Diagnostica di Laboratorio dell’Osteoporosi

Principio

Gli esami di laboratorio non fanno la diagnosi, che richiede la Densitometria Ossea (MOC) e T-score. Servono a escludere cause di osteoporosi secondaria in presenza di alterazioni del metabolismo osseo e sono eccellenti nella gestione clinica e nella diagnosi differenziale: decidere il trattamento, capire la causa e monitorare il paziente non solo radiograficamente ma anche con il laboratorio.

Esami di primo livello

  • Emocromo: normale o con anemia.
  • VES, PCR.
  • Calcio: aumenta nell’iperparatiroidismo o nell’ipercalcemia neoplastica.
  • Fosfatasi sierica: ridotta nell’ipovitaminosi D o nel malassorbimento.
  • Fosfatasi alcalina (indice di rimodellamento osseo): spesso alta nell’osteoporosi.
  • Calciuria delle 24 ore.
  • Creatinina.
  • Albumina e proteine.

Esami di secondo livello

Scelti in base al sospetto clinico:

  • TSH;
  • PTH;
  • vitamina D;
  • marker di formazione ossea: osteocalcina, fosfatasi alcalina ossea, peptidi C- e N-terminali del procollagene (P1NP, P1CP);
  • marker di riassorbimento osseo: telopeptidi C- e N-terminali del collagene.

I marker sono ultraspecialistici e vengono usati solo a fini di ricerca.

Biopsia ossea

Utile per valutare la severità dell’osteoporosi, ma non adatta alla gestione del paziente. Si può usare anche a fini diagnostici, ma nella pratica si preferiscono metodiche meno invasive. Si può eseguire nei giovani.

⚠️ Nota sulla sbobina: il testo afferma sia che i marker “sono ultraspecialistici e usati solo a fini di ricerca”, sia che i marker visti “sono eccellenti nella gestione clinica”. Riportate entrambe le affermazioni come nella sbobina.

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