Corteccia Cerebellare e Circuiti (Purkinje, Fibre Rampicanti e Muscoidi)

Struttura

La corteccia cerebellare è un sottile manto che ricopre tutto il cervelletto, organizzato in folia cerebellari che, distesi, occuperebbero circa 10 m². Ha tre strati:

  • Strato dei granuli (il più profondo): prevalgono le cellule dei granuli, eccitatorie glutammatergiche, che inviano assoni verso lo strato molecolare dove si dividono a T formando le fibre parallele.
  • Strato delle cellule di Purkinje: cellule dal corpo enorme, facili da osservare anche negli animali da esperimento, con una caratteristica ramificazione dendritica a spalliera, unica nel SNC, disposta su un unico piano bidimensionale ortogonale alle fibre parallele.
  • Strato molecolare: contiene numerosi dendriti (delle cellule dei granuli e di Purkinje), la fine ramificazione assonale delle fibre rampicanti e l’enorme ramificazione delle fibre a T. Contiene interneuroni inibitori, le cellule a canestro e le cellule stellate, che creano zone di inibizione laterale ai lati di una fascia di cellule di Purkinje eccitate. La descrizione di questo meccanismo è valsa il premio Nobel a John Eccles.

Circuiti

  • Fibre efferenti: sono gli assoni delle cellule di Purkinje, diretti ai nuclei cerebellari profondi.
  • Fibre afferenti, di due tipi:
    • Fibre rampicanti: originano dal nucleo olivare inferiore (midollo allungato) e, come l’edera, si avvolgono attorno al soma e al cono d’emergenza dell’assone delle cellule di Purkinje.
    • Fibre muscoidi: arrivano allo strato dei granuli; il loro impulso passa alle cellule dei granuli, che lo trasferiscono allo strato molecolare.

Modularità

La particolarità del circuito cerebellare è la modularità: si ripete sempre uguale. Nella neocorteccia a 6 strati, invece, la mappatura citoarchitettonica riconosce aree con funzioni diverse e morfologia diversa. Nella corteccia cerebellare esistono funzioni differenti ma non moduli organizzativi differenti.

🔗 Collegamenti