Dopamino-Agonisti
Meccanismo d’azione
Agonisti che interagiscono direttamente con il recettore della dopamina. Non hanno la stessa potenza della dopamina.
Indicazioni
- Spesso usati nelle fasi iniziali di Malattia di Parkinson.
- In passato per “risparmiare” la levodopa; oggi si sa che le complicanze motorie dipendono dalla fase di malattia e non dalla durata del trattamento (Complicanze Motorie della Levodopa), quindi questa teoria ha perso peso.
- Restano un’alternativa nei pazienti giovani, in cui sono meglio tollerati: nei giovani si inizia di solito con un dopamino-agonista.
- Negli anziani si usano con cautela e si preferisce iniziare con la levodopa, perché possono dare confusione mentale, agitazione, psicosi.
Effetti avversi
- Disturbo del controllo degli impulsi: disinibizione, ricerca spasmodica e patologica del piacere; aumentato bisogno di mangiare (soprattutto dolci), gioco d’azzardo, con rischio di perdere patrimonio e reputazione. Nei soggetti con dipendenze preesistenti possono aggravarle.
- Effetti psicotici e allucinazioni.
Precauzioni
- Informare il paziente (e i familiari) dei rischi e indagare tendenze preesistenti alla dipendenza.
- Monitorare e, se compaiono disturbi degli impulsi, sospendere la terapia.
🔗 Collegamenti
- Terapia della Malattia di Parkinson — 📋 fa parte di
- Levodopa — 🔄 alternativa in monoterapia
- Complicanze Motorie della Levodopa — 🔗 teoria del risparmio della levodopa
- Vie Dopaminergiche — 🔗 via mesolimbica (reward)
- Decadimento Cognitivo nella Malattia di Parkinson — ⬇️ allucinazioni