Terapia della SLA
Principi
Per la Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA) oggi le terapie sono poche. Davanti a una malattia che non si può guarire resta il compito di far stare bene il paziente, secondo il principio delle cure palliative:
- curare quando possiamo;
- trattare spesso;
- prendersi cura sempre.
Strumenti, in ordine di importanza crescente:
- terapia farmacologica: farmaci eziologici e sintomatici;
- terapia non farmacologica;
- palliazione: non solo cure di fine vita ma tutte le cure sintomatiche (Cure Palliative e Pianificazione Condivisa delle Cure).
Principi ispiratori:
- approccio multidisciplinare, in una patologia così polimorfa;
- tempestività nel programmare gli interventi, data la progressione rapida;
- accessibilità degli interventi per il paziente, scontrandosi talvolta con i limiti del sistema;
- rispetto dell’autonomia decisionale: il paziente è il soggetto della cura, non l’oggetto (vale per tutte le patologie).
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Trattamenti sintomatici
Si usano combinazioni di farmaci, in genere off-label. Sintomi che sembrano banali hanno un impatto rilevante sulla qualità di vita.
Scialorrea
È una delle principali cause di isolamento sociale. In fase avanzata causa ferite e ragadi ai margini delle labbra, che peggiorano la tolleranza alla ventilazione non invasiva. Farmaci off-label:
- amitriptilina: vecchio antidepressivo orale, qui in gocce sotto la lingua;
- glicopirronio: usato come inalatore nella BPCO; si rompono le capsule e si sparge la polvere in bocca;
- scopolamina transdermica: cerotti per il mal d’auto; se ne sfrutta l’effetto collaterale di secchezza delle fauci.
Crampi e dolore
Un sano con un crampo notturno salta giù dal letto e stira la gamba. Il paziente con SLA non può muoversi, e il crampo diventa un sintomo doloroso drammatico: il controllo del dolore è fondamentale.
Terapia non farmacologica: i bisogni principali
Quando la terapia farmacologica sintomatica non basta:
Bisogno motorio
Ausili dal meno al più tecnologico: dalla molla di Codivilla alle carrozzine motorizzate.
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Bisogno di comunicazione
Il paziente con SLA è capace di intendere e di volere e ha bisogno di comunicare. Strumenti di comunicazione aumentativa alternativa, secondo la disabilità:
- comunicatori manuali (cellulare, tablet: il paziente digita e il dispositivo parla);
- comunicatori a puntamento oculare (sfruttano il risparmio dell’oculomozione, Quadro Clinico della SLA);
- comunicatori controllati dal segnale elettroencefalografico.
Si campiona la voce del paziente prima che compaiano i disturbi dell’eloquio, così il comunicatore parla con la sua voce: la voce è parte dell’identità personale, e parlare con una voce sintetica ha un impatto psicologico notevole.
Bisogno di nutrizione
Disfagia e malnutrizione:
- inizialmente manovre di deglutizione, modifica della consistenza della dieta, integratori, addensanti, acqua gel;
- in fase avanzata nutrizione enterale supplementare con gastrostomia percutanea, posizionata per via endoscopica (PEG) o radiologica (RIG).
La gastrostomia è in genere ben tollerata se fatta in fase precoce e aumenta l’aspettativa di vita, perché il paziente con SLA muore per insufficienza respiratoria, malnutrizione o polmonite ab ingestis da disfagia.
Bisogno di respirazione
Gestione dell’insufficienza respiratoria, NIV e tracheotomia: Insufficienza Respiratoria nella SLA.
🔗 Collegamenti
- Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA) — 💊 trattamento di
- Insufficienza Respiratoria nella SLA — 💊 bisogno di respirazione
- Cure Palliative e Pianificazione Condivisa delle Cure — 🔗 principio della cura
- Quadro Clinico della SLA — 🔗 sintomi da trattare
- Sindrome Bulbare e Pseudobulbare — 🔗 disfagia e scialorrea