria dell’alcolista è un deficit di registrazione, ma non si sa cosa sia fisiologicamente la “registrazione”.

Funzioni strumentali

Svolte da regioni ben definite e delimitate della corteccia associativa (calcolo, prassia, funzione gnosica o riconoscimento visivo, memoria, linguaggio):

  • alcune (linguaggio) dipendono da una sola zona e hanno poco a che vedere con i centri sottocorticali;
  • altre (memoria) dipendono da zone delimitate ma multiple, collegate a circuito tra loro e con i nuclei sottocorticali, che con circuiti riverberanti riproiettano sulla corteccia (circuiti cortico-sottocorticali).

Il linguaggio è la funzione più spesso alterata nel paziente neurologico ed è quindi la meglio studiata (dall’800); il suo disturbo, l’afasia, è frequente e va riconosciuto subito (al contrario, ad esempio, della prosopagnosia, l’incapacità di riconoscere il volto dei familiari o il proprio allo specchio).

Funzioni di controllo

Non sono svolte da un’area delimitata: coinvolgono la corteccia associativa nel suo insieme, perché regolano tutte le altre. Sono le funzioni di controllo delle funzioni strumentali e servono a monitorare e controllare pensiero e comportamento.

Lateralizzazione

Le funzioni cognitive sono generalmente a carico di un solo emisfero. Esempio classico: il linguaggio, svolto da una zona tra lobo frontale, parietale e temporale dell’emisfero sinistro; le aree omologhe di destra sono libere per altre funzioni. Dettagli in Dominanza Emisferica per il Linguaggio.

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