Natalizumab (Tysabri)
Meccanismo d’azione
Blocca il recettore dell’integrina VLA4, che normalmente permette ai linfociti di passare nel SNC: li blocca quindi fuori dal sistema nervoso centrale, riducendo l’immunosorveglianza dovuta all’immunità adattativa.
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Somministrazione e indicazioni
È il primo anticorpo monoclonale approvato per la sclerosi multipla (2004). Funziona bene, è veloce ed efficace: agisce in 3-4 giorni, e in alcuni casi questa rapidità permette di salvare la deambulazione. Si somministrano 300 mg ogni 6 settimane, oggi anche per via sottocutanea; è ben tollerato.
Rischio di PML e monitoraggio
Ha dato casi di Leucoencefalopatia Multifocale Progressiva (PML) da riattivazione del virus JC. L’azienda produttrice ha stabilito un percorso di monitoraggio: l’indice anticorpale anti-JCV viene valutato ogni 3-6 mesi su un prelievo analizzato in un laboratorio in Olanda. Al titolo si associano le informazioni sulle precedenti terapie immunosoppressive e sulla loro durata, e si calcola il rischio:
- ≤ 0.9 → rischio accettabile: i pazienti fanno RM seriate ogni 3 mesi, perché si è visto che in caso di PML ci sarebbe il tempo di bloccarla all’esordio evitando danni;
- > 1 → si cambia la terapia immunosoppressiva.
In casi selezionati il farmaco viene somministrato anche in presenza di rischio di PML, proprio per la sua rapidità d’azione.
Gravidanza
È l’unico farmaco ad altissima efficacia utilizzabile in gravidanza e in allattamento; ad oggi si sa che può essere continuato per 2 anni.
🔗 Collegamenti
- Anticorpi Monoclonali nella Sclerosi Multipla (Generalità) — 📋 fa parte di
- Leucoencefalopatia Multifocale Progressiva (PML) — ⬇️ complicanza
- Caso Clinico - Sclerosi Multipla e Desiderio di Gravidanza — 🔬 applicazione clinica
- Disease Modifying Therapy nella Sclerosi Multipla — 📋 fa parte di (seconda linea)