Displasia Congenita dell’Anca

Definizione

Disturbo nello sviluppo dell’articolazione dell’anca con alterazione del rapporto articolare tra femore prossimale e acetabolo. Può insorgere nell’adulto o essere congenita; la forma congenita può essere dovuta a lussazione o sublussazione dell’anca.

Se non trattata può evolvere in lussazione permanente, in alcuni casi con formazione di un secondo acetabolo più prossimale sul bacino (neocotile), e in deformazione del femore con valgismo del collo (vedi Coxa Vara e Coxa Valga).

Epidemiologia

  • 0,5-1% dei nati vivi.
  • Alta prevalenza nelle nostre zone (piuttosto frequente in Lombardia, fino all’1% dei nati vivi).
  • Più colpite le femmine; popolazione caucasica un po’ più esposta.
  • Può associarsi a patologie con iperlassità; la familiarità è un fattore di rischio.

Eziologia

Multifattoriale:

  • deformità anatomiche dell’osso;
  • fattori legati alla gravidanza: gravidanze gemellari, oligoidramnios (riduzione patologica del liquido amniotico), vizi di posizione del feto nell’utero;
  • fattori postnatali: posizioni forzate degli arti inferiori del bambino;
  • maggiore incidenza in alcune popolazioni.

Diagnosi

L’imaging è fondamentale: ecografia con metodo di Graf come primo livello e screening, radiografia dopo il sesto mese (vedi Imaging della Displasia dell’Anca).

Classificazione di Dunn

Descrive gli stadi di progressione, dall’anca normale alla lussazione severa (grado 4). Il grado 4 corrisponde alla persistenza oltre il quarto anno di una displasia non corretta, con:

  • neocotile più craniale rispetto all’acetabolo nativo;
  • testa del femore deformata e più schiacciata;
  • collo del femore più lungo;
  • nei tessuti molli, retrazione degli adduttori e dell’ileopsoas.

Quadro clinico

Manovre eseguite dal pediatra con bambino supino, anca e ginocchio flessi:

  • Manovra di Barlow: induce la lussazione. Da anca flessa e addotta si forza una traslazione posteriore, osservando se l’anca tende a lussare.
  • Manovra di Ortolani: riduce un’anca lussata. Con anca flessa si abduce ed extraruota per riportare la testa del femore nell’acetabolo.

  • Segno di Galeazzi (vedi Dismetrie degli Arti Inferiori): la dismetria è dovuta al collo femorale valgo, ma soprattutto all’anca lussata o cranializzata, che cambia la lunghezza dell’arto. Si valuta a paziente supino con ginocchio iperflesso e anca flessa, osservando lo slivellamento del femore distale. La displasia è frequentemente bilaterale: il segno è positivo quando è monolaterale.

(Sezione espansa con: sbobina 13)

Trattamento

La diagnosi precoce è importantissima perché consente un trattamento conservativo, meno invasivo sulla vita del paziente.

  1. Divaricatori: artigianali (2-3 pannolini) o tutori veri e propri che mantengono l’anca flessa e addotta.
  2. Se il divaricatore fallisce e la displasia è moderata e in progressione: riduzione chiusa (senza intervento chirurgico) e gesso dal bacino ai piedi per circa 3 mesi.
  3. Se la riduzione chiusa non è praticabile: riduzione open.

Se la displasia non viene diagnosticata e arriva all’adolescenza o all’età adulta, si ricorre alla chirurgia conservativa dell’anca, cioè alle osteotomie (fratture create in modo controllato per riallineare l’osso e migliorare il rapporto articolare):

  • bacino: correggono la morfologia dell’acetabolo e ne migliorano la copertura; le più praticate sono la PAO (osteotomia peri-acetabolare) e l’acetaboloplastica;
  • femore prossimale: correggono l’angolo cervico-diafisario ed eventuali vizi di rotazione, con osteotomie varizzanti o di rotazione.

Se non trattata, la displasia rischia di portare alla protesi, mai auspicabile nel paziente giovane.

⚠️ La sbobina dice che i divaricatori tengono l’anca “flessa e addotta”, mentre la manovra di Ortolani riduce l’anca portandola in abduzione. Da verificare sulle slide.


(Integrazione da: sbobina 13)

  • Conservativo: supporti applicati bilateralmente per mantenere le anche extraruotate, flesse e abdotte (tutori o triplo pannolino). La sbobina 13 riporta quindi l’abduzione, coerente con la manovra di Ortolani.
  • Chirurgico: riduzione della lussazione e gesso per almeno tre mesi. Può essere precoce, con osteotomie di normocorrezione di bacino o femore prossimale, che riorientano la testa del femore nell’acetabolo. Le osteotomie del femore prossimale correggono la deformità causata dalla lussazione, soprattutto inveterata: la valgizzazione del collo e l’aumento dell’angolo cervico-diafisario.

Forma dell’adulto

(Integrazione da: sbobina 13) Forma a esordio tardivo, generalmente secondaria a una forma congenita non diagnosticata e quindi non trattata precocemente.

Clinica — segno di Trendelenburg: in appoggio monopodalico sul lato interessato si osserva la caduta della pelvi dal lato controlaterale, per l’ipotrofia soprattutto di adduttori e ileopsoas.

Radiografia: angolo di copertura acetabolare (Wiberg), angolo di inclinazione acetabolare (Tönnis) e ogiva di Shenton interrotta (vedi Imaging della Displasia dell’Anca).

Trattamento: prevalentemente protesico, anche in giovane età (35-40 anni) (vedi Protesi d’Anca). Nelle forme molto lievi si possono usare le osteotomie di normocorrezione.

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