Trattamento dell’Instabilità di Spalla

In pronto soccorso

  1. Radiografia per documentare la lussazione ed escludere fratture concomitanti (da fare prima della riduzione).
  2. Riduzione della lussazione, cioè ripristino dei corretti rapporti articolari.
  3. Tutore, di solito in abduzione, per 2-3 settimane.
  4. Fisioterapia.

Manovra di Kocher

È la manovra di riduzione più usata:

  1. si extraruota l’arto, per disingaggiare la testa omerale;
  2. si abduce e intraruota, per riportarla in sede.

Non va eseguita con violenza, per non danneggiare ulteriormente la testa omerale. È preferibile farla in narcosi, perché così la spalla si riallinea senza problemi, anche se non sempre è possibile.

Intervento di Latarjet: radiografia di controllo postoperatoria in due proiezioni. Fonte: Wikimedia Commons, Hellerhoff, CC BY-SA 4.0.

Indicazione chirurgica: ISIS score

La chirurgia si valuta in base al numero di episodi e ai fattori di rischio. Pascal Boileau, chirurgo francese, ha descritto l’ISIS score (Instability Severity Index Score), che considera:

  • numero di lussazioni;
  • sport praticato;
  • presenza o meno di lassità;
  • presenza o meno di lesioni di Hill-Sachs o glenoidee (Lesioni di Bankart e Hill-Sachs).

In base a questa stratificazione del rischio si decide se operare e quale intervento proporre.

Tecniche chirurgiche

  • Riparazione artroscopica: oggi circa l’80% dei trattamenti dell’instabilità. Si ripara il cercine glenoideo con ancorette riassorbibili nella regione antero-inferiore.
  • Intervento di Latarjet: in caso di perdita di osso glenoideo (frattura o lesione bony Bankart) o in uno sportivo agonista o di sport ad alto impatto (es. rugbista). La coracoide viene trasposta sulla regione anteriore della glena e fissata con una o due viti. Durante l’intervento, incidendo il sottoscapolare davanti alla piccola tuberosità, bisogna rispettare le arterie circonflesse (Fratture dell’Omero Prossimale).

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