Diagnosi della Sindrome di Guillain-Barré

Principio

La diagnosi della Sindrome di Guillain-Barré è clinica. Gli esami di laboratorio generali non servono a granché; gli esami mirati servono a confermare la sede periferica e a escludere un danno centrale.

Esame obiettivo

È la prima cosa da fare. Nel paziente tipico — arti inferiori “addormentati”, mossi male, alvo diarroico la settimana precedente — si trovano:

  • ipostenia prossimo-distale agli arti inferiori (debolezza in estensione di coscia, gamba e piede);
  • riflessi ridotti agli arti inferiori.

L’esame obiettivo distingue la forma periferica da quella centrale: nella paralisi centrale piramidale l’ipertono è spastico con iperreflessia, mentre la forma periferica dà ipotonia e iporeflessia/areflessia, insieme ad altri elementi come le fascicolazioni (vedi Tono Muscolare e Tipi di Paralisi).

Elettromiografia ed elettroneurografia

Orientati verso la forma periferica si esegue l’elettromiografia, perché i reperti elettromiografici sono i più precoci: si osserva rallentamento fino a scomparsa dell’onda F, che rappresenta il corrispettivo neurofisiologico del riflesso osteotendineo evocato clinicamente.

Esame del liquor

Si esegue se l’elettromiografia non è disponibile. Non è diagnostico — la diagnosi è clinica — ma in fase iperacuta un danno centrale può dare la stessa manifestazione clinica: la rachicentesi serve quindi a escludere una causa centrale come una mielite.

  • Liquor eseguito pochi giorni dopo l’accesso in PS: normale.
  • Dopo la prima o la seconda settimana: dissociazione albumino-citologica, cioè proteine alte (tendono a salire durante la seconda settimana) con cellule normali.

Diagnosi differenziale

Attenzione in particolare alle mieliti.

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