Esame del Nervo Ottico (II NC)

Acuità visiva

Si chiede al paziente se vede, poi si verifica l’acuità visiva con le tavole, facendogli leggere qualcosa o mostrandogli le dita. Mostrare le dita smaschera anche la cecità corticale (sindrome di Anton), in cui il paziente cerca di inventare.

Campo visivo per confronto

Esame a metà tra neurologo e oculista: l’oculista lo esegue in modo più professionale e computerizzato (luce nei vari quadranti, il paziente alza la mano quando la vede); il neurologo esegue un campo visivo manuale.

L’esaminatore si pone alla stessa distanza dal paziente e presenta uno stimolo che anche lui deve vedere, quindi non fuori dal proprio campo visivo. Il paziente guarda dritto e vede lo stimolo “con la coda dell’occhio”, con un occhio e con l’altro, nei vari quadranti; lo stimolo si dà sia monolaterale sia bilaterale e si confronta con il campo visivo dell’esaminatore. Si annota l’eventuale deficit di un quadrante.

Il campo visivo testa le Vie Ottiche. Se il paziente è in coma o non può alzare la mano, si esegue la minaccia: se ammicca, ha visto lo stimolo.

Altre indagini

Cosa si valuta nell’EON

  • Acuità visiva: se il paziente vede o ha problemi di vista.
  • Campo visivo: sempre, anche in chi sta bene, perché i difetti possono essere ignorati dal paziente (l’emianopsia non viene percepita: il paziente non sa di non vedere in quella parte del campo).
  • Riflesso pupillare.
  • Motilità oculare estrinseca, anche quando il problema è muscolare, perché il paziente può comunque avere il Difetto Pupillare Afferente Relativo (Marcus Gunn).
  • Accomodazione.

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