Cartilagine di Accrescimento

Definizione

Zona cartilaginea che resta tra epifisi e diafisi, a separare il centro di ossificazione primario da quello secondario. È responsabile della crescita in lunghezza delle ossa lunghe, che avviene in senso centrifugo, dal centro della diafisi verso l’esterno. Riguarda le ossa di gamba, coscia e braccio (non la clavicola, che è un osso piatto).

Struttura

È formata esclusivamente da condrociti a diversi stadi differenziativi. Partendo dalla diafisi:

  • Matrice calcificata: condrociti morti; è la zona più vicina alla diafisi, in via di calcificazione ma non ancora tessuto osseo.
  • Zona di maturazione e ipertrofia: i condrociti aumentano di volume e così allungano l’osso; ricca di lipidi, glicogeno e fosfatasi alcalina.
  • Zona proliferativa: condrociti in mitosi.
  • Zona di riserva: produzione di matrice.

Chiusura

La cartilagine di accrescimento persiste finché la sua “spinta” non è conclusa; poi viene interamente sostituita da tessuto osseo e forma la linea epifisaria. La chiusura dipende da stimoli ormonali e dall’afflusso di sangue: la cartilagine di accrescimento non è irrorata, ed è il sangue a dare lo stimolo osteoblastico. Si formano solchi che permettono lo sviluppo di arteriole e la retrazione della cartilagine, sostituita da osso.

Il processo all’epifisi si arresta perché prossimalmente o distalmente è presente un altro nucleo di accrescimento. La presenza di più nuclei con direzioni di crescita diverse dà all’osso la forma definitiva (diafisi allungata, estremità espanse lateralmente). L’ultima zona a chiudersi è la placca epifisaria.

L’ossificazione termina con l’esaurimento della cartilagine di accrescimento, intorno ai 18–25 anni.

Aspetto radiografico

Nelle Rx del ginocchio di un bambino, sia all’epifisi distale del femore sia a quella prossimale della tibia si vedono linee radiotrasparenti che potrebbero far pensare a una frattura: sono invece la cartilagine di accrescimento, segno che il bambino crescerà ancora. Nell’adulto l’ossificazione è completa e, pur intravedendosi le zone di giunzione, l’osso appare omogeneo.

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