Afasie

Il linguaggio

Il linguaggio comprende tre capacità di base:

  1. Espressione: tradurre il proprio pensiero in un codice fatto di suoni prodotti dall’apparato bucco-fonatorio, i fonemi (consonanti e vocali), la cui sequenza forma parole e frasi.
  2. Comprensione: decodificare il codice fonemico e capire il significato di una serie di fonemi, cioè il pensiero altrui.
  3. Ripetizione: riprodurre fonemi e sequenze di fonemi prodotti da altri indipendentemente dal significato (come i pappagalli, come chi ripete una parola straniera senza capirla, o come i bambini che iniziano a parlare).

Il simbolo fonetico è stato poi tradotto in un altro simbolo, la scrittura (“simbolo del simbolo”), che ha il vantaggio di poter essere conservata: è fonetica nelle lingue occidentali, ideografica in quelle orientali (come nei segnali stradali o nella matematica).

Aree di Broca e di Wernicke (OpenStax, Anatomy & Physiology). Fonte: Wikimedia Commons (OpenStax College, CC BY 3.0).

Definizione

Le afasie sono disturbi acquisiti del linguaggio conseguenti al danno delle Aree del Linguaggio.

Nel paziente afasico sono sempre compromesse tutte e 3 le capacità, ma a seconda della sede della lesione 1 o 2 lo sono più delle altre: in base a quale prevale si distinguono i tipi di afasia. Le capacità “risparmiate” non sono mai come in origine: le aree del linguaggio sono collegate tra loro, quindi la morte neuronale in un’area riduce la funzione di tutte le altre (per alterazione delle connessioni), senza però abolirla, grazie alla formazione di nuovi circuiti di compenso.

Il paziente afasico non riesce a usare il linguaggio: suoni e significati “vanno per conto loro”; non esprime il proprio pensiero, non comprende quello altrui, non ripete i fonemi.

Riconoscere l’afasia

Davanti a un paziente in PS che “dice cose strane” bisogna capire se ha:

  • un deficit di pensiero (confuso, demente, psicotico);
  • una logica del pensiero intatta ma si esprime in modo strano.

Nei pazienti disartrici l’afasia è più facile da identificare. Nei fluenti non disartrici, che non trovano le etichette verbali e dicono cose senza senso, è un errore ritenerli subito dementi o confusi: possono avere una lesione acuta da ictus, che richiede intervento entro 2-3 h. Il paziente afasico che sembra confuso ragiona bene ma non riesce a comunicare.

Il riconoscimento è difficile:

  • quando il paziente produce poco (è muto) o in modo impastato → diagnosi differenziale con paralisi delle corde vocali o sordomutismo;
  • quando parla tanto ma con errori: lettere sbagliate (“pampino” per “bambino”, parola distorta ma riconoscibile) o parole sbagliate (“è passato un cane nel passeggino”, “apri la mela”), che fanno pensare a un paziente drogato, demente o matto. Vedi Parafasie.

La diagnosi si imposta con l’Esame del Linguaggio, distinguendo anzitutto Afasia Fluente vs Non Fluente.

Classificazione

La sede della lesione rispetto alle scissure di Rolando e di Silvio determina il tipo di afasia (regole in Aree del Linguaggio):

AreaPosizioneAfasiaDisturbo associato
44pre-rolandica, perisilvianaAfasia di Brocaemiparesi mano-faccia destra
45, 47pre-rolandica, marginaleAfasia Transcorticale Motoriaalterazioni del comportamento
22post-rolandica, perisilvianaAfasia di Wernickequadrantopsia superiore destra
37, 39post-rolandica, marginaleAfasia Transcorticale Sensorialeaprassia
40 e fascicolo arcuatopre- e post-rolandicaAfasia di Conduzioneipoestesia emivolto e mano destra

I disturbi associati dipendono dalla compromissione delle aree attigue a quella che causa l’afasia: nelle afasie perisilviane sono disturbi neurologici primari di moto e di senso; nelle transcorticali, che confinano soprattutto con corteccia associativa, sono disturbi neuropsicologici.

Limiti della classificazione

  • Va benissimo per l’ictus ischemico: le aree del linguaggio sono i territori dei rami dell’arteria cerebrale media, quindi l’ischemia di un ramo dà il quadro “da manuale”.
  • Altre lesioni (es. tumori) raramente prendono una sola area, più spesso sono a cavallo di 2-3 aree → quadri intermedi (es. afasia di Wernicke con comprensione buona), di inquadramento più difficile.
  • Nelle malattie neurodegenerative degenerano, più o meno, tutti i neuroni delle aree del linguaggio → quadri che non combaciano con questi: vedi Afasie Progressive Primarie.

⚠️ Indicazioni del docente

  • Sospettare sempre l’afasia nel paziente confuso.
  • L’afasia va riconosciuta subito: è un disturbo frequentissimo che si incontra certamente nella carriera.

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