Epifisiolisi della Testa del Femore

Definizione

Scivolamento della testa del femore a livello della cartilagine di accrescimento, come un gelato che scivola dal cono. Lo scivolamento è in senso caudale e posteriore.

La “semiluna” della testa normalmente punta verso l’alto, perché è la zona di carico; nell’epifisiolisi lo scivolamento può diventare molto importante.

Epidemiologia

  • Non frequente.
  • Più frequente nei maschi; nelle femmine insorge un po’ prima, per la diversa tempistica della crescita.
  • Spesso unilaterale, bilaterale nel 15% dei casi.

Eziopatogenesi

  • Molto correlata al sovrappeso.
  • È traumatica, ma non necessariamente da un singolo trauma: anche da microtraumi ripetuti.
  • Non ci sono fattori di rischio definiti; l’ipogonadismo sembrerebbe esserlo.
  • Il primum movens è la sofferenza della Cartilagine di Accrescimento, su cui agisce il trauma o il microtrauma.

Classificazione

  • Criterio funzionale: stabile, instabile.
  • Criterio temporale:
    • acuta: il bambino stava bene e dopo un trauma (es. caduta dall’altalena) la radiografia mostra lo scivolamento;
    • cronica (o subacuta): dolore insorto pochi mesi prima, che aumenta progressivamente, ad esempio in chi pratica sport con carico;
    • riacutizzata: sintomi lievi da settimane, poi dolore acuto dopo uno sforzo (es. una partita).
  • Criterio morfologico (angolo di traslazione della testa): lieve, moderata, severa.

Quadro clinico

  • Forme subacute: può esserci una pre-epifisiolisi con dolore al ginocchio solo sotto carico. Il dolore d’anca è spesso riferito al ginocchio (vale in generale, anche nell’artrosi d’anca). Può esserci limitazione di intrarotazione e abduzione.
  • Epifisiolisi conclamata acuta: trauma seguito subito dai sintomi.
  • Epifisiolisi conclamata cronica: dolore inguinale intermittente, esacerbato dallo sport; arto atteggiato in extrarotazione (la testa scivola posteriormente); intrarotazione, abduzione e flessione limitate. Si è a fine crescita: se la testa si stabilizza in posizione scivolata e non viene corretta, soprattutto nei casi gravi, resterà così per tutta la vita.

Ritardo diagnostico

  • Ritardo medio della diagnosi: 2-5 mesi.
  • Diagnosi mancata nel 52% dei casi: lo si sa perché molti vengono diagnosticati a 25-30 anni, con dolore e segni radiografici di deformità della coxo-femorale, candidati alla protesi d’anca già a 30 anni.
  • Non dipende da scarsa preparazione ma dalla difficoltà della diagnosi, soprattutto nelle forme lievi.

Imaging

Radiografia: discesa della testa con posteriorizzazione.

La RM è più dettagliata, oggi più accessibile e sarà sempre più usata; non espone a raggi X. Le dosi della radiografia sono comunque basse (una RX del torace equivale a un volo per Londra), a differenza della TC, con cui nei bambini bisogna fare più attenzione.

Trattamento chirurgico

La testa viene raddrizzata, trazionata e riallineata, poi stabilizzata con viti che attraversano il collo femorale fino alla testa scivolata. Poiché il bambino crescerà ancora, la capocchia della vite non deve appoggiare sulla corticale: bisogna lasciare un minimo di spazio perché la crescita non sia bloccata dalla capocchia e dal filetto.

Il rischio di necrosi della testa femorale aumenta quanto più la testa è scivolata, perché lo scivolamento danneggia anche i vasi (vedi Osteonecrosi).

Evoluzione a lungo termine

Tre possibilità:

  1. deformità talmente lieve che il bambino cresce senza problemi, ma con maggiore probabilità di artrosi d’anca in età avanzata;
  2. dolore verso i 30-35 anni, trattabile con terapie conservative (infiltrazioni, fisioterapia) o osteotomie di correzione;
  3. (non infrequente) grazie alla capacità di adattamento del bambino, il dolore compare a 25-30 anni con anca già consumata: è il caso peggiore, un giovane adulto con artrosi che necessita di protesi.

Le protesi d’anca danno ottimi risultati (a differenza di quelle di ginocchio e spalla, più limitanti), ma l’obiettivo resta impiantarle il più tardi possibile.

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